Salernitano
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Le origini
Le origini del cavallo Salernitano si fanno risalire a tempi antichi, quando la zona oggi occupata dalla Piana del Sele e dai comuni di Eboli, Paestum e Battipaglia si trovava alla mercé degli invasori del mare, i terribili Saraceni. Grazie alla vicinanza col mare di quest'area e la voglia di saccheggio di questi popoli, i pirati riuscivano ad imporsi alle popolazioni locali con la forza durante battaglie impari volte a razziare il più possibile.
La storia
Già a partire dal 1450 nella provincia di Salerno e, in particolar modo nella Piana del Sele, si allevavano cavalli adatti per il traino delle carrozze e per la sella. Questi animali erano così famosi che in breve tempo tutta l'Europa cominciò ad interessarsi a questa razza equina, non senza tentativi di volerla migliorare. Infatti, prima di giungere al cavallo Salernitano come lo conosciamo oggi, dalla prima linea di sangue (dalla quale tale razza era stata sviluppata perpetrando l'incrocio fra cavalli di tipo orientale) si cominciò anche a incrociare gli esemplari così ottenuti con stalloni Laziali, Trottatori Russi, cavalli Anglo - Normanni, Trottatori Francesi ed Hackney fino a giungere al 1860, quando i Borbone introdussero per la prima volta i Purosangue Inglesi importandoli nella famosa tenuta di Carditello, dove venivano utilizzati anche per la caccia, sport che i re delle Due Sicilie seguivano in modo particolarmente appassionato.
Caratteristiche fisiche e comportamentali
Il Salernitano è un cavallo di tipo meso – dolicomorfo, con un'altezza al garrese che oscilla dai 160 ai 170 centimetri. Il peso, invece, può variare dai 450 ai 500 chilogrammi. La testa si presenta ben attaccata e proporzionata, ma particolarmente espressiva nonché un po' allungata, Il profilo è rettilineo, contraddistinto da fronte larga ed occhi molto vivaci. Le orecchie sono di media grandezza e decisamente mobili. Le narici sono ampie.
Le competizioni sportive
Intorno alle metà del secolo scorso e quindi in seguito alla seconda guerra mondiale, il cavallo Salernitano venne ulteriormente migliorato grazie all'apporto genetico di stalloni Purosangue Inglesi, che vennero fatti accoppiare con fattrici Salernitane accuratamente selezionate. Il fine, naturalmente, era quello di creare cavalli sempre più abili nelle competizioni sportive, veloci e scattanti.
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