Gattini

I primi approcci verso il mondo

Ci siamo, la parte più difficile è finita. Dopo un lungo travaglio e tanto lavoro, la nostra gatta adorata ha dato alla luce un gruppetto di mici uno più bello dell’altro. Ecco che comincia per noi un periodo fatto di conoscenza e primi approcci con loro e con le loro nuove esigenze. Vediamo dunque cosa necessitiamo affinchè il nostro aiuto alla micia adorata sia funzionale e venga accettato di buon grado da lei e dai cuccioli.

Mamma gatta allatta i gattini generalmente per poco meno di due mesi. Il primo allattamento avviene circa due ore dopo il parto e per tutta la prima settimana, la madre trascorre fino al 70% del suo tempo in questa gradevole ma sfiancante pratica. Dunque anche per questo dovremo stare attenti a non far mancare alcuna cura neanche a lei, accompagnandole con tante attenzioni e coccole, in modo da contribuire, per quanto ci è possibile a sostenere il peso della maternità. L’allattamento dei cuccioli prevede nel complesso tre periodi successivi: durante il primo periodo (fino a un paio di settimane dalla nascita la mamma prenderà l’ iniziativa mostrando le mammelle ai cuccioli ed incitandoli a servir sere; successivamente (fino alla 5° settimana) sia la mamma che i gattini danno inizio alla poppata, dopo di che, una volta imparate le tecniche, saranno i gattini ad avere l’iniziativa approcciandosi alla mamma. Questo succede perchè entro quel periodo i cuccioli saranno diventati in grado di legare il caldo e l'odore della mamma al cibo e quindi capiranno quando e quanto mangiare senza aiuti esterni, ma soltanto in base alla loro fame.

quanto a mamma gatta, viene naturale comprendere quanto essa debba avere una alimentazione più ricca e sostanziosa. Anche se fino ad oggi è sempre stata abituata a mangiare crocchette, nulla ci vieta, magari ascoltando anche il parere del veterinario, di offrirle quelle create appositamente per il periodo dell’allattamento.

Il comportamento del cucciolo durante l’allattamento è comune in tutti i gatti: riescono naturalmente a stimolare la fuoriuscita del latte semplicemente massaggiando il ventre della mamma con le zampe e fanno le fusa mentre succhiano. Sono ancora parzialmente ciechi e sordi e gli occhi sono per questo ancora del tutto chiusi, il nasino è minuscolo ma funziona già piuttosto bene, non camminano ancora, limitandosi a strusciare, e la loro vocina è acuta, continua e stridente. Ma il loro stato di apparente inerzia dura poco, entro qualche mese imparano a camminare da soli, a nutrirsi senza aiuto, a pulirsi e a giocare, anche a cacciare. Il tutto per imitazione spesso dei gatti adulti o della mamma. La cosa poiù sorprendente è che da appena nati, possono pesare anche solo un etto ciascuno, ovvero soltanto il 3% del peso medio di un gatto adulto sano, in proporzione però il cervello presente nel loro cranio è già grande quanto il 20% dello stesso organo in un gatto adulto.

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Imprarare a vivere

Micetti2 Spesso capita, purtroppo, di dover aiutare dei gattini rimasti orfani proprio quando avevano ancora un indispensabile bisogno della mamma.

Può succedere che per esempio mamma gatta è randagia ed abbia deciso di far nascere i cuccioli nello scantinato di casa nostra. Poi si è resa conto della presenza di un umano nel posto e non si sia più fatta viva. Succede meno spesso di quanto non si creda, stesso vale per le mamme che tornando sentono sui cuccioli odori estranei (per esempio se non abbiamo saputo resistere alla tentazione di accarezzare i piccoli). Oppure può darsi che senza alcuna assistenza una mamma malata non sia riuscita a sopravvivere al parto. E' importante allora, in mancanza della mamma, che almeno i fratellini, per quanto è possibile, restino vicini. La prima cosa da fare sarà procurarsi una scatola con i bordi alti in modo da non farli uscire, alla sua base possiamo mettere una traversina con un lato in plastica e l’altro assorbente. In questo modo i micetti saranno il più possibile asciutti e la plastica alla base eviterà di far inzuppare la base della scatola.

Se manca la mamma dobbiamo anche chiedere aiuto al veterinario. Nelle prime poppate infatti normalmente i cuccioli ricevono dalla madre il colostro, che è ricco di elementi che stimolano e attivano il loro sistema immunitario. Se questo non è possibile il medico dovrà somministrare qualcosa per compensarne la mancanza. Perché se i cuccioli non assumono in tempo questi elementi diventano tremendamente soggetti a malattie, e per un micio appena nato molte di queste risultano fatali. L'intervento del veterinario deve essere provvidenziale particolarmente se il gattino si nutre troppo poco o non mangia e continua a miagolare. Anche la temperatura corporea del micetto può essere un problema perché in natura è la madre che pensa ad equilibrarla, dato che i gattini per i primi quindici giorni di vita non sono in grado di pensarci da soli. Questo comporta che prima di cominciare a nutrire i cuccioli dobbiamo assicurarci che non siano andati intanto in ipotermia, ovvero che la loro temperatura non sia scesa drasticamente. Per evitare questo pericolo possiamo spostare la scatola dove stanno vicino ad una fonte di calore, o utilizzare una borsa dell’acqua calda, o ancora avvolgere i cuccioli entro coperte di lana, stando assolutamente attenti al fatto che abbiano modo di respirare aria fresca. Solo una volta che saranno riscaldati infatti il loro metabolismo comincerà a funzionare nella maniera corretta. Un metabolismo attivo e regolare permetterà loro di digerire bene il cibo. Già a contatto con la madre si capisce quali sono i gattini che cresceranno più vispi e quelli un tantino più remissivi, basterà osservare come si approcciano al capezzolo. Il micetto più testardo difenderà la sua “postazione” spingendo via da esso altri fratellini con il muso.

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Lo svezzamento

micini Ci accorgeremo che sarà giunto il momento di svezzare i nostri cuccioli quando cominceranno con insistenza a cercare di uscire dalla scatola per esplorare il mondo che li circonda. Solitamente ciò accade intorno alla loro quarta settimana di vita. Anche la mamma gatta comincerà a scostarsi dai piccoli che cercano il capezzolo, perché è probabile che abbiano messo già i primi dentini, provocando dunque dolore mentre succhiano. Intanto i cuccioli cominceranno ad imparare i primi rudimenti della ricerca del cibo, curiosando intorno e annusando tutto quello che capita a tiro. In natura sarà la gatta a iniziare i piccoli alla caccia, gradualmente, prima portando loro cibo pronto poi, se c’è l’occasione, offrirà loro piccoli roditori feriti, che i micetti dovranno solo “finire”. La caccia ha il suo seguito quando la gatta porta ai figlioletti prede ancora vive, in modo da stimolarli a seguirle e ucciderle per potersene cibare. Anche se questa cosa appare crudele è molto importante per stabilire un rapporto di fiducia e di stima tra mamma e cuccioli e serve per il loro giusto equilibrio psichico. Anche se lo svezzamento avviene in casa, non dobbiamo mai interferire nell’interazione tra mamma e cuccioli, se vogliamo ottenere dei gatti che una volta cresciuti siano svegli, vispi e intelligenti, e solo se lasciamo i gattini a giocare e a far danni in casa, scoprendo pian piano a proprie spese le loro abilità motorie, si potrà infine beneficiare della amicizia di felini adulti equilibrati, amabili e autonomi. Anzi, proprio per evitare che scambino per presa antichi vasetti o costosi gioielli, impariamo a fornire loro giocattoli interessanti. Dai lacci delle scarpe ai calzini arrotolati, dalle cinte dei pantaloni alle pallette di carta stagnola usata. A questo proposito è meglio fare costante attenzione alle vie di accesso al secchio della spazzatura. E’ molto meglio regalare ai cuccioli qualcosa che sappiamo non possa nuocere, e continuare a tenerli comunque sotto stretto controllo. L’attività di supervisione si rivelerà senz’altro un sacco divertente. E sarà una soddisfazione anche per i gattini, che così impareranno presto ad apprezzare il nostro discreto contributo ed il nostro affetto.

Tornando all'alimentazione dei gattini molto piccoli, nel caso in cui mamma dovesse mancare e dovremo pensare noi allo svezzamento, dobbiamo rassegnarci a fare da balia con siringhe morbide e biberon con latte apposito per i gattini. A partire dai 30 giorni di età poi, si può iniziare a svezzare gradualmente i gattini sostituendo piano piano l’omogeneizzato di carne al latte. Partiamo con 50% latte (sempre per gattini) e 50% omogeneizzato, il tutto riscaldato un poco e aiutandoci con il biberon. Dai 35/40 giorni di età in poi, possiamo provare a dare ai gattini, in una ciotolina dai bordi bassi, un po' di carne di manzo tritata di parte magrissima, sbollentata leggermente e aggiunta di formaggino molle (quelli dei bambini) e un cucchiaino di parmigiano. A questa pappa alterniamo comunque qualche poppata di latte semplice, che via via andremo eliminando del tutto.


Gattini: Ultime considerazioni

BatuffoloI gattini danno forma durante le primissime settimane pure le fondamenta dei rapporti sociali. I cuccioli staccati troppo precocemente dalla proprio mamma e dai fratellini, fioriscono sfiduciati, paurosamente timidi, timorosi o perfino aggressivi. Stessa cosa capita, nei confronti degli esseri umani, se i micetti non hanno alcuna relazione con le persone proprio nei primissimi momenti della propria crescita. E’ allora basilare, se viviamo con una micetta che ha appena dato alla luce i suoi cuccioli, coccolare i cuccioli appena nati poi, dopo un po’ di giorni, altresì tentare con sensibilità a tenerli in braccio o sulle gambe, questa cosa li favorirà nel distinguere il nostro odore e a collegarlo con coccole e perciò con cose piacevoli. Probabilmente in questo nostro obbiettivo, non è detto che mamma gatta sia d’accordo. Potrebbe, nei primi tempi infatti, soffiarci contro per la gelosia. Sarà il suo modo, del tutto naturale, di difendere i pargoli. Basta avere un po’ di pazienza ed attendere anche i suoi tempi per non rischiare di diventare vittime di graffi e qualsiasi altro tipo di dispetto. Ed in questo i gatti la sanno lunga davvero.

Quando i gattini si sentiranno pronti per uscire dalla cuccia e presentarsi alla famiglia sarà bene tenere a mente questi ultimi piccoli ma importanti accorgimenti:

Chiudere in un posto sicuro, magari con la chiave, tutti i medicinali che si hanno in casa.

Stesso vale anche per i detersivi e altri prodotti per l’igiene della casa e della persona. I gatti per quanto minuscoli inspiegabilmente posso imparare ben presto ad aprire le ante degli armadietti (salvo poi restarci anche chiusi dentro) e a compiere dei salti non indifferenti per raggiungere ciò che ritengono interessante.

Tenere sempre il coperchio del water chiuso, per evitare che ci si tuffino dentro.

Anche se a volte può passare di mente, alla prima visita dal veterinario ricordiamoci di chiedere se, tra le piante che abbiamo normalmente in casa, ce ne siano tossiche per i gatti. Non appena saranno in grado di arrivarci, i cuccioli mordicchieranno sia i fiori che le foglie che trovano a tiro. Dunque parliamo al veterinario delle piante che sono nell’appartamento o nella veranda dove il gattino può arrivare.

Evitare assolutamente di lasciare incustoditi sacchetti di plastica, perché risultano essere interessanti quanto altamente pericolosi per i gatti. Basta perderli d’occhio un paio di minuti mentre giocano per rischiare che soffochino al loro interno o ingerendone dei pezzetti.

Discorso simile vale anche per chiodini, monetine, piccoli oggetti da collezione, come miniature, soldatini, bottoni, elastici, cordoncini e qualsiasi cosa che possano accidentalmente inghiottire.

Evitare di lasciare accesi anche candele e fornelli se non a vista d’occhio: i gattini sono fortemente attratti dal calore e da piccini ancora non sono in grado di capire il reale pericolo del fuoco.

I primi tempi in casa, se abitiamo ai piani alti, dobbiamo stare attenti anche a far uscire i micetti in balcone, è meglio provvedere a posizionare una rete morbida fin dove possono arrivare.



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10:06:22 -
giulia - commento su Gattini
vorrei sapere perchè la gatta che mi ha partorito 2 mesi fà sotto al mio portico porta via di notte i ciccioli prima con la bocca e adesso che hanno due mesi camminano da soli,li porta in una legnaia vicino casa,il problema che io gli dò damangiare gli ho fatto le facinazioni,alla mattina li vado a penderli e stanno li tutto il giorno e poi alla sera si ripete,come posso farle capire che lì sono protetti,e mamma gatta rimane vicino alla porta tutto giorno e non và a dargli da mangiare o accudirli, non sò più cosa fare .grazie x l£attenzione