Pensione Gatti

La soluzione migliore

Quando le ferie si avvicinano per i proprietari dei gatti comincia il conto alla rovescia con eccitazione. La stessa eccitazione purtroppo non coinvolge il gatto, che non ama essere allontanato dalla sua casa e dalle sue cose. E’ pur vero che a volte la soluzione migliore, quando ci si trasferisce per vacanza o per lavoro, diventa portare il gatto con sé. In ogni caso lo spirito di adattamento del micio dipende molto da esemplare ad esemplare. A volte succede che, dopo aver tentato di portare il gatto via da casa, il padrone si ritrovi durante tutte le vacanze a cercare di recuperare il micio che scappa dal nuovo alloggio, o che è particolarmente nervoso perché non riesce ad adattarsi, anche se l’albergo che lo ospita non ha alcun problema dell’accettare gli animali. Prima di qualsiasi viaggio in cui coinvolgere il gatto il veterinario consiglierà sempre di effettuare una visita di controllo, durante la quale gli verrà somministrato un trattamento antiparassitario interno (vermifugo) ed esterno (parassiticida). Entrambi vanno ripetuti una volta tornati dal viaggio e ricominciata la vita normale. Questo servirà a scongiurare il rischio di contagio se il gatto dovesse uscire fuori di casa durante le vacanze. In caso si decidesse di andare in un posto particolare è bene chiedere al medico se sia il caso di portare con sé determinati farmaci veterinari. Non dimentichiamoci neanche di portare tutto quello di cui un micio ha bisogno se sta seguendo una terapia oltre che, se è u tantino viziato, il suo cibo preferito che potremmo non trovare subito nel posto nuovo. Se infine conosciamo bene il nostro gatto e sappiamo per certo che è molto timido e che potrebbe traumatizzarsi troppo durante il viaggio, chiediamo al veterinario di prescriverci un blando tranquillante, come per esempio il Killitam, che troveremo sul mercato sottoforma di gocce o compresse.

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Il gatto in viaggio

Per un gatto che deve viaggiare, più che per altri, è importante controllare che le sue vaccinazioni non siano scadute e non abbiano bisogno di un richiamo. Potrebbe rivelarsi difficile vaccinarlo mentre si è in vacanza, soprattutto se si và all’estero. Proprio all’estero, ed anche in Sardegna, il libretto sanitario deve presentare la certificazione che sia stata seguita l’antirabbica almeno un mese prima di arrivare. Anche regioni come Trentino, Friuli Lombardia e Val d'Aosta stanno molto attente a questa profilassi. Non pensiamo che un blando sedativo sia per lui dannoso o esagerato. I gatti non amano gli spostamenti, sono molto legati al loro territorio e un cambio repentino di alloggio potrebbe traumatizzarli fortemente. Il sedativo và somministrato dopo un digiuno di almeno 8 ore e può essere riofferto al gatto anche durante il viaggio, se questo è piuttosto lungo, ad una dstanza di almeno altre 6 o 8 ore. Se si nota che il gatto accusa l’effetto del medicinale tenendo gli occhi semichiusi e barcollando un poco non c’è da preoccuparsi. Sono segni normali del trattamento e spariscono entro un giorno solitamente. Se il viaggio non avviene con un mezzo proprio ma con il treno, la nave o l’aereo, il trasportino del gatto viene considerato bagaglio a mano, ma in questo caso c’è bisogno di prenotare il posto prima di partire, perché potrebbero essere limitati. In aereo, per esempio esiste sicuramente un limite preciso di animali a bordo per ogni tratta. Meglio informarsi prima chiamando i call center delle compagnie o recandosi in aeroporto. Portare con se un sedativo non è pericoloso, diminuisce l'ansia ed ha anche effetto antinausea per il gatto che sarà senz’altro nervoso, visto che il micio non vorrebbe mai lasciare il suo ambiente.. Va dato dopo un digiuno di otto ore e se necessario si può ripetere in viaggio ogni sei-otto ore e non deve spaventare se si notano gli occhi a mezz'asta e relativo sguardo da tossico: ciò è normalissimo. Se si viaggia in treno, nave o aereo, la gabbietta del gatto vi viene lasciata come bagaglio a mano, però bisogna prenotarsi per tempo perchè ci sono sempre un limite stabilito sul numero di animali a bordo. E’ buona norma non far mangiare comunque il proprio gatto entro le 8 ore dalla partenza, se si vuole evitare che vi vomiti in macchina, non lasciate neanche scarrozzare il gatto indisturbato nella macchina mentre guidate. Se proprio non volete tenerlo chiuso nel trasportino, procuratevi una gabbietta di quelle morbide, con il fondo impermeabile. Oppure, che è sempre la cosa migliore, tenete sulle ginocchia una cassettina semi aperta e continuate imperterriti a sussurrargli parole dolci ed ad accarezzarlo, impegnandovi a fare guidare qualcuno a cui il gatto sia meno affezionato di voi. Solitamente è la soluzione ideale per farlo stare tranquillo.

  • trono gatto La persona che per lavoro, per andare in vacanza, o per qualsiasi assenza prolungata da casa, deve lasciare il suo compagno, spera di trovare persone che si prendano cura di lui e che lo coccoleranno...


Soluzioni di alloggio alternative

Se, nonostante tutti i tentativi possibili, non si può portare il gatto via con sé, perché magari l’albergo non accetta animali oppure perché si è consapevoli non potersene prendere cura, è meglio, sia per voi che per lui, lasciare il proprio micio a casa. Se non si riesce a trovare neanche un cat sitter di fiducia, che si prenda l’impegno di visitarlo e occuparsi di tutto il necessario ogni giorno, come fornirgli cibo ed acqua fresca, coccole e pulire la sabbietta, bisogna provvedere a trovare una pensione per gatti non molto distante da casa. Le pensioni sono strutture che solitamente sorgono appena fuori città e che si prendono l’impegno, dietro pagamento, di ospitare e curare il vostro gatto per tutto il tempo in cui sarete fuori città. Questa è senz’altro la soluzione migliore se si è decisi o obbligati a lasciare il gatto. Se abbiamo la fortuna di avere relativamente raggiungibili, due o più pensioni per animali, è una cosa ottima visitarle con un buon anticipo tutte, per osservare di persona la sua gestione, la pulizia e l’eventuale trattamento di ospiti già presenti. E’ lecito chiedere di conoscere gli ambienti e poterli visitare assieme al gestore. Questo ci farà valutare con calma a cosa andrà incontro il nostro adorato micio. Certo se la pensione deve essere un rimedio come tanti e non ha tutti i requisiti adatti, può rivelarsi nella soluzione più traumatica per il nostro micio, che potrebbe stressarsi o annoiarsi. Da evitare, se è possibile una pensione che ospita allo stesso momento anche i cani, anche se il nostro gatto è abituato ad averne uno in casa ed a conviverci. La vicinanza dei cani estranei, anche soltanto il loro odore, non è un buon segno per il nostro gatto, che starà sull’attenti e poco tranquillo per tutto il periodo del soggiorno. E’ meglio scegliere una struttura che ospita solo gatti anche perché, nonostante il gatto e il cane siano due splendidi amici dell'uomo, sono talmente diversi tra loro, e diverse devono essere le cure e le attenzioni che si devono loro. E’ poi p risaputo che un gatto lontano da casa, ha bisogno di una atmosfera serena e rassicurante, che gli permetta di ambientarsi velocemente e di poter osservare, da un punto riparato e privilegiato, tutto quello che lo circonda. L’ideale sarebbe anche che il centro scelto ospitasse un medico veterinario 24 ore su 24. Magari il nostro gatto sarà fortunato e tranquillo per tutto il soggiorno, ma la presenza di un medico non può che tranquillizzarne il padrone. Se abbiamo tempo e modo di visitare la struttura prima di portarci il gatto, se ci arriviamo senza essere attesi eviteremo che gestori furbi possano “preparare la pensione” per il nostro arrivo.


Pensione Gatti: La pensione per gatti

La Pensione per felini ideale dovrebbe custodire il nostro gatto seguendo principi etici e “animalisti”. Trattando cioè i suoi ospiti con amore e rispetto, prima che per fini di lucro, per passione. Il gatto deve sentire il meno possibile la mancanza del padrone e deve potersi distrarre piacevolmente tutto il tempo che ritiene sia necessario. Quanto ai costi del soggiorno, variano notevolmente da una struttura all’altra, ci si può aggirare su cifre che passano da 2 € a 20 € giornaliere. Nel costo del soggiorno devono essere compresi: visita del veterinario tutte le volte che si rende necessario, un buon numero ore lontano dalla gabbietta assegnata, per sgranchirsi le gambe ed eventualmente socializzare con altri ospiti, la somministrazione di farmaci precisa e puntuale (che devono essere portati dal proprietario) nel caso il gatto stia seguendo una cura. La prima visita da parte del veterinario deve essere effettuata non appena il gatto entra nel centro, nell’interesse del nuovo ospite e di tutti gli altri. E’ questo il momento in cui il proprietario parlerà del proprio micio, elencando le sue abitudini, la sua dieta alimentare, eventuali patologie, e comportamenti tipici. Dunque, per aiutarci a ricordare di tenere tutto a mente, non è stupido preparare un piccolo elenco scritto che ci faciliterà la presentazione del nostro gatto, con su scritto allergie, malattie e farmaci da somministrare con la loro posologia. Questi piccoli accorgimenti saranno graditi dal personale della pensione e aiuteranno a preservare la salute del gatto e a migliorare le condizioni del suo soggiorno. Se il gatto che giunge in pensione si rivela non in regola con le vaccinazioni richieste per legge, sarà vaccinato in loco, ed i costi del medicinale potrebbero essere aggiunti alla parcella del proprietario, stesso vale per i costi per i trattamenti antiparassitari interni ed esterni, se il proprietario non ci ha pensato prima dell’ingresso alla pensione. Anche eventuali prestazioni medico-veterinarie che si rendessero necessarie per la salute del gatto durante il soggiorno saranno da calcolarsi separatamente. Il proprietario è obbligato a lasciare il nominativo e recapiti telefonici del proprio Medico Veterinario di fiducia che in caso di necessità verrà contattato dai responsabili della struttura alberghiera, al fine di consultarsi sulle terapie effettuate e necessarie; i costi saranno sempre a carico del proprietario.



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