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Raffreddore Gatto

Aggiornato il 02 dicembre 20145 capitoli5 domande frequenti

Quando il gatto starnutisce

Capita spesso, specialmente quando la stagione è piuttosto rigida, che il gatto presenti più o meno assiduamente degli starnuti, a volte assai diradati come frequenza durante la giornata a volte più costanti ed accompagnati da altri sintomi. I gatti, proprio come gli esseri umani, possono cadere vittima dell’influenza oppure soffrire per malattie dovute al raffreddamento: se i casi lievi di raffreddore possono essere curati a casa, molte volte è necessario portare il gatto allo studio del veterinario di fiducia che certamente consiglierà una terapia a base di antibiotici. I gatti piccoli e i gatti anziani sono più predisposti a raffreddori violenti, i primi perchè hanno un sistema immunitario ancora poco sviluppato, i secondi perché lo hanno piuttosto cagionevole. Nel caso di un raffreddore o un’influenza non ben curata in questi soggetti, possono evolversi in casi gravi, come polmonite, anemia e disidratazione. Se i sintomi (gli starnuti) non spariscono entro un tempo massimo di sette - dieci giorni, bisogna preoccuparsi perché probabilmente si tratta di una forma più aggressiva della malattia. Dunque occorre tenere presente che il raffreddore dei gatti non è sempre innocuo, può essere legato ad una malattia infettiva da non trascurare. Il grado di serietà e le tempistiche in cui la malattia si aggrava variano a seconda del soggetto ma, al fine di evitare successive complicazioni agli occhi e ai polmoni, ogni gatto che manifesti sintomi di un probabile raffreddore dovrebbe ricevere cure complete ed immediate. Quanto più si rimanda, per questioni di tempo o di pigrizia la visita dal veterinario, tanto più complicata e costosa finirà per essere la cura, anche se ci vuole molto tempo è veramente necessario curare il gatto fino a che non sia completamente guarito ed è altrettanto importante farlo vaccinare. Il raffreddore è detto comune se è una rinite di origine virale, si parla invece di raffreddore allergico se è una rinite su base allergica.

Sintomi del raffreddore

Quando il raffreddore è allergico, i sintomi sono evidenti dopo un minimo periodo di incubazione, il gatto ha il naso fortemente irritato e spesso screpolato, starnutisce continuamente, ha prurito, le secrezioni nasali sono ricche di muco e talvolta di pus, e respira con difficoltà. Anche gli occhi non sono immuni all’allergia: il micio soffre di congiuntivite, lacrimazione abbondante e piena di pus. A volte la gravità della patologia compromette anche la bocca, con forti dolori al palato che lo costringono a evitare di mangiare. In alcuni casi il raffreddore può portare l’infezione anche nella laringe, nella trachea e fino ai bronchi. Bisogna dunque fare sempre molta attenzione per non trovarsi a sottovalutare il raffreddore, visto che può essere un sintomo iniziale di una malattia infettiva, se è tra quelle contraddistinte da starnuti come stadio iniziale, perché probabilmente presto sarà seguita da altri sintomi preoccupanti, come sbalzi di temperatura corporea, secrezioni nasali sempre più dense e ostruenti, infiammazioni agli occhi e gonfiori delle palpebre. Dunque la cosa migliore, per scongiurare rischi del genere è recarsi dal veterinario se ci accorgiamo che gli starnuti del nostro micio non sono più sporadici. Per capire se, come può capitare, lacrimazione degli occhi e gli starnuti siano parte di una qualche forma di patologia allergica del gatto, bisogna osservare il loro comportamento, perché in caso di allergia non diventano apatici e solitamente non sviluppano la febbre.

Come curare il raffreddore

Non si può curare il fenomeno dello starnuto, perché come abbimao visto, in sé non è una malattia. Ma una volta individuata la patologia causa degli starnuti sarà semplice per il veterinario prescrivere per il nostro gatto la terapia adeguata. Dunque non bisogna incaponirsi a farlo andar via a priori, soprattutto se non siamo ancora sicuri di cosa dobbiamo leggerlo come un campanello d’allarme. L’importante è riuscire a descrivere al medico la frequenza degli starnuti, il carattere del gatto ed eventuali cambiamenti che abbiamo riscontrato nel suo comportamento. Normalmente le cure prescritte non si discosteranno da una terapia antibiotica, forse somministrata con iniezioni. Qualche veterinario invece opterà per l’areosolterapia, soprattutto in caso di infezione alle vie respiratorie. Se si vuole curare il gatto con rimedi casalinghi, è bene cominciare offrendo al gatto cibo caldo, un buon compromesso sono croccantini inumiditi nel brodo. Molti mici purtroppo rifiutano il cibo quando sono raffreddati perché la malattia compromette il senso dell’olfatto che stimola in lodo l’appetito, Il calore della pappa calda servirà ad emanare odori più forti, che stimoleranno l’appetito del gatto e lo preserveranno da inappetenza e successiva debolezza. Privilegiare pesce, pollo e tonno, che sono le pietanze di cui i gatti vanno più ghiotti, probabilmente anche quando sono un po’ acciaccati. Può essere utile anche lasciare il micio in bagno con sé mentre si fa la doccia, in modo che il vapore lo aiuti a decongestionare le vie respiratorie. Non costringerlo se però vediamo che da segni di disagio, perché restare nel vapore senza voglia potrebbe finire per essere traumatico. Per aiutarlo poi a liberarsi di secrezioni mucose attorno ad occhi e narici può essere utile tamponare le parti con un panno morbido imbevuto di camomilla, proprio come per i bambini. La vasellina è un ottimo alleato del loro nasino screpolato. Le nonne un tempo facevano dei veri e propri summifluvi ai gatti malati con una ciotolona di camomilla bollente, fermando il micio su una sedia di paglia a trama larga. Se comunque il gatto non migliora in fretta portatelo, senza ulteriori indugi, dal veterinario di fiducia per un controllo e per un’eventuale prescrizione di un ciclo di antibiotici.

La prevenzione

Non esistono dei veri e propri metodi preventivi per scongiurare il rischio di raffreddore, come può essere difficile stare attenti a non far ammalare il gatto che vive in casa senza evitare di aprire le finestre quando è freddo, anche solo per cambiare aria. Il modo migliore per prevenire infezioni delle vie respiratorie superiori è sicuramente quello di vaccinare il gatto come indicato dal veterinario. Esistono per fortuna vaccini specifici per gatti, che hanno lo scopo di prevenire l’attecchimento di malattie più disparate. Praticamente il vaccino è in realtà un virus che viene iniettato in un corpo sano in dosi non massicce, permettendogli dunque di creare gli anticorpi che serviranno ad evitargli la proliferazione una volta che eventualmente il virus si avvicina al gatto vaccinato. In questo modo si spinge il sistema immunitario del gatto a produrre gli anticorpi specifici contro questo gene riconoscendolo ma rendendolo immediatamente innocuo. E’ bene far vaccinare i gattini a quaranta-quarantacinque giorni di età per tutte le vaccinazioni possibili, soprattutto se potrebbero frequentare altri gatti. E’ l’unico modo per dormire sogni tranquilli e per evitare malanni ciclici e fisico cagionevole.

Sintomi della polmonite del gatto

Un raffreddore trascurato o un'infezione più seria possono anche causare una polmonite. Questa seria patologia, infatti, non interessa solo l'apparato respiratorio degli uomini ma anche quello degli animali. I sintomi sono piuttosto gravi e, appena li riscontrerete è opportuno recarsi immediatamente dal veterinario. In particolare il gatto apparirà stanco e spossato, tenerà a dormire spesso e a non avere appetito, il suo respiro sarà affannoso e irregolare. Alla comparsa di questi sintomi è necessario misurare la temperatura, se è alta potrebbe trattarsi molto probabilmente di una polmonite. La terapia per questa malattia deve essere osservata in modo rigoroso fino alla completa guarigione e prevede antibiotici, sulfamidici e mucolitici. Nei casi più gravi l'animale può essere curato anche con flebo, per riportare a livelli normali l'idratazione e per integrare l'alimentazione.

Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali del raffreddore nel gatto e come si distingue dall'allergia?
    I sintomi tipici includono starnuti frequenti, secrezioni nasali ricche di muco o pus, congiuntivite, lacrimazione abbondante e difficoltà respiratorie. Una differenza chiave rispetto all'allergia è il comportamento generale: il gatto con raffreddore tende ad essere apatico e può sviluppare febbre, mentre un gatto allergico rimane attivo e generalmente non presenta aumento della temperatura corporea. Inoltre, nelle forme allergiche il naso appare spesso irritato e screpolato, mentre il raffreddore comune può evolvere in infezioni più serie se non trattato.
  • Come posso aiutare il mio gatto raffreddato a casa per stimolarne l'appetito?
    Poiché il raffreddore compromette il senso dell'olfatto, fondamentale per l'appetito, è utile offrire cibo caldo o croccantini inumiditi nel brodo. Il calore aiuta a rilasciare aromi più intensi, incentivando il consumo di cibo. Prediligi proteine nobili come pollo, pesce o tonno, gradite dai gatti. Un altro rimedio pratico è esporre il gatto al vapore della doccia (senza bagnarlo direttamente) per decongestionare le vie aeree; puoi anche pulire delicatamente occhi e naso con un panno umido di camomilla e applicare vaselina sulle labbra screpolate.
  • Quando devo assolutamente portare il gatto dal veterinario?
    È fondamentale consultare un veterinario se gli starnuti persistono oltre 7-10 giorni, poiché indicano una forma aggressiva o infettiva. Si deve agire tempestivamente anche se compaiono sintomi gravi come febbre alta, respiro affannoso e irregolare (segno possibile di polmonite), forte letargia, perdita totale di appetito o secrezioni oculari/nasali molto dense e purulente. Gattini e gatti anziani sono particolarmente vulnerabili e richiedono una valutazione immediata per evitare complicazioni come disidratazione, anemia o polmonite.
  • Esiste una cura specifica per il raffreddore del gatto?
    Lo starnuto è un sintomo, non una malattia, quindi la cura dipende dalla causa sottostante. Il veterinario prescriverà la terapia appropriata, che spesso include antibiotici (in compresse o iniezioni) per le infezioni batteriche secondarie o antivirali. In casi di infezioni respiratorie, potrebbe essere consigliata l'aerosolterapia per fluidificare le secrezioni. Non esiste una cura unica per lo starnuto in sé; l'obiettivo è trattare l'infezione primaria (virale, batterica o allergica) per risolvere i sintomi associati e prevenire complicazioni polmonari.
  • Come si previene il raffreddore e le malattie respiratorie nei gatti?
    La prevenzione principale è la vaccinazione, che stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi contro i virus responsabili delle malattie respiratorie. I gattini dovrebbero iniziare il ciclo vaccinale intorno ai 40-45 giorni, specialmente se esposti ad altri gatti. Mantenere una buona igiene ambientale, ventilare la casa regolarmente (anche in inverno) e ridurre lo stress contribuiscono a mantenere forte il sistema immunitario. Non esistono metodi infallibili per evitare il contatto con agenti patogeni, ma la vaccinazione riduce drasticamente il rischio di contrarre forme gravi.

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