Alghe Acquario

Allestimento di un acquario

L’acquariofilia è un hobby che da sempre appassiona migliaia di persone, e il numero è in costante aumento: può infatti risultare un’attività molto rilassante, e inoltre l’acquario è anche un bellissimo ornamento, che ravviverà non poco la nostra casa.

Allestire un acquario non è cosa semplicissima, ma, anche se siamo neofiti, basterà un po’ di impegno e seguire i consigli di chi è già pratico in materia, e ci riusciremo tranquillamente.

Vediamo qualche consiglio generale per il nostro primo acquario: innanzitutto, la scelta della vasca. Le vasche di media grandezza sono le più semplici da gestire, quindi scegliamone una non troppo grande, né troppo piccola, ad esempio di un centinaio di litri.

Acquistata e posizionata la vasca, passiamo agli accessori: sistemiamo i filtri, prepariamo il fondo. Per quest’ultimo, si consiglia di usare come base uno strato di ghiaia mista a fertilizzante, e poi a questo sovrapporre uno strato di sola ghiaia.

Preparato il fondo, passiamo ad aggiungere l’acqua, lentamente, facendo attenzione a non smuovere il fondo precedentemente preparato; poi accendiamo la pompa e il riscaldatore, e lasciamo che l’ambiente si assesti per qualche giorno, prima di passare ad aggiungere le piante.

Fondamentale è l’illuminazione dell’acquario: possiamo scegliere tra diverse soluzioni (lampade al neon, lampade a led, illuminazione mista, eccetera), ma in ogni caso assicuriamoci di scegliere lampade del giusto spettro e della giusta potenza (almeno 0,2 watt per litro, ma dipende anche dal tipo di piante che sceglieremo).

Quando tutto è pronto, aspettiamo almeno una settimana, o anche di più se ci è possibile, prima di popolare l’acquario con i pesci.

Abbiamo terminato con l’allestimento di base: d’ora in poi il nostro compito sarà mantenere i parametri del nostro acquario ad un livello ottimale, per far sì che le piante crescano bene, che i pesci convivano pacificamente tra loro, e che l’ambiente si mantenga pulito.

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Tipi di alghe

Alghe Acquario

Uno dei principali problemi che un acquariofilo si troverà ad affrontare è quello delle alghe. Organismi diffusissimi in natura, le alghe non sono di per sé dannose o negative, anzi: in giuste quantità, sono perfettamente normali e possono essere anche utili, andando per esempio a nutrire alcuni dei nostri pesci.

Il problema sorge quando proliferano in maniera incontrollata, sottraendo nutrimento alle piante, alterando l’equilibrio dell’acquario e diventando anche antiestetiche. Sarà nostro compito, mantenere la presenza di alghe al di sotto del ‘livello d’allarme’, per così dire.

Appartenenti al raggruppamento delle Tallofite (come funghi e licheni), le alghe sono organismi molto semplici, che non presentano differenziazione fra radice, fusto e foglie.

Un metodo semplice per distinguere le alghe, senza addentrarsi troppo in classificazioni scientifiche, è in base al loro aspetto.

Quelle più diffuse, soprattutto negli acquari dolci, sono le alghe verdi. Ne esistono di diverse tipologie: vi sono le alghe verdi puntiformi (si presentano in piccoli puntini su piante e vetri, e sono molto tenaci), le alghe verdi filamentose (hanno esigenze simili a quelle delle piante, e crescono in presenza di buona luce), le alghe verdi a pelliccia (formano uno strato peloso su piante e arredamenti, si sviluppano molto rapidamente), le alghe a gomitolo (lunghi filamenti verde chiaro, che tendono ad arrotolarsi su se stessi), le alghe a ciuffo (crescono in ciuffetti semplici da sradicare, ma molti scelgono di lasciarle dove sono, alla stregua di piccole decorazioni).

Altra tipologia di alghe sono quelle nere, puntiformi o a pennello. Le alghe nere puntiformi crescono sulle piante, e sono indice di trascuratezza nella gestione dell’acquario (scarsa pulizia di filtri, ricambi d’acqua poco frequenti, e così via): cominciano come puntini isolati, ma si moltiplicano rapidamente formando delle chiazze, e finendo, se non si interviene, col soffocare le piante colpite.

Le alghe nere a pennello, poi, sono il terrore degli acquariofili: compaiono in ciuffetti lungo i margini delle altre piante, e in genere sono difficili da rimuovere. Una buona soluzione può essere l’aggiunta di CO2 nell’acqua tramite un diffusore.

Vi sono poi anche alghe rosse-marroni, come ad esempio le alghe a barba, che crescono in zone superficiali e ben illuminate.

Un discorso a parte meritano le alghe azzurre: non sono infatti vere e proprie alghe, ma organismi unicellulari detti ‘cianobatteri’. Si riuniscono in agglomerati più o meno diffusi, e possiedono spesso pigmenti che alterano il loro colore e le fanno apparire verdastre o rossicce; ne esistono molteplici specie.

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Alghe dannose e alghe innocue

Alghe AcquarioCome si è già detto, non tutte le alghe sono dannose per il nostro acquario.

Tra le alghe innocue, possiamo sicuramente classificare le Diatomee (alghe silicee gialle o marroncine). Si tratta di organismi pionieri: le cominceremo a vedere già nei giorni immediatamente successivi all’allestimento del nostro acquario, in forma di un sottile velo marroncino su piante, vetri e arredi. Sono facilmente eliminabili con un batuffolo di lana di perlon, ma, non appena i valori del nostro acquario si saranno assestati, cominceranno a ridursi da sole.

Innocue sono anche le alghe verdi, che però è bene rimuovere ugualmente: infatti, essendo molto simili a piante vere e proprie, sottraggono nutrimento alla flora del nostro acquario.

Pericolose, invece sono le alghe azzurre e quelle rosse.

Le alghe azzurre approfittano dello scarso equilibrio del sistema, infatti il più delle volte compaiono all’inizio, quando il nostro acquario è ancora in fase di assestamento: hanno un odore penetrante e un aspetto untuoso. A differenza delle alghe precedentemente citate, segnalano uno stato di allarme: acqua sporca, eccesso di nitrati o fosfati disciolti in acqua, piante sofferenti. Vanno rimosse immediatamente con un tubo aspirante, e l’operazione va ripetuta fino alla loro completa rimozione.

Dannose sono anche le alghe rosse: sgradevoli e antiestetiche, sono particolarmente difficili da eliminare. Il più delle volte, occorre asportare completamente la parte contaminata, quindi foglie, sassi e perfino intere piante.


Alghe Acquario: Combattere le alghe

Alghe AcquarioA questo punto risulterà ormai chiaro che per combattere le alghe è necessaria un’accurata prevenzione, un’attenzione costante ai valori del nostro acquario e all’equilibrio del sistema. Un’improvvisa invasione di alghe è sempre il risultato di una serie di errori commessi in precedenza: facciamo quindi attenzione a non popolare l’acquario con un eccessivo numero di pesci, a non dar loro cibo in eccesso, a mantenere anemoni e coralli in buone condizioni, e così via.

Ma, una volta che le alghe sono comparse, come fare? Bisogna buttare tutto e ricominciare da capo? Assolutamente no, esistono comunque dei rimedi a posteriori.

Innanzitutto, una pulizia generale: rimuoviamo manualmente le alghe, cambiamo l’acqua, puliamo i filtri, eliminiamo dal fondo ogni traccia di materiale in decomposizione. Fatto questo, possiamo aggiungere un diffusore di CO2, che ci aiuterà a mantenere sotto controllo la situazione.

Altro rimedio tutto naturale è l’inserimento in acquario di organismi pulitori, siano essi pesci (come gli Ancistrus e i Black Molly) o invertebrati (i gamberetti Caridina japonicale, le lumache Ampullaria,…): ricordiamoci però che, in mancanza di alghe, questi organismi richiedono un’alimentazione specifica.

Infine vi sono i prodotti alghicidi, acquistabili sia online che presso negozi specializzati: spesso molto efficaci, vanno però utilizzati solo in casi estremi. Infatti, contengono componenti chimici che distruggono sì le alghe, ma sono dannosi anche per le piante e i pesci.

Teniamo ben presente però che questi sono solo consigli generali: di fatto, ogni alga è diversa dalle altre, e la soluzione migliore è quella di trovare un rimedio specifico per la nostra situazione, invece di procedere a tentoni (ad esempio,nel caso delle fioriture algali -alghe unicellulari che fanno diventare l’acqua verdastra- l’unico rimedio efficace è l’impiego di lampade UV).



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