Tartaruga azzannatrice

Caratteristiche

Con il termine tartaruga azzannatrice si indica comunemente la Chelydra serpentina, una tartaruga appartenente alla famiglia delle Chelydridade di cui fa parte anche la Tartaruga alligatore. Insieme rappresentano le due specie di tartarughe di acqua dolce più grandi esistenti in natura. Il carapace di questa specie arriva a misurare fino a 50 centimetri e gli esemplari più grandi possono pesare anche 6 chili. E’ di colore verde oliva a forma di cupola, mentre, il piastrone è di misura ridotta. E’ caratterizzata da una testa massiccia e tozza, con la muscolatura del collo molto sviluppata che le consente di sferrare morsi letali. Ha la coda particolarmente lunga e il carapace increspato. E’ una specie molto aggressiva, specie se la si incontra fuori dall’acqua. E’ dotata di potentissime mascelle e di un becco corneo che utilizza per intrappolare le prede. Una particolarità che gli è valso il soprannome di “snapping turtle”, ovvero tartaruga dal morso a scatto. Passa la maggiorparte della giornata immersa, avventurandosi a riva solo per deporre le uova. Le tartarughe azzannatrici sono onnivore, si nutrono di vegetali, pesci, anfibi, molluschi. Sono considerate spazzini del mare poichè mangiano tutto ciò che possono inghiottire. La tecnica di caccia è molto particolare poichè si immergono con la bocca spalancata e ingoiano tutto ciò che ci finisce dentro. L’alligatore è il suo solo predatore anche se i suoi nidi spesso sono attaccati da procioni e da altri animali che si nutrono delle sue uova.

tartaruga azzannatrice


Habitat naturale e distribuzione

artigli tartaruga azzannatrice La tartaruga azzannatrice è una specie tipica delle regioni del Nord America. Gli esemplari di questi rettili vivono dal Canada fino all’Ecuador e dalle coste atlantiche fino alle Montagne Rocciose. Il suo habitat naturale è costituito da zone paludose, da aree vicino a laghi e fiumi. Prediligono le acque stagnanti, con fondo melmoso e circondate da vegetazione, infatti, spesso le si nota a galleggiare a pelo d’acqua con solo il carapace all’esterno. Nelle zone più settentrionali le si può trovare a galleggiare su tronchi caduti in acqua. Vive in tutti gli ambienti di acqua dolce e salmastra come fiumi, ruscelli, laghi, stagni, canali e lagune. Sceglie zone con fondali sabbiosi dove è più facile mimetizzarsi per cacciare. Se i fondali sono poco profondi le tartarughe azzannatrici stazionano sul fondo con solo la testa fuori dall’acqua per respirare. Il suo areale naturale va dal sud est del Canada fino alla parte più orientale degli Stati Uniti come la Nuova Scozia e la Florida. Negli ultimi anni si è diffusa anche in Europa a causa del rilascio di incauti allevatori, che dopo aver acquistato degli esemplari in maniera illegale, li abbandonano quando diventato troppo grandi e difficili da gestire.


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Riproduzione

La stagione degli amori per le tartarughe azzannatrici coincide con il risveglio dal letargo e va da aprile a novembre, con un picco nei mesi di giugno e luglio. Gli esemplari di questa specie si accoppiano in acqua. I maschi lottano tra loro per conquistare la femmina. L’accoppiamento vero e proprio è alquanto violento con il maschio che si aggrappa con gli artigli sul carapace della femmina procurandole diversi graffi. Caratteristica della specie è la capacità della femmina di conservare gli spermatozoi al suo interno per diverse stagioni. Percorre diversi chilometri per trovare il terreno adatto in cui deporre le uova. Il nido profondo circa 20 centimetri viene scavato in un terreno sabbioso sempre ad una certa distanza dall’acqua per impedire che possa essere sommerso dalle onde. La femmina depone in media dalle 25 alle 80 uova all’anno. Le uova sono sferiche e misurano dai 25 ai 32 millimetri. Una volta deposte le uova il nido viene coperto con la sabbia per protezione. L’incubazione dura da un minimo di nove ad un massimo di 18 settimane.


Tartaruga azzannatrice: Curiosità

La tartaruga azzannatrice è un animale a rischio estinzione e per questo è protetta dal protocollo di Washington che ne vieta il commercio. E’ stata cacciata per anni, soprattutto in nord America per scopi alimentari. La zuppa di tartaruga, infatti, è considerata una prelibatezza. Non si tratta, comunque, di un animale adatto ad essere allevato in casa in quanto è molto aggressivo se trasportato al di fuori del suo habitat naturale e non ama essere manipolata. Il suo morso può anche causare l’amputazione di un dito o della mano grazie alle sue potenti mascelle. Il suo collo flessibile le consente di mordere in qualsiasi posizione si trovi, quindi anche se viene sollevata ai lati per il carapace. E’ sconsigliato prendere questa tartaruga per la coda poichè si potrebbero causare danni alla colonna vertebrale. E’ dotata di artigli appuntiti e taglienti capaci di causare ferite anche molto profonde. La potenza del morso, detto a scatto, è stato sviluppato nel corso dell’evoluzione come tecnica di difesa e non di offesa come si potrebbe pensare, poichè questa tartaruga, come del resto anche la tartaruga alligatore possiede una testa troppo grande per riuscire a ritrarla all’interno del guscio.




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