Tartarughe marine

Caratteristiche

Le tartarughe marine appartengono alla famiglia delle Chelonioidea e comprendono in totale sette specie di tartarughe adattatesi nei millenni alla vita marina. Nel corso dell’evoluzione della specie hanno subìto pochissimi mutamenti e gli esemplari moderni sono molto simili ai loro antenati preistorici. Di questa superfamiglia di tartarughe fanno parte le tartarughe Caretta caretta, le tartarughe verdi, ovvero, le Chelonia mydas, le tartarughe liuto, le tartarughe embricata, tartarughe bastarde o Lepidochelys kempii, le tartarughe olivacee e le tartarughe piatte, note anche come Natator depressus. Nel corso dell’evoluzione questi rettili hanno sviluppato caratteristiche fisiche e morfologiche tali da renderle adatta alla vita sott’acqua, tra queste ad esempio la forma allungata del corpo che è ricoperto da un robustissimo guscio protettivo. Le zampe hanno assunto la forma di vere e proprie pinne, sono scomparse le dita e le unghie e si sono disposte lateralmente proprio per facilitare l’attività di nuoto, rendendo, però, difficoltosi gli spostamenti sulla terra ferma. Le pinne anteriori danno la spinta propulsiva, mentre, quelle posteriori, più piccole e a forma di spatola vengono utilizzate come una sorta di timone e dalle femmine per scavare le buche nella sabbia dove poi deporre le uova. Le tartarughe marine hanno sviluppato una ghiandola, detta ghiandola del sale, che consente di filtrare l’acqua marina dal sale in eccesso in essa contenuto e di espellerlo attraverso le ghiandole lacrimali, dando l’impressione che piangano. Gli occhi sono grandi e si sono adattati alla vista sott’acqua. Queste tartarughe sono molto grandi, alcune, come gli esemplari della tartaruga liuto, possono raggiungere anche i due metri di lunghezza ed un peso di oltre 500 chili. La loro alimentazione è molto varia. Gli adulti sono quasi esclusivamente carnivori e mangiano tutto ciò che trovano sui fondali o che galleggia in superficie come i granchi alle meduse. Le tartarughe verdi sono, invece, erbivore e si nutrono di alghe, piante marine e radici di mangrovie.
tartaruga marina


Habitat naturale

e riproduzione

tartaruga marina sulla spiaggia Le tartarughe marine appartengono alla famiglia dei rettili, sono dotate di polmoni, quindi, anche se passano gran parte della loro giornata in acqua, hanno comunque bisogno di risalire in superficie per respirare. Per questa ragione il loro habitat naturale è costituito da zone dove si ha un’alternanza di parti emerse e sommerse così da consentire loro di poter emergere per respirare prima di rituffarsi. Questi animali popolano i mari e gli oceani temperati di tutto il mondo e lasciano l’acqua per la terra ferma solo per deporre le uova.

La specie Caretta caretta, nota anche come tartaruga marina comune d'acqua salata, si trova anche nel Mar Mediterraneo, nei pressi di barriere coralline, alle foci dei fiumi e nelle lagune di acqua salata. La tartaruga verde preferisce le acque basse e si trova nel bacino del Mediterraneo. Vive principalmente nell’oceano Pacifico, invece, la tartaruga liuto, mentre sceglie mari prettamente tropicali, invece la tartaruga embricata che si trova negli oceani Pacifico e Atlantico. Lo stesso vale per la tartaruga bastarda e la tartaruga olivacea. Endemica delle coste australiane, invece. è la tartaruga piatta.

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Riproduzione

Le tartarughe marine si accoppiano in acqua ma poi le femmine tornano sulla spiaggia per deporre le uova. Solitamente utilizzano sempre la stessa zona per scavare le buche dove poi depongono fino a 100 uova. Alcune specie compiono addirittura chilometri per raggiungere le spiagge dove sono nate. La buca poi viene coperta con la sabbia per proteggere le uova. La deposizione, a seconda della specie, può avvenire due o sei volte a stagione. L’accoppiamento vero e proprio avviene durante la migrazione o nelle aree vicine ai luoghi di deposizione. Si ritiene che le femmine riescano a conservare lo sperma dell’uomo e a fecondare le uova anche dopo anni. Una volta deposte le uova le femmine tornano in mare e sarà il calore della sabbia a incubarle fino alla nascita dei piccoli. L’incubazione varia dai 2 ai 3 mesi. Il sesso dei nuovi nati è determinato dal calore della sabbia. Infatti a temperature più basse nascono più maschi,mentre a temperature superiori ai 29 gradi nascono più femmine. I piccoli rompono il guscio grazie alla presenza di una protuberanza sul muso detta dente dell’uovo, e dopo sette giorni lasciano il nido dirigendosi verso il mare.


Tartarughe marine: La respirazione

Le tartarughe marine non hanno le branchie e quindi respirano attraverso i polmoni che sono piatti e sottili. Sono aderenti al carapace e vengono dilatati e contratti attraverso i movimenti del collo e delle zampe. Gli studiosi ritengono che le tartarughe marine possono assorbire attraverso la pelle fino al 70% di ossigeno di cui hanno bisogno. Sono dotate, infatti, di sacche anali che consentono, infatti, di assorbire l’ossigeno disciolto nell’acqua. Possono poi anche assorbire ossigeno dall’acqua ingerita grazie all’esofago ricco di cavità vascolari che consentono di incamerare l’ossigeno nel sangue e poi trasportarlo ai polmoni. Capacità che consentono alle tartarughe di restare in apnea anche per lunghi periodo o di andare in ibernazione sui fondali. Il restante 30% di ossigeno necessario per la loro sopravvivenza però deve essere reperito ritornando in superficie per respirare.


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18:29:30 -
Ale - commento su Tartarughe marine
è molto interessante questo testo e mi piace un sacco