Informazioni generali e storiche
Il cavallo arabo è una delle razze equine più antiche del mondo. Originario dell'Arabia Saudita, questo animale fa la sua comparsa intorno al 3000 AC, anche se la sua storia è avvolta nella leggenda e si confonde con i canoni e i racconti della religione musulmana, per la quale il cavallo arabo ha un significato speciale. E, proprio l'importanza di questo animale nella religione, ha permesso una selezione sempre molto oculata nel tempo, realizzata seguendo precisi dettami tramandati dalle scritture coraniche: tutto ciò ha portato alla creazione di una razza pura e forte, utilizzata come creatrice e/o miglioratrice di moltissime razze europee, compreso il famoso purosangue inglese.
Già intorno al VI secolo DC, i Beduini del deserto praticavano l'allevamento selettivo, facendo accoppiare i migliori esemplari fra loro. Stranamente, la genealogia non discende però dallo stallone, ma dalla giumenta, che veniva considerata come un vero e proprio membro della famiglia, tanto da dividere il giaciglio nella tenda con il padrone e i suoi figli.
In Europa si presume che i primi cavalli arabi siano arrivati durante al conquista dei Mori, ma fra i pionieri dell'inoltro della razza nel Vecchio Continente nell'800 vi furono certamente l'italiano Carlo Claudio Camillo Guarmani e l'inglese Lady Anne Blunt.
Caratteristiche fisiche
Esteticamente il cavallo arabo si presenta come forte e possente, non necessariamente altissimo, ma con un portamento elegante e una forza muscolare visibile di grande impatto, il che lo rendono un cavallo nobile e bello, ideale per le parate militari e per le mostre. Di tipo mesomorfo, il cavallo arabo ha pelle sottile ed elastica (il che mette particolarmente in risalto la conformazione muscolosa e nervosa) ricoperta di peli cortissimi e lucenti. Generalmente il colore del mantello varia fra grigio, baio, morello, sauro o roano, anche se quest'ultimo tende ad essere il più raro fra tutte le variazioni possibili.
Il peso può oscillare dai 350 ai 450 chilogrammi per un animale adulto in buone condizioni, ma l'altezza non è delle più ampie: infatti solitamente il cavallo arabo ha un'altezza media al garrese che varia dai 145 ai 160 centimetri, anche se non si escludono esemplari più alti o addirittura più bassi. Il suo piede è normalmente molto piccolo ma molto duro, mentre gli appiombi sono assolutamente perfetti.
Pur variando da tipo a tipo, il carattere del cavallo arabo è sempre affettuoso e coraggioso, caratterizzato da una lealtà indiscussa verso il padrone e da uno stile sobrio e poco esigente. Particolarmente nevrile e forte rispetto agli altri cavalli, è la razza ideale per le gare di resistenza grazie soprattutto alla sua conformazione toracica, che vede l'arabo con una schiena più corta rispetto alle altre tipologie di cavalli, caratterizzata da vertebre più corte, ma che non vanno ad intaccare la misura degli organi vitali. In questo modo, soprattutto durante al corsa, il cuore va ad irrorare un fisico più compatto rispetto a quello di un'altra razza, avendo quindi uno sforzo minore.
Il Cavallo Arabo nella religione
Nella religione musulmana, come già accennato precedentemente, il cavallo arabo ha un posto d'eccezione rispetto agli altri animali, e si perdono le storie e le leggende nelle quali questo animale è il protagonista. All'interno del libro sacro della religione araba, il Corano, nella sutra 100, si possono leggere parole d'amore e di profondo rispetto per questo animale, in quanto creato da dio come esemplificazione materiale del "Vento del Sud", cavallo ideale per sconfiggere i nemici durante le battaglie.
Tutto ciò va a definire quanto possedere ed allevare un cavallo di razza araba sia importante per un musulmano, soprattutto per i beduini, che utilizzavano questo animale sia per la soma che per le battaglie, preferendo, durante quest'ultime, le puledre, considerate più affidabili rispetto agli stalloni. La preservazione e l'allevamento della razza pura, detta Asil, ha condotto all'instaurazione di una rapporto uomo – cavallo molto forte, tanto che, nella dura realtà desertica del mondo arabo, il cavallo divideva non solo la tenda con il proprio padrone, ma anche lo stesso cibo.
Questo rapporto, inoltre, era ed è avvalorato anche dagli insegnamenti e dalle raccomandazioni coraniche, che discettano sulla preziosità del cavallo di razza pura sostenendo, fra le altre cose, che con quanti chicchi d'orzo verrà nutrito il cavallo, così saranno rimessi i peccati del padrone, oppure che nessun demonio potrà entrare in una tenda dove vive un cavallo arabo di razza pura.
Le razze
Tenendo presente che ogni tribù beduina allevava i proprio cavalli, si formarono diverse tipologie principali, precisamente sette, dalle quali oggi discendono le tre normalmente a noi note:
- l'Arabo Beduino (Asil): è la razza originaria dalla quale, a sua volta, si snodano altri 3 sottotipi differenti: Kuhailan, cavallo resistente e potente; Muniqi, caratterizzato da leggerezza e velocità; e Siglavy, bello ed elegante.
- l'Arabo di Pura Razza: è diretto discendente dei sottotipi Kuhailan, Muniqi e Siglavy incrociati fra loro. Normalmente, quando si dice cavallo arabo, si fa riferimento a questa specifica tipologia.
- la Razza Araba: si tratta di una tipologia che comprende incroci con cavalli anche di sangue orientale come il Berbero, l'Arabo Persiano e il Siriano, tutti simili per morfologia e carattere.
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