Allevamento conigli

Informazioni generali e storiche

Il coniglio è da sempre stato uno degli animali da reddito maggiormente impiegato per l'allevamento: ciò accedeva ed accade non solo per la bontà delle carni di questa razza, ma anche perché la fase riproduttiva dei conigli è molto “accelerata”, con una media di 10 – 11 parti all'anno e cucciolate che possono anche arrivare a 8 conigli per gravidanza. Inoltre, cosa da non sottovalutare soprattutto per le popolazioni più antiche, il coniglio forniva anche una discreta quantità di pellame utile per coprirsi.

Animale originario dell'Europa del Sud, il coniglio fu particolarmente apprezzato dai Fenici e dai Romani, tant'è che esistevano alcune ricette, chiamate laurices, con ingrediente fondamentale il coniglio. Ed è proprio nell'ambiente dell'Antica Roma che si vanno formando i primi allevamenti per conigli, anche se si parla più che altro di gabbie realizzate attraverso una semplice recinzione del terreno, le cosiddette leporaria, all'interno delle quali venivano rinchiusi i conigli insieme con lepri ed altri animali selvatici.

Per una domesticazione più completa del coniglio bisognerà attendere, però, il Medioevo, quando papa Gregorio I autorizzò il consumo di coniglio durante la Quaresima, periodo religioso durante il quale per tradizione cristiana è vietato il consumo di carne. A seguito di questa concessione, i monaci cominciarono ad allevare i conigli all'interno dei monasteri utilizzando delle gabbie, al fine di avere una produzione stabile di carne durante il periodo quaresimale (e non solo). A partire dal XII secolo, l'allevamento dei conigli si sviluppa in maniera sempre più specifica, passando dalle gabbie dei monasteri alle garenne, spazi di terreno circondati da un muro o un fossato pieno d'acqua (oppure entrambi) che permettevano ai conigli di razzolare liberamente in un'area protetta ed isolata. A testimonianza dell'importanza che l'allevamento dei conigli assunse nel periodo medioevale, possiamo citare il “diritto alla garenna” uno dei diritti feudali fondamentali dell'epoca.

A partire, invece, dal XVI secolo, l'allevamento passò progressivamente dalla garenna alla conigliera in quanto, abolito questo diritto feudale, mutò anche la condizione e la gestione dell'allevamento dei conigli. In un primo momento, infatti, si passò ad inserire dei ricoveri in legno all'interno delle garenne, per permettere ai conigli di avere un riparo sicuro dove poter entrare ed uscire in completa autonomia; in seguito, con l'eliminazione completa del diritto alla garenna, cominciarono ad essere implementate le prime gabbie per conigli, dove gli animali venivano rinchiusi ed alimentati direttamente dall'uomo con ortaggi, fieno e semi di cerali.

Fino a quel momento, però, i conigli erano stati allevati in maniera “generica”, senza un reale attenzione alle varie razze e tipologie esistenti. Infatti, bisognerà attendere il XIX secolo per avere una prima selezione concreta di questi animali e, a testimonianza dell'interesse verso questo animale, sempre nel medesimo periodo in Inghilterra furono realizzate le prime gabbie con fondo grigliato che, appoggiate al terreno, permettevano ai conigli di cibarsi nelle foraggiere naturali.

Con l'avvento del XX secolo, invece, si ebbe la nascita dei primi allevamenti intensivi per gli animali da reddito, dove i conigli venivano posti in gabbie sistemate all'interno di ricoveri (stalle) chiuse ed alimentati quasi esclusivamente con mangimi concentrati.

Allevamento conigli

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Razze d'allevamento

Allevamento conigli Esistono differenti razze di conigli, ma per l'allevamento vengono solitamente preferiti quelli più rustici o comunque le tipologie conigline che permettono di avere una buona resa in termini di carne e quindi di reddito consequenziale. Fra le razze di allevamento più importanti troviamo:

- Fulvo di Borbogna: dal pelo fulvo come suggerisce il nome stesso, questi conigli sono molto belli e solitamente da adulti si aggirano intorno ad un peso di 4 – 5 kg;

- Californiano: dal pelo bianchissimo, questo coniglio ha però muso e orecchie nere. Da adulto raggiunge un peso medio di circa 4 kg;

- Nuova Zelanda. A dispetto del nome, questa razza di conigli è originaria dell'America. Il pelo è di colore bianco con occhi rosa, e da adulto raggiunge un peso di circa 4 – 5 kg;

- Rex: questa razza venne selezionata da un abate francese che la preferì alla altre per via del suo pelo corto e molto fitto. Ultimamente, invece, la tendenza è quella di selezionare questa tipologia per la creazione di esemplari nani. Da adulto raggiungere un peso medio di 4,5 kg;

- Argentata di Champagne: si tratta di una razza coniglina dal pelo molto bello, color grigio argento. Da adulto arriva a pesare anche 5 kg,

- Blu di Vienna: sono una tipologia di conigli dal manto di color grigio argento molto particolare e folto. Il muso non è eccessivamente allungato. Da adulto gli esemplari di questa razza arrivano a pesare intorno ai 4,5 kg;

- Angora: è il tipico coniglio dal pelo lungo e folto, presente in varie colorazioni;

- Lepre Belga: nonostante sia afferente alla tipologia specifica delle lepri, questa razza viene spesso utilizzata nell'allevamento. Molto piccoli, gli esemplari di Lepre Belga da adulti pesano intorno ai 3,5 kg;

- Gigante: è una delle razze nate dai diversi incroci effettuati fra differimenti tipologie conigline. Sono animali molto grandi che arrivano con facilità a 10 kg e quindi sono ideali per gli allevamenti.


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Allevamento intensivo e riproduzione

Allevamento conigli I conigli sono allevati prettamente per la loro carne e per la loro pelliccia e, solitamente, si distingue in razze leggere, medie, pensati e speciali, quest'ultime quasi sempre utilizzate quasi a scopo esclusivo per la produzione di pellami.

L'accoppiamento avviene una volta raggiunta la maturità sessuale e ciò accade solitamente intorno ai 4 mesi e mezzo nella femmina ai 5 mesi e mezzo per il maschio. Naturalmente parliamo di una maturità orientativa, in quanto molto dipende dalla razza coniglina in questione: infatti, le razze giganti sono solite avere una maturazione sessuale più lenta rispetto a quelle cosiddette commerciali. Ad ogni modo, non esiste un momento specifico dell'ovulazione nel coniglio femmina, in quanto siamo dinanzi ad una razza dall'ovulazione indotta, ossia provocata dal coito stesso: quindi, una volta raggiunte le condizioni necessarie fra maschio e femmina, solitamente evidenziate da una variazione di colore per la coniglia e da un ingrandimento dei genitali per il maschio, i conigli sono pronti per l'accoppiamento. Dopo il coito, solitamente si trasferisce la femmina in un'altra gabbia, al fine di lasciarla tranquilla durante tutta la gravidanza.

La gestazione coniglina dura circa 29 - 31 giorni e le cucciolate sono spesso numerose (fino a sedici conigli) ed in buona salute. Proprio per via dell'alta prolificità di questi animali, all'interno degli allevamenti intensivi si sono sperimentate forme di riproduzione davvero molto estenuanti, costringendo la femmina a parti continui, raggiungendo le 11 gravidanze all'anno. Naturalmente, una così incontrollata riproduzione ha portato all'indebolimento non solo dei conigli, ma anche delle stesse cucciolate, ragion per la quale si sta puntando verso una inseminazione artificiale ancora piuttosto controversa.

Dopo la gravidanza, i piccoli vengono allattati dalla mamma, ma a partire dalla quarta settimana comincia lo svezzamento, che però può essere sia anticipato alla terza settimana di vita, sia ritardato alla quinta o sesta, a seconda delle decisioni dall'allevatore e dalle tecniche adottate. La macellazione da carne avviene, invece, intorno ai 4 – 5 mesi di vita.

Nell'allevamento intensivo i conigli vengono tenuti all'interno di gabbie metalliche in capannoni industriali condizionati e non hanno la possibilità di muoversi all'aria aperta. Inoltre, vengono alimentati quasi esclusivamente con mangimi pellettati.

I paesi maggiori allevatori di conigli sono la Cina, l'Italia, la Spagna, la Francia, l'Ucraina, la Russia, la Bielorussia e la Germania, anche se il 70% della produzione resta appannaggio specifico dell'Europa. In Italia, invece, le regioni con la maggiore produzione sono Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Lazio e Marche.


Allevamento conigli: Allevamento alternativo

Allevamento conigli Oltre al classico allevamento intensivo, esistono anche quelli cosiddetti alternativi:

- en plein air;

- semi plein air;

- gabbie mobili.

Ciò che contraddistingue l'allevamento intensivo da quello alternativo è prettamente la stabulazione, mentre restano invariate le tecniche di alimentazione.

L'allevamento en plein air consiste nello spostamento delle gabbie dei conigli all'aperto durante la fase di ingrasso e, sporadicamente, anche durante quella della riproduzione. Le gabbie vengono disposte su file e sperate da un corridoio centrale, molto importante è la tettoia in quanto deve fungere da protezioni per eventuali agenti atmosferici aggressivi quali pioggia e sole. Ogni gabbia dovrà essere inoltre provvista di abbeveratoi, possibilmente automatici, e mangiatoie protette. Fondamentale risulta l'igiene, onde evitare eventuali parassitosi. Essendo un tipo di stabulazione all'aperto, è di solito usata nelle regioni e nei periodi dove il clima è più mite.

Nell'allevamento in semi en plein air, i conigli vengono tenuti all'esterno dei capannoni industriali, ma sistemati in file di gabbia sotto una tettoia protetta ai lati da teli onde evitare il freddo. In genere, le esigenze di questo tipo di allevamento possono ben essere paragonate a quello en plein air.

Le gabbie mobili, invece, sono un sistema di allevamento molto diffuso soprattutto nelle regioni più calde, dove non sarebbe possibile riuscire a mantenere alla giusta temperatura en plein air le gabbie. Per quanti tipo di allevamento sono state implementate gabbie speciali metà interrate, che consentono al coniglio di ripararsi durante le ore più calde, e metà all'esterno, in modo tale che l'animale possa beneficiare di una situazione duplice e flessibile. Anche in questo caso, fondamentale è l'igiene poiché una scarsa cura degli animali può portare alla presenza di parassiti e patologie specifiche che andrebbero a diffondersi a mo' di epidemia.



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