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Cos’è un canile?

Il canile è una struttura, che può essere privata oppure pubblica,che si occupa della cura di quei cani che vengono abbandonati e che nascono in strada, dove li aspetta una vita sicuramente triste e solitaria.

Queste strutture,oggi, sono sempre più numerose, in quanto tantissimi soggetti collaborano,anche privatamente e, sempre più spesso, prestando anche attività volontaria, alla gestione di tali strutture, considerata quella che è l’enorme importanza delle stesse.

Solitamente gli animali che vengono ospitati in queste strutture sono destinati a rimanervi per un periodo di tempo relativamente breve, in quanto lo scopo di un canile è quello di ricercare una nuova famiglia per tutti gli ospiti della struttura stessa.

Non sempre, però, ciò accade, anzi è estremamente frequente il caso in cui l’animale non riesce, col tempo, a trovare una famiglia disposta ad adottarlo.

Questo può rendere estremamente difficoltosa e costosa la gestione di queste strutture, considerato il fatto che la maggior parte dei canili si trova a dover ospitare un numero di animali maggiore rispetto a quello che potrebbe effettivamente sopportare.

Adottare un cane presso un canile, quindi, si rivela un’azione bellissima ed estremamente generosa, che può davvero modificare quella che è la vita di un piccolo animale indifeso.

Ovviamente, anche per procedere all’adozione presso un canile occorrerà rispettare una procedura particolare. Infatti, i gestori del canile, una volta ricevuta la domanda di adozione, dovranno verificare che i soggetti presentino tutti i requisiti che renderanno possibile l’adozione.

Innanzitutto deve trattarsi di soggetti affidabili che appaiano chiaramente intenzionati ad adottare ed accudire l’animale in questione; in secondo luogo, bisognerà verificare se tali soggetti risiedono in un’abitazione adeguata a quelle che sono le necessità dell’animale stesso, in relazione ovviamente anche alla stazza del cane che si intende adottare.

L’animale sarà sottoposto ad un periodo di convivenza di prova presso la sua probabile futura famiglia adottiva. In questo periodo, sarà necessario un dialogo costante con uno dei volontari della struttura affinché questi controlli lo stato effettivo della convivenza. Qualora questo periodo di prova andasse bene, l’animale sarà poi definitivamente dato in adozione alla sua nuova famiglia adottiva.

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Il fenomeno del randagismo

canili Il fenomeno del randagismo è forse uno dei più gravi problemi derivanti dalla mancanza di civiltà della nostra generazione.

Il randagismo consiste, come si evince dal termine stesso, nella presenza cospicua di animali randagi che deambulano all’interno del circuito cittadino. Ovviamente, la presenza di animali randagi deriva dall’abbandono degli stessi da parte di soggetti che decidono senza riflettere di acquistare o adottare un animale, decidendo poi di sbarazzarsene, nel modo peggiore possibile, senza pensarci sopra due volte.

Il fenomeno del randagismo è stato più e più volte combattuto attraverso l’utilizzo di diversi strumenti, come, in passato, i gruppi di accalappiacani che giravano per le città più importanti alla ricerca di questi animali randagi che venivano poi condotti, temporaneamente, presso il canile più vicino.

Nascono, infatti, proprio per questo motivo queste strutture, ossia al fine di contenere tutti quegli animali che venivano ingiustamente abbandonati per strada, senza alcun affetto o forma d’amore.

Ricordiamo, inoltre, che il fenomeno dell’abbandono di animali è stato sicuramente sempre più frequente duranti i periodi estivi, quando tantissime persone decidevano di abbandonare i propri amici a quattro zampe su statali e autostrade al fine di “godersi “ le proprie vacanze, condannando, così, questi animali ad una morte quasi sicura.

A causa delle numerosissime rimostranze degli animalisti e elle varie manifestazioni civili sorte al riguardo, si decise, nel 1991, di risolvere la questione con l’emanazione di una legge statale, la legge 281 del 14 agosto del 1991 che ha disciplinato la materia della prevenzione al randagismo e della lotta all’abbandono degli animali. Infatti, è stato ufficialmente riconosciuto l’abbandono degli animali come un vero e proprio reato penale sanzionabile non più soltanto con una semplice ammenda ma anche con la pena della reclusione. Grazie a tale disciplina, così, il fenomeno dell’abbandono degli animali è stato sicuramente ridotto almeno in parte.

La legge 281 si occupa, poi, anche della definizione di azioni atte alla lotta contro il randagismo e alla organizzazione delle strutture dei canili.

Innanzitutto, è statuito che spetta agli enti di natura pubblica la definizione degli strumenti idonei alla risoluzione di tale problematica, dovendo tali enti anche provvedere al finanziamento di questi istituiti.

Gli enti locali dovranno agire di concerto con le unità veterinarie e sanitarie locali, soprattutto per far sì che si organizzino anche attività miranti al controllo delle nascite e alla limitazione dell’ulteriore crescita di tale fenomeno.

Se gli enti locali hanno il compito di provvedere direttamente alla definizione di tali strumenti, alla Regioni spetta anche l’arduo compito di definire una disciplina di tipo generale che regoli non soltanto l’attività dei vari enti, ma anche quella delle strutture veterinarie e dei canili statali,creando un’anagrafe canina presso cui è sempre necessario registrarsi e predisponendo mezzi di controllo e di sanzioni che vanno a colpire i soggetti inadempienti.

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Dove trovare un canile

caniliTrovare un canile, oggi, è assolutamente semplice.

In quasi tutte le città italiane, perlomeno quelle di maggiori dimensioni e importanza, infatti, è facilmente riscontrabile la presenza di una di queste strutture.

Nonostante in passato la presenza di canili privati fosse da considerare maggioritaria,oggi, grazie alla nuova normativa di legge che disciplina in generale la materia del randagismo e, anche, in particolare quella che è la materia riguardante tali strutture, è sempre più facile trovare, nelle grandi città italiane delle strutture regolate a livello comunale o provinciale, gestite, cioè, con i fondi pubblici.

Se si decide di rivolgersi ad un canile per l’adozione di un animale, è importantissimo richiedere,anche, ad esempio, ad un veterinario di fiducia, delle informazioni dettagliate circa la struttura a cui si desidera rivolgersi, per verificare il grado di affidabilità della stessa e, anche,che le modalità di gestione del canile siano considerate legislativamente accettabili.


canili: Requisiti per l’apertura di un canile

canili Per poter aprire un canile, è necessario innanzitutto ottenere determinate licenze che vengono concesse, ovviamente, dai vari enti statali interessati alla regolamentazione di questa delicata materia.

Ma, aldilà delle questioni meramente burocratiche, la nuova normativa sul randagismo ha permesso di regolamentare quelle che sono le necessità strutturali di tali edifici.

È necessario, infatti, che essi sorgano in aree piuttosto isolate, in modo da non creare disagio alla popolazione limitrofa, a causa degli eccessivi rumori; tutti i locali devono essere ben distanti e differenziati, in particolare devono essere ben distinte le aree in cui si procede alla preparazione del cibo da quelle in cui vengono fatti risiedere gli animali.

È importantissima la presenza di una medicheria che contenga tutti gli strumenti e i medicinali necessari alle cure destinati agli animali presenti in quella struttura. È necessario che essa sia collegata con un veterinario che sia disponibile e facilmente reperibile,anche nel caso in cui questi non sia sempre occupato presso quella stessa struttura.

Sono previste, poi, norme che riguardano le modalità di pavimentazione della struttura e di pulizia della stessa.

È necessario, stando alla normativa, che i box in cui vengono allocati gli animali siano proporzionali alle dimensioni degli animali stessi ed è statuito che essi devono essere costruiti in modo tale da avere angoli non pericoli per gli animali. Infine, è previsto che la pavimentazione degli stessi sia di materiale facilmente igienizzabile.



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