Problemi da parassiti esterni
I parassiti esterni ( ectoparassiti ), oltre che vettori di altre malattie, sono da considerarsi patogeni per il cane, sia per l’azione depauperatrice, in quanto molti sono ematofogi ( cioè si cibano di sangue ), sia per l’azione di disturbo fisico sulla cute che crea situazioni irritative molto fastidiose per il cane e il proprietario. Pulci, zecche e rogne sono le cause di ectoparassitosi più diffuse e conosciute.
Malattie da parassiti interni
E’ causata dal parassita protozoo Babesia canis, che viene trasmessa al cane da un vettore (zecca). Dopo l’inoculazione realizzata dal vettore, il parassita entra nel sangue e va a colonizzare i globuli rossi . I segni clinici sono riferibili allo sviluppo di un’anemia emolitica indotta dal parassita, per il padrone, che magari non è specializzato, i primi campanelli d’allarme sono reazioni febbrile, anoressia, pelle giallastra (l’ittero) di vario grado, urine di colore rossastre. Nelle forme acute l’esito della malattia può essere fatale in un breve periodo di tempo per cui è bene porgere particolare attenzione a qualsiasi cambiamento di stato del proprio cane, al fine di poter ricorrere immediatamente a cure specifiche.
Patologie trasmesse dalle zanzare
L’infezione trasmessa dalle zanzare (filariosi cardiopolmonare o dirofiliarosi canina ) è causata da un nematode (I Nematodi sono chiamati anche vermi cilindrici perché presentano un corpo cilindrico a sezione trasversale circolare, differendo così dai platelminti (o vermi piatti) i quali si presentano schiacciati, ed è detta più comunemente “filariosi”. L’habitat normale delle filarie adulte è quello delle arterie polmonari e delle camere destre del cuore: Il parassita adulto raggiunge una lunghezza di 15 – 20 cm. formando delle matasse di vermi all’interno della cavità cardiaca. E’ evidente che la zanzara non può trasmettere al cane un verme di tali dimensioni ma che, tramite la puntura, può trasferire nel sangue del cane solo un parassita di dimensioni microscopiche. Infatti la larva di quello che poi diventerà un verme così lungo, trasmesso dalla zanzara al cane, è lunga meno di 1 mm. Il processo incomincia con una zanzara che punge un cane in cui alloggia una colonia di Dirofiliarie immitis adulte. Le femmine adulte, alloggiate nel cuore e nell’arteria polmonare, dopo la fecondazione liberano nel torrente circolatorio sanguigno del cane le microfilarie di prima età. Queste larve, siglate L1,rimangono nel sangue del cane senza subire alcuna modificazione molto a lungo, anche per due anni. Ad un certo momento, interviene un dittero ematofago (zanzara) che punge il cane e ingerisce le larve L1 assieme al sangue che sta succhiando. Nel giro di tre settimane restando all’interno della zanzara la larva L1 si sviluppa, matura, diventando L2 e poi L3; quando ha raggiunto lo stadio L3 diventa infestante ed è pronta per ritornare nel cane, completando la sua maturazione in parassita adulto. Attraverso la ferita provocata da una nuova puntura della zanzara sulla cute, le larve infestanti raggiungono i capillari linfatici sottocutanei trasformandosi da L3 a L4. A questo punto sono pronte a raggiungere l’atrio ed il ventricolo destro del cuore dove si annidano, interessando anche l’arteria polmonare che porta il sangue dal ventricolo destro verso i polmoni e dove diventano parassiti adulti, quindi pronti a produrre le microfilarie di prima età( L1 ) dando inizio ad un nuovo ciclo biologico del parassita.
La prevenzione
Come prevenzione, occorre evitare il contagio procurato dalle zecche con l’utilizzo di prodotti contro gli ectoparassiti e, al rientro da eventuali passeggiate o da una giornata dedicata alla caccia, ispezionare attentamente il cane rimuovendo le eventuali zecche alloggiate sulla cute.

















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