Chien d’Artois

Storia del Chien d’Artois

Questa razza francese da caccia discende dal Canis segurius degli antichi Galli, cane utilizzato da questa popolazione per cacciare la selvaggina, ma il suo padre più diretto è senza dubbio il Chien de Saint-Hubert, razza dalla quale hanno avuto origine molte altre tipologie di cani da caccia.

Le prime tracce storiche del Chien d’Artois risalgono al XV secolo. Pare infatti che durante la Guerra dei Cent’anni il re d’Inghilterra Enrico VI entrò vittorioso a Parigi con una muta di validissimi Chien d’Artois mentre il suo rivale, Carlo VII re di Francia, batteva verso Bourges in ritirata.

Qualche anno dopo un altro sovrano molto influente, il re Carlo IX, scrisse un trattato nel quale descriveva diverse razze di cani da caccia senza però tra queste menzionare il Chien d’Artois. L’assenza del Chien d’Artois in questa lista pare sia dovuta più che altro al fatto che questi cani erano utilizzati all’epoca per la caccia minuta, meno praticata dai reali che preferivano la caccia ad animali considerati più prestigiosi come cervo, capriolo e cinghiale.

Il primo ammiratore francese di un certo peso di questa razza fu il re Enrico IV, il quale apprezzava molto le qualità venatorie del Chien d’Artois e ne possedeva una muta di ben 24 esemplari; dopo di lui anche Luigi XIII fu un altro grande sostenitore di questa razza.

Nei secoli successivi la razza perse un po’ del suo prestigio e nel XVII secolo diversi incroci minarono la purezza e l’originalità del Chien d’Artois; pare infatti che parte di questi cani venne incrociata con esemplari di Beagle dando origine poi alla razza Briquet. Qualche anno più tardi la Rivoluzione francese fu un evento che segnò la stabilità ed il destino di molte razze di cani transalpini ed in questo momento di crisi anche il Chien d’Artois trovò non poche difficoltà, diminuendo vertiginosamente nel numero di esemplari. Durante tutto il XIX secolo poi, la razza restò nell’ombra, allevata solamente da pochi appassionati che permisero però al Chian d’Artois di non scomparire e di conservarsi nel silenzio.

La razza è rimasta poco conosciuta e poco allevata anche durante tutto il XX secolo e nel 1977 è stato redatto, ed ufficialmente fissato, un nuovo standard, ma non possiamo sicuramente affermare che questa razza sia molto diffusa attualmente nel suo paese d’origine.

foto del Chien d’Artois


Caratteristiche del Chien d’Artois

Il Chien d’Artois è un buon cane da caccia, abile più che altro nella cerca della traccia. La caratteristica che più contraddistingue questo cane è l’astuzia di cui è dotato, astuzia che utilizza anche nell’attività venatoria. I cacciatori che conoscono bene questa razza affermano che c’è una forte eterogeneità caratteriale tra i diversi esemplari. I diversi Chien d’Artois infatti non sono tutti uguali come carattere, come atteggiamento e come modo di cacciare. Questi cani manifestano sempre delle peculiarità che persistono anche dopo un attento e completo addestramento. Per esempio il modo di seguire la preda può variare molto da cane a cane: alcuni seguono per natura la preda da destra, altri la seguono da sinistra.

Il territorio di caccia prediletto dal Chien d’Artois è la pianura mentre il tipo di caccia che più si addice a questa razza è la caccia alla lepre, anche se è ugualmente valido nella caccia alla volpe ed al coniglio. Fine di naso ed instancabile nella corsa, il Chien d’Artois finisce per avere la meglio sulle sue prede per sfinimento. Quando la preda smette di correre perché le mancano le forze, questo animale si avventa su di essa aspettando l’arrivo del suo padrone.

Il Chien d’Artois è principalmente un cane da muta e lavora bene in compagnia di altri cani. Con i bambini e con le persone ha dei buoni rapporti ma non è sicuramente un grande cane da compagnia. Vive bene in canili ed in giardini anche non molto spaziosi mentre soffre decisamente la vita in appartamento.

Standard del Chien d’Artois

Cane di taglia media che ricorda vagamente l’Artèsien-Normand dall’aspetto armonioso, muscoloso e proporzionato. La testa è grossa e larga ma corta, con cranio convesso e muso piuttosto lungo e stretto. Il tartufo del Chien d’Artois è nero, evidente e grosso con narici ampie. Gli occhi sono tondi e sporgenti, grandi e di colore scuro. Le orecchie sono portate cadenti, spesse e larghe ed attaccate all’altezza dell’occhio.

Il corpo è muscoloso, così come il dorso. Gli arti anteriori sono magri e ben in appiombo mentre gli arti posteriori sono più muscolosi con cosce forti. Il mantello ha tre colori tendenti al fulvo scuro ed ha grosse macchie. Il pelo è raso e grossolano e la pelle è spessa.

Un Chien d’Artois è alto al garrese tra i 52 ed i 58 cm ed il suo peso è di 22-26 kg.



    Alimentazione e malattie del Chien d’Artois

    Fuori dal periodo di caccia un Chien d’Artois adulto ha bisogno di 400-500 g di alimento, razione alimentare che aumenta quando l’animale è in periodo di caccia. La vita media di questo cane è di dieci anni e al momento non sono conosciute particolari disfunzioni e malattie legate alla razza.




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