Cosa preparare
Consapevoli della scelta di avere un gatto, prima del suo arrivo, bisogna esser pronti a preparare prima di tutto un angolo tranquillo e caldo, dotato di cesta e cuscino, oppure, nel caso di un micetto molto piccolo, una scatola con i bordi alti non più di 30 cm andrà bene, così il gattino si sentirà sicuro e protetto; vanno poi messe a disposizione in posti raggiungibili senza fatica due ciotole di acciaio inossidabile (per il cibo e l’acqua), disposte in modo che non possano rovesciarsi; serve poi una lettiera con uno strato di 5 cm, composta di materiale naturale, (per esempio a base di argilla) che deve avere un forte potere assorbente e antimicrobico.
La corretta alimentazione
I bisogni nutrizionali di un gattino sono più vincolanti rispetto a quelli di un gatto adulto, un cibo a base di carne fornirà le proteine e gli altri fattori nutritivi essenziali in questo fondamentale periodo della crescita. Dopo che gli si è offerto il cibo non bisogna disturbare mai un gatto; per questo motivo è meglio che le ciotole con il cibo e l'acqua siano posizionate in luoghi tranquilli e non di passaggio. E’ inoltre importante assicurarsi che il micio abbia sempre a disposizione dell’acqua fresca e pulita, in special modo nei mesi estivi. La ciotola dell’acqua, in particolare, và sistemata almeno a due metri da quella che contiene il cibo, in questo modo il gatto non associa automaticamente l'acqua al cibo. Un consiglio: siccome generalmente i gatti mangiano solo per fame quasi mai per avidità, ma qualche pietanza succulenta potrebbe scatenare in loro un attacco di gola, è sempre meglio controllare che non mangi più del dovuto.
L'educazione
Per educare un gatto bisogna sempre tenere in mente che una unica ricompensa potrebbe avere maggior appiglio e successo rispetto a ripetute punizioni e che, con la punizione si rischia di danneggiare seriamente le relazioni che si vogliono con lui. Abituare un gattino a servirsi della sua cassetta della lettiera è molto semplice; molti gattini, se fortunati, son già stati abituati dalle loro mamme, ma se il vostro gattino non capisce come usare la sua lettiera, solitamente basterà, non un po’ di occhio, portalo velocemente nella lettiera ogni volta che sembra essere in procinto di defecare. Non serve molto, il più delle volte dopo un paio di giorni al massimo comincerà ad utilizzarla da solo. Nessun gattino si avvicinerà al suo padrone se si attende una punizione; solo l'amore e i premi ( leggi bocconcini più golosi del solito), possono convincerlo a correre dal padrone quando, per esempio, viene pronunciato il suo nome. Bisogna sempre chiamare il gatto per nome, sin da quando è piccolissimo. Questa cosa deve esser fatta con regolarità anche al momento del pasto o delle coccole, perché così inizierà ad associare il suo nome ad esperienze piacevoli. Con un po’ di pazienza si può provare ad aggiungere la parola "vieni" subito dopo il nome; usando questi suoni appena prima di appoggiare per terra la sua ciotola con il cibo. Quando avrà iniziato a capire il significato del comando, si deve premiare il suo comportamento con una ricompensa e con una buona dose di coccole.
Il bagno ed i viaggi
Se si deve uscire o partire con il gatto c’è bisogno di avere un trasportino abbastanza spazioso, ben areato, a prova di fuga e semplice da pulire. Il trasportino deve essere mostrato al micio sin da quando è piccolo per farglielo diventare familiare, permettendogli di entrarvi e di uscirvi come vuole, in piena libertà. Si dovrà iniziare a trasportarlo per percorsi brevi e poi, piano piano, si aumentano progressivamente le distanze: se il gatto si lamenta, bisogna tranquillizzarlo con voce calma e coccole, ma non si deve farlo uscire dal trasportino per nessun motivo, altrimenti il micio penserà che strillando ed implorando potrà uscire e lo farà per tutta la durata del viaggio. Bisognerebbe sempre evitare di lasciare il gatto in macchina da solo e, se proprio si deve, è il caso di parcheggiate l'auto all'ombra e lasciare più finestrini aperti, specialmente d'estate, per permettere una buona ventilazione, lasciando ovviamente il micio chiuso nel trasportino.
Riconoscere il linguaggio del gatto
Il gatto in casa dialoga con il suo proprietario con alcuni suoni riconoscibili, a cui possiamo nella maggior parte dei casi, associare un bisogno o uno stato d’animo. Il "RonRon", è una serie di contrazioni rapide dei muscoli della laringe e del diaframma, che compare a partire da una settimana di vita. È il segnale che emette il gatto per far capire il suo gradimento e la sua sottomissione nei confronti del padrone; il ”Miagolio che significa domanda, o sconcerto, o lamento, o rifiuto; il Brontolio ed il Soffio sono utilizzati in caso di aggressione o difesa.
















commenti
ciao sn gloria posso scegliere una gattina piccola per poter mettere nella mia campagna
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