Un passaggio delicato
Decidere quando cominciare lo svezzamento dipende da diversi criteri, alcuni dei quali in contrapposizione fra loro: per mamma gatta, soprattutto nel caso di tanti cuccioli, uno svezzamento precoce evita di esaurire le proprie riserve; per il cucciolo, lo svezzamento rappresenta un grande stress per il cambiamento del tipo di alimentazione, il distacco dal nido materno, i nuovi sapori, ecc,. La precocità dello svezzamento non è necessaria finché il latte è disponibile in quantità sufficiente e il cucciolo non miagola continuamente per fame. Certamente lo svezzamento può iniziare quando la velocità di crescita dei gattini cala, allora l'assunzione di alimenti solidi è certamente obbligatoria, essa sarà controllata e dovrà aumentare regolarmente. Si può rendere necessario iniziare uno svezzamento molto precoce, quando ci si trova in determinate circostanze (gattini orfani, peritonite felina infettiva…). Ma se si opera nel modo migliore e i gattini sono nutriti con attenzione, avrà poca incidenza sui cuccioli più resistenti, anche se il numero dei malati può aumentare nei cuccioli più deboli, soprattutto in caso di alimentazione insufficiente.
Sulle orme di mamma gatta
Mamma gatta allatta i suoi cuccioli solitamente per una trentina di giorni , dopo si può iniziare lo svezzamento, per alcuni gattini il passaggio dalla suzione alla masticazione è molto naturale, altri invece tentano di alimentarsi leccando il piatto o la ciotola. A partire dalle 4-5 settimane di vita, il cucciolo può iniziare ad interessarsi al cibo della madre, cominciando col leccare gli alimenti vicino alla bocca della madre. Per iniziare lo svezzamento si dà al gattino un alimento finemente triturato ed ammorbidito, riducendo gradatamente la componente liquida e con il passare dei giorni si offre pasti con consistenza sempre più densa. Oppure si comincia dando al cucciolo qualche cucchiaino di latte addizionato con l’aggiunta di croccantini o normale omogeneizzato di carne o pesce, nelle quantità di 2 parti di latte e una di cibo secco oppure una di latte e due di cibo umido. Riducendo la quantità di latte così nell’arco di una settimana o poco più, si può già dare al cucciolo il primo vero pasto fatto di carne o pesce ben cotti con riso molto cotto. C’è bisogno di riscaldare il cibo preparato e metterlo in una ciotola poco profonda poi incoraggiare il cucciolo, spalmando un pò di pappa sulle sue labbra, facendo attenzione a che non entri nelle narici, oppure intingere il dito nella ciotola e metterglielo in bocca in modo che il gattino assapori ciò che poi trova nella sua ciotola.
L'utilizzo del biberon
Tutto ciò detto, riguarda un gattino che ha avuto la fortuna di stare con la sua mamma per 30 giorni almeno, ma se si porta a casa un trovatello molto piccolo è necessario che lo si alimenti con solo latte artificiale per il primo mese. Ideale è il latte in polvere per gattini che si trova in farmacia, se ne trovano diverse marche ed in genere sempre ottime, per prepararlo seguire con cura le istruzioni riportate sulla scatola, ma solo per la prima e la seconda poppata è meglio che si aggiunga un po' di acqua in più rispetto a quanto suggerito, per dare ai micetti il tempo di adattarsi a questa pappa e non andare in diarrea. Il latte in polvere va usato appena preparato e quello che resta non va assolutamente usato per una nuova poppata, il latte va sempre somministrato con il biberon, caldo. Un altro attrezzo ,( se non si ha il biberon a portata di mano) per somministrare il latte all’orfanello è la siringa, privata naturalmente dell’ago, perché il flusso del latte è minore e quindi è anche minore il rischio che vada di traverso.













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