I plantacquari
Negli ultimi anni si è diffusa sempre di più la tendenza ad inserire muschi di vario genere negli acquari, ed in particolare nei cosiddetti plantacquari, acquari che si allontanano dalla classica concezione di ‘vasca per contenere pesci’, e che invece sono dedicati esclusivamente alle piante acquatiche.
Gli appassionati di acquascaping (l’allestimento di un paesaggio acquatico), infatti, utilizzano spesso e volentieri i muschi nei layout dei loro acquari, realizzando composizioni creative ed originali.
I muschi vengono utilizzati ampiamente anche nella realizzazione dei cosiddetti nano-cube, acquari di piccole dimensioni in cui si allevano principalmente Cardinie (piccoli gamberetti).
Tipi di muschi e dove trovarli
I muschi appartengono ad un gruppo di piante molto antico, quello delle Briofite, piante senza tessuti vascolari che non producono né fiori né semi; non hanno radici, ma rizomi, con cui si ancorano alla superficie su cui crescono.
Le famiglie a cui appartengono i muschi più utilizzati nell’ambito dell’acquariofilia sono: le Ipnacee ( generi Taxiphyllum e Vesicularia, ed in particolare la Vesicularia dubyana, anche detta Muschio di Giava); le Fontinaliacee (genere Fontinalis); le Fissidentacee (genere Fissidens).
Se cerchiamo in natura muschi da mettere nell’acquario, dovremo andare a scegliere un muschio semi-acquatico: con questo termine si intendono muschi che si sviluppano in prossimità di specchi d’acqua o comunque in zone molto umide, e che possono facilmente adattarsi alla vita subacquea.
Una volta trovato il muschio, ne raccoglieremo un campione; tornati a casa, lo ripuliremo togliendo i detriti e lo sciacqueremo in una vaschetta di acqua pulita. Dopodiché, possiamo legarlo ad un supporto di roccia o legno e inserirlo nel nostro acquario.
Qualche consiglio utile
Bisogna comunque fare attenzione ad alcune cose: innanzitutto, è importantissimo evitare sottoporre le piante a brusche variazioni dei parametri dell’acqua (ph, temperatura, luce e così via): i muschi hanno una grande capacità di adattarsi a nuove condizioni anche molto diverse da quelle originarie, purché questo cambiamento avvenga gradualmente.
Una volta che i muschi si sono ambientati nella vasca, è sufficiente cercare di mantenere stabili i valori, e fornir loro la CO2 necessaria. Per quanto riguarda la temperatura e le condizioni di luce, la maggior parte dei muschi è capace di adattarsi alle situazioni più disparate: per andare sul sicuro, comunque, possiamo optare per una temperatura intorno ai 25° e per una luce piuttosto intensa.
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