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rabbia cane

Aggiornato il 23 aprile 20144 capitoli5 domande frequenti
rabbia cane

Che cos'è la rabbia

Con il termine rabbia si intende una gravissima malattia infettiva che colpisce tutti gli animali a sangue caldo ed è causata da un virus appartenente alla famiglia dei Rhabdoviridae che si trasmette attraverso la saliva. La rabbia colpisce principalmente i cani e alcuni animali selvatici come le volpi, i procioni e le moffette. Può essere trasmessa anche all’uomo attraverso il morso di un animale infetto. L’incubatore principale del virus è il pipistrello e il contagio avviene sempre o attraverso una ferita, o tramite un morso. La rabbia è una malattia altamente contagiosa, vista la facilità con cui si trasmette. Basta, infatti, un morso per far si che da un animale passi ad un altro e così via. La rabbia è una malattia mortale e difficilmente curabile per il cane. Può avere gravissime conseguenze anche se a contrarla è l’uomo. La malattia interessa principalmente il sistema nervoso e le ghiandole salivari dell’animale e si divide in tre fasi: la prodomica, la furiosa e la paralitica. Ciascuna fase si manifesta con sintomi precisi e ben individuabili e porta alla morta nel giro di pochi giorni. In passato la rabbia era una malattia molto diffusa, ma, oggi è presente soprattutto nei paesi poco sviluppati. Si tratta di una malattia conosciuta fin dall’antichità, tanto che sono stati trovati riferimenti in documenti risalenti al 500 a.C. In Italia la rabbia è stata debellata come anche in Australia, Giappone e Gran Bretagna, anche se recentemente sono stati registrati casi sporadici in alcune regioni del nord-est.

Cause rabbia

La rabbia, conosciuta anche come poliencefalite virale, è causata dal morso di animali infetti. La trasmissione è quindi sempre diretta e si registra soprattutto negli animali a sangue caldo. Il virus responsabile della rabbia si trova nelle ghiandole salivari dell’animale infetto e viene trasmesso alle fibre muscolari dell’animale sano attraverso un morso o la contaminazione di una ferita con la saliva. Una volta arrivato nelle fibre muscolari il virus della rabbia si replica e si sposata nelle fibre nervose raggiungendo in breve tempo il sistema nervoso centrale. L’ultima fase di diffusione riguarda il sistema salivare dove si moltiplica nuovamente in funzione del contagio. Se non curata in tempo la rabbia porterà nell’arco di poche settimane alla paralisi e alla morte dell’animale. L’incubatore del virus è il pipistrello.

Sintomi rabbia

La rabbia presenta sintomi e segni clinici facilmente individuabili che riguardano principalmente delle alterazioni nel comportamento del cane. Si registrano, infatti, repentini cambi di umore con timidezza, aggressività, irritabilità e estrema eccitabilità. A questi primi sintomi si aggiungono poi salivazione abbondante, febbre, convulsioni, mancanza di coordinazione e infine paralisi. Lo step finale è rappresentato dal decesso dell’animale. Il periodo di incubazione della malattia può variare in base all’età de cane e al punto in cui è stato morso. Più il morso è vicino alla testa più veloce sarà l’incubazione della malattia, poiché il virus viaggia lungo il sistema nervoso centrale. La rabbia si divide in tre fasi, la prima che è detta prodomica, la seconda che è quella furiosa e la terza che è detta paralitica. La prima fase dura circa 3 giorni e si possono osservare segnali come nervosismo, febbre e tentativi di isolamento da parte del cane che diventa irritabile. La pupilla comincia a dilatarsi e nella zona del morso può comparire prurito. La fase furiosa, invece, dura fino a 7 giorni e si manifesta con agitazione ed estrema irritabilità. In questa fase i cani abbaiano continuamente sono foto fobici e eccitabili. Si nota la tendenza a cercare di morsicare oggetti frutto della loro immaginazione. Appaiono disorientati e possono avere degli attacchi epilettici. L’ultima forma, quella paralitica, può durare fino a 10 giorni ed è caratterizzata dalla progressiva paralisi dei muscoli del corpo. Si nota la formazione di saliva schiumosa e l’impossibilità di deglutire a seguito della paralisi dei muscoli della gola. La morte sopraggiunge dopo poco per insufficienza respiratoria.

Diagnosi e cura rabbia cane

La rabbia viene diagnostica attraverso normali esami diagnostici come emocromo, analisi delle urine e test di immunofluorescenza. Se la diagnosi è positiva occorre ricoverare e isolare immediatamente l’animale all’interno di un recinto. In questa fase può essere trattato solo da persone esperte e competenti vista l’estrema imprevedibilità delle sue reazioni. I casi di rabbia vanno subito denunciati alle autorità competenti a causa dell’alto rischio di contagio connesso alla malattia. La malattia ha un decorso molto veloce e il cane quasi sempre muore nell’arco di pochi giorni. Attualmente non esistono cure efficaci per la rabbia e l’unica soluzione possibile è la prevenzione. La profilassi in questo caso prevede la vaccinazione dell’animale domestico a partire dalla 12esima settimana, più eventuali richiami. Il vaccino deve essere sempre effettuato su soggetti sani.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi della rabbia nel cane?
    I sintomi della rabbia si manifestano in tre fasi distinte. Nella fase prodomica, durata circa 3 giorni, il cane mostra irrequietezza, febbre, isolamento e irritabilità, con pupille dilatate e prurito nel punto del morso. Nella fase furiosa, che può durare fino a 7 giorni, compaiono aggressività, fotofobia, abbaiamenti continui, disorientamento e tentativi di mordere oggetti immaginari. Infine, nella fase paralitica, che può protrarsi per 10 giorni, si verifica la paralisi progressiva dei muscoli, inclusa quella della gola che impedisce la deglutizione e provoca la famosa saliva schiumosa. Questa fase termina con la morte per insufficienza respiratoria.
  • Esiste una cura efficace per la rabbia una volta contratta?
    Attualmente non esiste alcuna cura efficace per la rabbia una volta che il virus ha infettato il cane. La malattia ha un decorso rapido e quasi sempre fatale nel giro di pochi giorni dalle manifestazioni cliniche evidenti. L'unica strategia valida è la prevenzione tramite vaccinazione. Se un cane mostra sintomi sospetti, deve essere immediatamente ricoverato e isolato in strutture specializzate per evitare il contagio ad altri animali o esseri umani. La diagnosi richiede esami specifici come l'emocromo e il test di immunofluorescenza, ma la prognosi rimane negativa.
  • Come si trasmette il virus della rabbia al cane?
    Il virus della rabbia si trasmette esclusivamente attraverso il contatto diretto con la saliva di un animale infetto. La modalità più comune è il morso, che permette al virus di entrare direttamente nelle fibre muscolari e nervose. È possibile anche il contagio se la saliva entra in contatto con ferite aperte o mucose. Una volta entrato nell'organismo, il virus si replica nei muscoli e migra lungo le fibre nervose verso il sistema nervoso centrale e le ghiandole salivari. Gli animali serbatoio principali includono cani randagi, volpi, procioni, moffette e pipistrelli.
  • Quando bisogna vaccinare il cane contro la rabbia?
    La vaccinazione antirabbica è fondamentale per la prevenzione e dovrebbe essere effettuata a partire dalla dodicesima settimana di vita del cucciolo. È essenziale che il soggetto sia perfettamente sano al momento della somministrazione del vaccino. Successivamente, saranno necessari richiami periodici secondo le indicazioni del veterinario e le normative locali vigenti. In Italia, nonostante la malattia sia stata debellata, la vaccinazione rimane obbligatoria per i cani che viaggiano all'estero o in aree a rischio, ed è fortemente consigliata per garantire la sicurezza dell'animale e della collettività.
  • Cosa devo fare se il mio cane viene morso da un animale selvatico?
    In caso di morso da animale selvatico o sconosciuto, è cruciale agire tempestivamente. Contatta immediatamente il tuo veterinario per una valutazione e per la gestione della ferita. Ricorda che la rabbia va denunciata alle autorità sanitarie competenti, dato l'elevato rischio di contagio zoonotico. Non aspettare la comparsa dei sintomi, poiché l'incubazione può variare in base alla distanza del morso dal sistema nervoso centrale: più il morso è vicino alla testa, più rapida sarà la progressione della malattia. La profilassi post-esposizione deve essere valutata dallo specialista.

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