rabbia cane


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Che cos'è la rabbia

Con il termine rabbia si intende una gravissima malattia infettiva che colpisce tutti gli animali a sangue caldo ed è causata da un virus appartenente alla famiglia dei Rhabdoviridae che si trasmette attraverso la saliva. La rabbia colpisce principalmente i cani e alcuni animali selvatici come le volpi, i procioni e le moffette. Può essere trasmessa anche all’uomo attraverso il morso di un animale infetto. L’incubatore principale del virus è il pipistrello e il contagio avviene sempre o attraverso una ferita, o tramite un morso. La rabbia è una malattia altamente contagiosa, vista la facilità con cui si trasmette. Basta, infatti, un morso per far si che da un animale passi ad un altro e così via. La rabbia è una malattia mortale e difficilmente curabile per il cane. Può avere gravissime conseguenze anche se a contrarla è l’uomo. La malattia interessa principalmente il sistema nervoso e le ghiandole salivari dell’animale e si divide in tre fasi: la prodomica, la furiosa e la paralitica. Ciascuna fase si manifesta con sintomi precisi e ben individuabili e porta alla morta nel giro di pochi giorni. In passato la rabbia era una malattia molto diffusa, ma, oggi è presente soprattutto nei paesi poco sviluppati. Si tratta di una malattia conosciuta fin dall’antichità, tanto che sono stati trovati riferimenti in documenti risalenti al 500 a.C. In Italia la rabbia è stata debellata come anche in Australia, Giappone e Gran Bretagna, anche se recentemente sono stati registrati casi sporadici in alcune regioni del nord-est.
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Cause rabbia

La rabbia, conosciuta anche come poliencefalite virale, è causata dal morso di animali infetti. La trasmissione è quindi sempre diretta e si registra soprattutto negli animali a sangue caldo. Il virus responsabile della rabbia si trova nelle ghiandole salivari dell’animale infetto e viene trasmesso alle fibre muscolari dell’animale sano attraverso un morso o la contaminazione di una ferita con la saliva. Una volta arrivato nelle fibre muscolari il virus della rabbia si replica e si sposata nelle fibre nervose raggiungendo in breve tempo il sistema nervoso centrale. L’ultima fase di diffusione riguarda il sistema salivare dove si moltiplica nuovamente in funzione del contagio. Se non curata in tempo la rabbia porterà nell’arco di poche settimane alla paralisi e alla morte dell’animale. L’incubatore del virus è il pipistrello.

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Sintomi rabbia

rabbia cane La rabbia presenta sintomi e segni clinici facilmente individuabili che riguardano principalmente delle alterazioni nel comportamento del cane. Si registrano, infatti, repentini cambi di umore con timidezza, aggressività, irritabilità e estrema eccitabilità. A questi primi sintomi si aggiungono poi salivazione abbondante, febbre, convulsioni, mancanza di coordinazione e infine paralisi. Lo step finale è rappresentato dal decesso dell’animale. Il periodo di incubazione della malattia può variare in base all’età de cane e al punto in cui è stato morso. Più il morso è vicino alla testa più veloce sarà l’incubazione della malattia, poiché il virus viaggia lungo il sistema nervoso centrale. La rabbia si divide in tre fasi, la prima che è detta prodomica, la seconda che è quella furiosa e la terza che è detta paralitica. La prima fase dura circa 3 giorni e si possono osservare segnali come nervosismo, febbre e tentativi di isolamento da parte del cane che diventa irritabile. La pupilla comincia a dilatarsi e nella zona del morso può comparire prurito. La fase furiosa, invece, dura fino a 7 giorni e si manifesta con agitazione ed estrema irritabilità. In questa fase i cani abbaiano continuamente sono foto fobici e eccitabili. Si nota la tendenza a cercare di morsicare oggetti frutto della loro immaginazione. Appaiono disorientati e possono avere degli attacchi epilettici. L’ultima forma, quella paralitica, può durare fino a 10 giorni ed è caratterizzata dalla progressiva paralisi dei muscoli del corpo. Si nota la formazione di saliva schiumosa e l’impossibilità di deglutire a seguito della paralisi dei muscoli della gola. La morte sopraggiunge dopo poco per insufficienza respiratoria.


Diagnosi e cura

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La rabbia viene diagnostica attraverso normali esami diagnostici come emocromo, analisi delle urine e test di immunofluorescenza. Se la diagnosi è positiva occorre ricoverare e isolare immediatamente l’animale all’interno di un recinto. In questa fase può essere trattato solo da persone esperte e competenti vista l’estrema imprevedibilità delle sue reazioni. I casi di rabbia vanno subito denunciati alle autorità competenti a causa dell’alto rischio di contagio connesso alla malattia. La malattia ha un decorso molto veloce e il cane quasi sempre muore nell’arco di pochi giorni. Attualmente non esistono cure efficaci per la rabbia e l’unica soluzione possibile è la prevenzione. La profilassi in questo caso prevede la vaccinazione dell’animale domestico a partire dalla 12esima settimana, più eventuali richiami. Il vaccino deve essere sempre effettuato su soggetti sani.




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