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Il tritone

Aggiornato il 06 aprile 20124 capitoli5 domande frequenti
tritone di pochi mesi

Caratteristiche

Il Tritone, conosciuto con il nome scientifico di Triturus, è un rettile anfibio appartenente alla famiglia delle Salemandridae. Il corpo è allungato e gracile con la coda posizionata lateralmente. Quest’ultima è lunga e provvista di una lamina natatoria che i tritoni utilizzano per spostarsi nell’acqua dove trascorrono gran parte della loro giornata. Gli esemplari della specie hanno generalmente una colorazione molto vistosa e nel periodo della riproduzione il maschio diventa giallo con macchie nere, mentre, la coda diventa azzurra sopra e color arancio sotto. La femmina ha colori meno appariscenti che variano dal giallo al marrone scuro. A seconda della specie possono misurare da un minimo di 8 centimetri ad un massimo di 18. La lingua è protrattile. I tritoni come tutte le salamandre riescono a rigenerare oltre alla coda anche gli arti e persino il cristallino degli occhi. Questi anfibi si nutrono principalmente di larve, invertebrati, zanzare e insetti e sono famosi per essere molto voraci. Sono attivi generalmente da metà febbraio fino ad ottobre. In inverno vanno in letargo rifugiandosi sotto tronchi e cortecce nel sottobosco vicino allo specchio d’acqua colonizzato. In realtà le abitudini possono cambiare a seconda della specie, esistono specie che passano praticamente tutto il tempo in acqua e quindi tendono a non andare in letargo e altre che, invece, trascorrono buona parte della giornata sulla terra ferma tuffandosi in acqua solo per mangiare e per accoppiarsi.

Habitat naturale e distribuzione

I tritoni vivono in Europa, in America e in Asia. In Europa si trovano in Italia, dove sono presenti quasi in tutte le regioni comprese quelle alpine e appenniniche, in Austria, in Polonia, in Ungheria, in Romania, nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in Germania. Il tritone torosa è originario, invece, dell’America settentrionale e in particolare della zona della California. In estremo oriente è presente il genere Cynops, la cui specie più nota è originaria del Giappone, ed è caratterizzata dalla colorazione del ventre rosso fuoco. I tritoni sono una specie prevalentemente acquatica. Il loro habitat naturale è dato da stagni e specchi d’acqua paludosi dove trovano una grande quantità di insetti e di larve che sono alla base della loro alimentazione. Prediligono climi temperati con inverni freddi ed estati calde. A seconda della specie trascorrono, più o meno tempo, immersi nell’acqua. In primavera, al risveglio dal letargo invernale, i tritoni migrano verso i laghetti dove poi si accoppieranno.

Riproduzione

I tritoni sono una specie ovipara e si riproducono per mezzo di uova che vengono deposte dalla femmina una volta fecondate. La stagione degli amori per i tritoni coincide con il risveglio dal letargo in primavera. L’accoppiamento vero e proprio è preceduto da un lungo e complesso corteggiamento. Nel periodo degli amori i maschi cambiano colore assumendo quella che viene definita ‘livrea nunziale’ e sviluppano creste, frange caudali e zampe palmate. Durante l’accoppiamento il tritone fa vibrare la coda in modo che le sue spermatofore raggiungano la femmina per fecondare le uova. Dopo circa sette giorni vengono deposte una ventina di uova che vengono fissate singolarmente alle foglie delle piante acquatiche. Appena deposte hanno l’aspetto di piccoli puntini trasparenti bianchi al centro, ma, già dopo due settimane si comincia ad intravedere l’embrione formato. La schiusa avviene dopo circa un mese. I piccoli, appena nati, passeranno i primi tre mesi di vita in acqua nutrendosi di crostacei e molluschi acquatici. In questa fase sono estremamente voraci e possono verificarsi anche episodi di cannibalismo. Intorno al terzo mese di vita subiranno la metamorfosi trasformandosi da girini a tritoni in miniatura. I predatori dei girini di tritone sono le larve di insetti acquatici, rettili e anfibi.

Tritoni italiani

Il genere Triturus comprende in totale sette specie di cui quattro sono diffuse anche in Italia. Si tratta del tritone alpestre, del tritone vulgaris, del tritone italicus e del tritone punteggiato. Il tritone alpestre è diffuso soprattutto lungo le Alpi, in Liguria e in parte sull’Appennino centrale. E’ la specie più a rischio tra i tritoni italiani poichè è quella meno adattabile all’inquinamento del proprio habitat naturale. Il tritone vulgaris è grande al massimo 9 centimetri ed è la specie più diffusa sul territorio nazionale. Vive negli stagni, nei laghetti, nelle pozze e anche nei canali di irrigazione. E'il più adattabile di tutti. Il tritone italiano, è il più piccolo del gruppo con i suoi 6,5 centimetri. Vive nel Lazio, in Campania e nel Molise. Passa tutto il suo tempo in acqua nutrendosi di zanzare e invertebrati. Agli specchi d’acqua naturali preferisce quelli artificiali. Il tritone punteggiato con i suoi 18 centimetri di lunghezza è, infine, il tritone più grande presente sul territorio italiano. Vive nelle regioni dell’Italia centrale e settentrionale. Tutti i tritoni italiani vivono in acque ferme e ricche di vegetazione sommersa.

Domande frequenti

  • È possibile tenere un tritone come animale domestico?
    No, i tritoni sono animali selvatici protetti e non dovrebbero mai essere catturati dall'ambiente naturale né tenuti in cattività senza autorizzazione specifica. La legislazione italiana ed europea tutela rigorosamente queste specie per preservarne la biodiversità. Inoltre, i tritoni richiedono condizioni ambientali complesse e specifiche, difficili da replicare fedelmente in un acquario domestico, e lo stress legato alla cattura e alla detenzione spesso ne causa la morte rapida. Se ti affascina questo animale, l'unica opzione responsabile è osservarlo nel suo habitat naturale rispettando il distacco necessario e proteggendone l'ecosistema.
  • Quali sono le principali differenze tra i tritoni italiani?
    In Italia convivono quattro specie principali distinguibili per taglia e distribuzione geografica. Il Tritone Italico è il più piccolo (circa 6,5 cm), vive prevalentemente in acqua nel Centro-Sud ed è adattabile agli specchi d'acqua artificiali. Il Tritone Comune (Vulgaris) raggiunge i 9 cm, è il più diffuso e resistente, presente ovunque ci siano stagni o canali. Il Tritone Alpino si trova nelle zone montuose ed è il più sensibile all'inquinamento. Infine, il Tritone Punteggiato è il più grande (fino a 18 cm), tipico del Nord e Centro Italia, caratterizzato da macchie scure evidenti e una forte dipendenza dalle acque ferme ricche di vegetazione.
  • Come si riproducono i tritoni e quanto durano le fasi vitali?
    La riproduzione avviene in primavera, subito dopo il letargo, attraverso un complesso corteggiamento acquatico dove il maschio deposita sacchetti contenenti spermatozoi che la femmina raccoglie. Le uova vengono deposte singolarmente sulle piante acquatiche e schiudono dopo circa un mese. I piccoli nascono come larve acquatiche simili a girini, nutritsi di piccoli invertebrati. Dopo circa tre mesi subiscono la metamorfosi, sviluppando arti e polmoni per diventare tritoli terrestri. È importante notare che durante la fase larvale può verificarsi cannibalismo se le risorse alimentari sono scarse o se i piccoli sono troppo vicini tra loro.
  • Cosa mangiano i tritoni e quando sono attivi?
    I tritoni sono carnivori e molto voraci. Da adulti si nutrono principalmente di insetti, larve, zanzare, lombrichi e altri piccoli invertebrati. Nella fase larvale acquatica, il loro regime alimentare include crostacei e molluschi microscopici. Sono attivi tipicamente da metà febbraio a ottobre; durante i mesi invernali freddi vanno incontro a letargo, rifugiandosi nel fango o sotto tronchi e pietre vicino ai corpi idrici. Alcune specie acquatiche potrebbero non ibernarsi completamente se le temperature dell'acqua non scendono troppo, mantenendo un'attività ridotta ma presente.
  • Dove vivono i tritoni in natura e quali habitat preferiscono?
    I tritoni abitano Europa, Asia e America Settentrionale. In Europa, e specificamente in Italia, popolano quasi tutte le regioni, dalle pianure alle aree alpine, purché vi siano specchi d'acqua dolce. Preferiscono ambienti umidi come stagni, paludi, laghetti e canali di irrigazione ricchi di vegetazione acquatica sommersa, fondamentale per la deposizione delle uova e il mimetismo. Prediligono climi temperati con inverni freschi ed estati calde. La presenza di vegetazione densa è cruciale sia per la riproduzione che per la protezione dai predatori terrestri e acquatici durante le varie fasi del loro ciclo vitale.

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