Quando l'accappatoio serve davvero dopo una passeggiata bagnata
L'accappatoio per cani non è un capo da mettere a ogni goccia d'acqua, ma diventa utile in alcune situazioni precise che in autunno si ripetono spesso. La prima è il rientro con il pelo zuppo fino alla cute: l'acqua che evapora dal mantello sottrae calore al corpo e, con le temperature che scendono, il cane resta infreddolito molto più a lungo di quanto sembri. Se la casa non è ancora riscaldata o se l'animale dorme in una zona fresca, avvolgerlo in un tessuto assorbente appena varcata la porta accorcia molto i tempi di asciugatura e gli evita di sdraiarsi bagnato sulla cuccia. La seconda situazione è il viaggio in auto dopo la passeggiata: con l'accappatoio indosso il cane può salire subito sui sedili senza inzuppare i tessuti e senza lasciare in abitacolo quel forte odore di pelo umido. Se invece il tuo cane ha un mantello folto con sottopelo, esce solo per pochi minuti e rientra in un ambiente caldo, valuta se davvero gli serve: spesso un buon asciugamano e un po' di movimento bastano. Dove invece la passeggiata è lunga e il pelo si bagna in profondità, l'accappatoio fa la differenza.
Quali cani ne traggono più beneficio
Ripartendo da quanto detto, i cani che guadagnano di più da un'asciugatura rapida e avvolgente sono quelli che faticano a conservare il calore corporeo. Rientrano in questo gruppo i soggetti anziani, quelli convalescenti o con difese immunitarie indebolite e i cuccioli, che si raffreddano in fretta e impiegano più tempo a riscaldarsi. Lo stesso vale per le razze prive di sottopelo o con pelo raso, come levrieri, whippet, boxer e bulldog francesi: il loro mantello trattiene poca aria e, una volta bagnato, non offre quasi nessun isolamento, quindi vanno asciugati con cura dopo ogni uscita sotto la pioggia. Un aspetto meno conosciuto riguarda la cosiddetta coda fredda, un disturbo che può comparire nei cani esposti ad acqua molto fredda o dopo sforzi intensi e che si manifesta con la coda tenuta in posizione innaturale e dolorante. Nei soggetti predisposti, in genere cani da riporto e da lavoro che amano i tuffi, un'asciugatura accurata della zona lombare e della base della coda è una precauzione sensata. Se noti la coda abbassata e rigida dopo una giornata di pioggia, non improvvisare rimedi: rivolgiti al veterinario, che saprà distinguere questo problema da altre cause.
Microfibra o spugna: tessuto, taglia e chiusure da valutare
Una volta stabilito che l'accappatoio serve, la scelta del tessuto incide sull'uso quotidiano. La microfibra assorbe molta acqua in rapporto al suo peso, è leggera anche da bagnata e si asciuga in poche ore stesa in casa, quindi è pratica se la usi quasi ogni giorno. La spugna di cotone è più spessa e piacevole al tatto, ma trattiene l'umidità più a lungo e appesantisce il capo, perciò si presta meglio a chi ha il tempo di farla asciugare bene tra un'uscita e l'altra. Esistono anche modelli con coperture per le zampe, utili per i cani che rientrano con gli arti infangati fino al gomito, e versioni con cappuccio per chi ha orecchie lunghe e pendenti che restano bagnate a lungo. La taglia va presa con il cane in piedi, misurando la lunghezza del dorso dalla base del collo all'attaccatura della coda e la circonferenza del torace nel punto più ampio. L'accappatoio non deve stringere, perché ostacolerebbe il movimento e la circolazione, ma nemmeno scivolare di lato appena il cane si scrolla. Controlla che l'apertura per la testa sia abbastanza ampia, soprattutto per le razze dal cranio largo, e che la chiusura sulla pancia sia regolabile, con velcro o fibbia, in modo da adattarla a un cane che cambia peso con le stagioni.
Come usarlo bene e tenerlo pulito
Il momento migliore per infilare l'accappatoio è subito al rientro, sull'uscio o nel bagagliaio, prima che il cane si scrolli in casa e si sdrai sul suo cuscino. Tampona rapidamente muso e orecchie con un angolo del tessuto, poi lascialo indosso finché il pelo non risulta solo leggermente umido al tatto, controllando con le dita vicino alla cute e non in superficie. Non tenerlo addosso per ore: un tessuto zuppo a contatto con la pelle crea un ambiente umido che favorisce cattivi odori e irritazioni, e nei cani a pelo lungo rende più difficile sciogliere i nodi. Quando lo togli, una passata di spazzola aiuta a far circolare aria tra i peli e completa l'asciugatura. Per la manutenzione segui l'etichetta del produttore, ma tieni presente che la microfibra perde capacità assorbente se la lavi con l'ammorbidente, perché le fibre si rivestono di una pellicola che respinge l'acqua. Lava il capo a parte dai tuoi indumenti, fallo asciugare completamente prima di riporlo e, se lo usi tutti i giorni, valuta di averne due da alternare: così ne hai sempre uno pronto e asciutto e l'altro ha il tempo di essere lavato e arieggiato, senza che il cane si ritrovi avvolto in un tessuto ancora umido dall'uscita precedente.





