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Cuccia riscaldata per gatti: tipi, consumi e sicurezza

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
I tre tipi di cuccia riscaldata: elettrica, autoriscaldante e da esterno

I tre tipi di cuccia riscaldata: elettrica, autoriscaldante e da esterno

Quando le temperature scendono il gatto cerca da solo i punti più caldi della casa, dal termosifone al computer acceso, e una cuccia riscaldata per gatti non fa che offrirgli quel tepore in un posto scelto da te. I modelli in commercio si dividono in tre famiglie. La cuccia elettrica contiene una resistenza a bassa potenza, spesso regolata da un termostato, che porta la superficie a una temperatura vicina a quella corporea del gatto, attorno ai 38 gradi; in molti modelli l'elemento si attiva solo quando l'animale si sdraia sopra. La cuccia autoriscaldante non ha né cavo né spina: uno strato interno riflettente, simile a quello delle coperte termiche, restituisce al gatto il calore che il suo corpo emette, con un effetto più delicato ma sufficiente in un appartamento riscaldato. La terza famiglia è quella delle casette da esterno coibentate, con pareti in legno o plastica isolante e un cuscino riscaldante impermeabile all'interno: servono ai gatti che vivono in giardino o in cortile e devono resistere a pioggia e umidità. Valuta prima di tutto dove dormirà il gatto e quanto freddo fa in quel punto, perché da questo dipende quale delle tre soluzioni ha davvero senso.

Quanto consuma una cuccia riscaldante elettrica

Il timore più comune riguarda la bolletta, ma i consumi di una cuccia riscaldante da interno sono molto contenuti. I tappetini e i cuscini a bassa tensione lavorano con potenze di pochi watt, paragonabili a quelle di una lampadina a led, e molti si accendono solo al contatto con il corpo del gatto, quindi restano quasi spenti per gran parte della giornata. Anche lasciandoli collegati per tutto l'inverno la spesa resta nell'ordine di pochi euro al mese. Diverso il discorso per i cuscini da esterno, che devono contrastare temperature ben più basse: le potenze salgono ad alcune decine di watt e il consumo cresce di conseguenza, pur rimanendo lontano da quello di una piccola stufa. Se vuoi ridurre ulteriormente l'energia usata, preferisci i modelli con termostato regolabile e tienili alla temperatura più bassa che il gatto gradisce, oppure collega la cuccia a una presa con timer per spegnerla nelle ore in cui l'animale è altrove. Per il gatto di casa che dorme in una stanza già riscaldata, una cuccia autoriscaldante senza corrente è spesso sufficiente e azzera del tutto il problema dei consumi.

Sicurezza: cavo antimorso, termostato e spazio per allontanarsi dal calore

La sicurezza è il punto su cui non conviene risparmiare. Controlla che il cavo sia rivestito in acciaio intrecciato o comunque antimorso, perché un gatto può rosicchiarlo, e che l'alimentatore resti fuori dalla cuccia e lavori a bassa tensione, così che nel tessuto circoli una corrente innocua. Il termostato deve impedire alla superficie di superare di molto la temperatura corporea del gatto: un calore eccessivo e prolungato, soprattutto su un animale anziano che fatica a spostarsi, può causare arrossamenti o piccole ustioni. Per lo stesso motivo non coprire mai la cuccia con coperte aggiuntive, che trattengono il calore e fanno salire la temperatura oltre quella prevista. Scegli un modello abbastanza ampio da permettere al gatto di spostarsi su una zona non riscaldata quando ha caldo, oppure sistema il tappetino solo su una parte del giaciglio. A ogni inizio di stagione verifica che cavo e spina siano integri e, per il lavaggio, togli l'elemento riscaldante se il modello lo consente, altrimenti lava solo la fodera. All'aperto usa soltanto cuscini dichiarati impermeabili, collegati a una presa protetta dalla pioggia. Se il gatto è molto anziano, convalescente o appena operato, chiedi al veterinario se il calore artificiale è indicato nel suo caso.

Quale cuccia scegliere per il tuo gatto e dove sistemarla

Il tipo di cuccia dipende soprattutto da chi la userà. Un gatto anziano o con problemi articolari trae beneficio dal calore costante di un modello elettrico con termostato, perché il tepore rilassa la muscolatura e rende più comodo il risveglio; per un gatto adulto in salute che vive in casa basta spesso la versione autoriscaldante. Se invece il gatto passa le notti fuori, orientati su una casetta coibentata con ingresso piccolo e rialzato da terra, così da limitare le correnti e l'umidità risalente, e aggiungi il cuscino riscaldante solo se disponi di una presa esterna sicura. Sistema la cuccia in un angolo tranquillo, lontano da porte e finestre ma non attaccata al termosifone, e lasciala spenta i primi giorni perché il gatto la esplori con calma: accendila solo quando avrà iniziato a usarla spontaneamente. Se la ignora, prova a spostarla in un punto rialzato o in quello dove già dorme d'abitudine, perché per un gatto la posizione conta più dell'imbottitura.

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