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Allevamento asini

Aggiornato il 18 giugno 20124 capitoli5 domande frequenti
Allevamento asini

Origini e storia

Le prime testimonianze paleontologiche dell'allevamento degli asini sono state ritrovate in Africa, nella zona della Numidia e del Basso Egitto, e sarebbero risalenti al periodo compreso fra il 7.000 e il 4.000 AC. Ciò vale a testimonianza che l'asino è stato da sempre a fianco dell'uomo come valido aiutante nel lavoro duro dei campi e sopratutto come animale da soma, capace di grande resistenza e forza e con una capacità di adattamento molto alta, riuscendo a nutrirsi bene anche con foraggio scarso. In Europa, invece, le prime testimonianze dell'allevamento asinino si datato intorno all'età del Bronzo e/o all'Età del Ferro, probabilmente portato nel Vecchio Continente durante le migrazione delle popolazioni africane. Sempre in tema di migrazioni, il mulo, ossia l'esemplare nato da un incrocio fra un asino ed una giumenta, lo si ritrova per la prima volta in Asia Minore verosimilmente portato dalle popolazioni mongole immigrate. Inoltre, altre testimonianze paleontologiche sono state ritrovate nelle zone della Mesopotamia, della Siria, della Persia, in Russia ed in Mongolia. L'importanza dell'allevamento asinino nel corso dei secoli è testimoniato anche da numerosi scritti e rappresentazioni grafiche che permettono di capire gli usi e gli utilizzi di questi animali all'interno delle comunità umane, dalla semplice produzione di latte, fino a innalzare l'asino stesso ad un vero e proprio dio come nel caso di alcune popolazioni africane che praticavano l'onolatria. A partire dal dopoguerra e sopratutto nelle regioni più industrializzate, l'utilizzo dell'asino, sia per scopi lavorativi che alimentari, venne progressivamente ridotto in quanto la diffusione delle auto e delle moderne macchine agricole prese lentamente il sopravvento. Stesso discorso per altri tipi di allevamento animale, che vennero preferiti a quello asinino. Solo negli ultimi anni, invece, si è assistito ad un ritorno d'interesse per l'allevamento degli asini, sopratutto in virtù del fatto che il latte d'asina è considerato un prodotto molto prelibato e quindi caro (circa 10 euro al litro), e conseguentemente ottima fonte di reddito. Inoltre, grazie al carattere docile di questo animale, questi viene sempre più impiegato nella pet – therapy (onoterapia).

Tipi di allevamento

Per quanto concerne l'Italia, la presenza di allevamenti asinini è prettamente concentrata sulla produzione di latte: infatti, questo sarebbero del tutto simile al latte materno umano, ideale per i bambini (o anche per gli adulti) che soffrono di allergie e/o intolleranze al latte vaccino, senza contare la componete dei nutrienti che supera di gran lunga quella di altri tipi di latte prodotti da altri animali. Nel tempo il latte d'asina è divenuto anche un vero e proprio ritrovato di benessere per la bellezza e la salute, alimentato anche da pseudo leggende che vedevano Poppea, la seconda moglie dell'imperatore romano Nerone, fare un bagno quotidiano in una vasca ricolma di latte d'asina, soluzione che ne avrebbe mantenuta intatta la sua straordinaria bellezza estetica. Della stessa “scuola” di pensiero anche Cleopatra, che per prima pare abbia lanciato questa moda in Egitto molto prima di Poppea a Roma, e Paolina Buonaparte. Fra leggenda e realtà, invece, il latte d'asina si dimostra molto utile oltre che per l'alimentazione umana, anche per l'utilizzo cosmetico, in quanto ha un grande potere idratante e vien impiegato per la produzione di saponi e creme. L'allevamento per la produzione di carne, invece, è relegato solo in parte all'Italia, mentre risulta più esteso e praticato nelle regioni d'Europa e del resto del mondo che vivono in uno stato di meccanizzazione agricola più lenta. Nonostante ciò, la carne d'asino di rivela ottima sopratutto per la produzione di insaccati tipici.

Nozioni basilari

In generale, però, possiamo dire che l'allevamento asinino non richiede tantissime cure, in quanto siamo davanti ad un animale molto frugale e resistente, che riesce a nutrirsi anche con foraggio non nobile ma che, al contrario, pretende acqua pulita e fresca tutti i giorni. È bene precisare, però, che ciò non significa che un asino vada allevato senza garantirgli determinate ed essenziali cure: infatti, tutti gli animali necessitano di un ricovero adatto alle proprie esigenze, dove all'interno andranno collocate le giuste aree utili per l'abbeveramento, la nutrizione, la mungitura, ecc. Fondamentale anche una lettiera in fieno. Molto importante è anche il pascolo da mettere a disposizione degli animali, che generalmente dovrebbe aggirarsi sui 300 metri quadri per capo, in modo tale da garantire ad ogni animale lo spazio giusto per l'alimentazione e per il movimento. All'interno del pascolo non dovrà mancare una buca di sabbia, per consentire all'animale una difesa attiva dai parassiti della pelle: le dimensioni medie della buca dovranno essere di circa 150 x 150 centimetri, con profondità di 10 - 20 centimetri. Inoltre restano essenziali vaccinazioni eventuali e cure mediche obbligatorie per la salute ed il benessere animale.

Riproduzione

Per quanto concerne la riproduzione degli asini, i maschi raggiungono la maturità sessuale intorno ai 18 – 24 mesi, mentre le femmine risultano più precoci in quanto sono già pronte intorno ai 15 – 18 mesi. La fase del calore si manifesta negli esemplari femminili solo in primavera, e dura circa 2 giorni con riprese ogni due o quattro settimane nel caso in cui l'asina non sia stata fecondata. I maschi, al contrario, sono sempre pronti per la fecondazione. Naturalmente i periodi su descritti sono indicativi, in quanto questi possono variare a seconda della razza e dall'alimentazione degli animali. Durante il periodo dell'estro, la femmina si comporta in modo irrequieto e presenta forte inappetenza, se libera, invece, mostra la sua condizione galoppando o addirittura saltellando. Una volta fecondata, la gestazione dura ben 12 mesi, a volte anche 380 giorni. Solitamente durante il parto è sempre consigliabile la presenza di un veterinario o comunque di un esperto in materia.

Domande frequenti

  • Quali sono i costi principali e i proventi legati all'allevamento degli asini?
    L'allevamento asinino moderno si concentra principalmente sulla produzione di latte, un prodotto di nicchia dal valore elevato, che può raggiungere i 10 euro al litro, garantendo un buon margine di reddito. Tuttavia, bisogna considerare i costi iniziali per le strutture, come recinti adeguati e ricoveri, e quelli di gestione quotidiana. Oltre al latte, esiste il mercato della carne, diffuso soprattutto fuori dall'Italia, e il settore onoterapeutico. La redditività dipende dalla capacità di commercializzare il latte fresco o trasformato in cosmetici, sfruttando le sue proprietà nutritive simili al latte umano e l'uso estetico.
  • Quanto spazio è necessario per ogni asino?
    Per garantire il benessere fisico e psicologico dell'animale, è fondamentale fornire un pascolo sufficiente. Le linee guida suggeriscono almeno 300 metri quadri per ogni capo, permettendo movimento libero e accesso a foraggio naturale. All'interno di quest'area deve essere presente una buca di sabbia, larga circa 150x150 cm e profonda 10-20 cm, essenziale per la salute della pelle poiché aiuta l'asino a liberarsi attivamente dai parassiti cutanei. Inoltre, è indispensabile prevedere un ricovero coperto per proteggere gli animali dalle intemperie e garantire aree dedicate alla nutrizione e alla mungitura.
  • Come si gestisce l'alimentazione e l'idratazione degli asini?
    Gli asini sono animali estremamente frugali e resistenti, capaci di prosperare anche con foraggi di qualità inferiore rispetto ad altri bovini o equini. Non richiedono diete costose o 'nobili'. Tuttavia, hanno un requisito assoluto e non negoziabile: devono avere sempre a disposizione acqua pulita e fresca, da bere quotidianamente. L'alimentazione base consiste prevalentemente in fieno di buona qualità. Questa dieta semplice riduce i costi di gestione, ma richiede attenzione costante alla disponibilità idrica e alla pulizia delle abbeveratoi per prevenire infezioni o problemi digestivi.
  • Quali sono i tempi di riproduzione e gestazione dell'asina?
    La maturità sessuale varia tra i sessi: i maschi sono pronti verso i 18-24 mesi, mentre le femmine mostrano segni di estro prima, intorno ai 15-18 mesi. Il ciclo riproduttivo femminile è stagionale, manifestandosi principalmente in primavera, con cicli brevi di circa due giorni. Se non avviene la fecondazione, il calore si ripete ogni 2-4 settimane. La gravidanza è piuttosto lunga, durando mediamente 12 mesi, ovvero circa 365-380 giorni. Data la complessità del parto, si consiglia sempre la presenza di un veterinario esperto durante il parto per monitorare madre e puledro.
  • A cosa serve il latte d'asina e quali sono i suoi usi?
    Il latte d'asina è apprezzato per la sua composizione chimica molto simile a quella del latte materno umano, rendendolo ideale per soggetti con allergie o intolleranze al latte vaccino, inclusi neonati e adulti. Oltre all'alimentazione diretta, è ampiamente utilizzato nell'industria cosmetica grazie alle sue eccellenti proprietà idratanti e lenitive. Viene impiegato nella produzione di saponi, creme e detergenti delicati. Storicamente associato a figure come Cleopatra e Poppea per i benefici sulla pelle, oggi il suo valore commerciale è alto, sostenuto sia dalla domanda alimentare che da quella per la cura della persona.

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