Perché l'asino teme l'umidità più del freddo
L'asino discende da animali adattati a regioni aride e il suo mantello conserva questa eredità: il pelo è fitto ma privo dello strato di grasso protettivo che rende il manto del cavallo relativamente impermeabile. Quando piove a lungo, l'acqua arriva fino alla pelle e il pelo bagnato perde quasi tutto il suo potere isolante. Per questo l'asino d'inverno tollera bene le giornate fredde e secche, mentre soffre davvero le settimane umide dell'autunno, quando pioggia, nebbia e fango si alternano senza che il mantello abbia il tempo di asciugarsi. Osserva i tuoi animali nei giorni di pioggia: se restano fermi con la schiena arcuata, le orecchie abbassate e il pelo gocciolante, significa che stanno spendendo energie per mantenere la temperatura. Un asino che si raffredda in modo prolungato è più esposto a problemi respiratori e alla perdita di condizione, soprattutto se anziano o molto giovane. Prepara quindi il ricovero già a inizio autunno, prima delle prime perturbazioni, perché il periodo più delicato non è il gelo di gennaio ma l'umidità che lo precede.
Il riparo giusto: asciutto, ventilato e sempre accessibile
Il ricovero non deve essere una stalla chiusa e calda, ma un ambiente asciutto in cui l'asino possa entrare e uscire liberamente. Una tettoia a tre lati con l'apertura lontana dai venti dominanti funziona meglio di un box serrato: l'aria circola, la condensa non si forma e l'animale sceglie da solo quando ripararsi. Controlla che il tetto non goccioli e che il pavimento sia più alto del terreno circostante, così l'acqua di scolo non entra e la lettiera resta asciutta. Se il fondo è in terra battuta, valuta uno strato drenante di ghiaia sotto la paglia, perché il fango dentro il riparo è dannoso quanto quello del paddock. La lettiera va rinnovata spesso, togliendo ogni giorno le parti bagnate e aggiungendo materiale pulito: una lettiera umida annulla il vantaggio del tetto e favorisce i problemi agli zoccoli. Dimensiona lo spazio in base al numero di animali, ricordando che gli asini sono sociali e vogliono ripararsi insieme; se il soggetto più timido resta fuori perché il dominante occupa l'ingresso, il ricovero è troppo piccolo. Una coperta impermeabile ha senso solo per un asino anziano, tosato o convalescente, e va tolta e controllata ogni giorno.
Zoccoli e fango: pulizia quotidiana e pareggio regolare
Lo zoccolo dell'asino è più verticale e stretto di quello del cavallo e il suo corno tende ad assorbire l'umidità con facilità. Settimane di fango ammorbidiscono la suola e il fettone, la parte elastica a forma di cuneo al centro del piede, aprendo la strada al marciume del fettone, un'infezione batterica che si riconosce dall'odore acre e da un materiale scuro e molle nei solchi laterali. Prendi l'abitudine di sollevare e pulire i quattro piedi ogni giorno con il nettapiedi, togliendo fango e sassi e controllando che il fettone resti compatto e senza cattivo odore; se noti i primi segni, chiama il veterinario o il maniscalco prima che l'infezione raggiunga i tessuti sensibili. Il modo più efficace per proteggere gli zoccoli dell'asino d'inverno è però ridurre il tempo passato nel bagnato. Sposta mangiatoie e abbeveratoio su un fondo stabilizzato con ghiaia o su una platea, perché è intorno a questi punti che il terreno si trasforma in pantano. Mantieni il calendario del pareggio anche nella stagione fredda: un piede lungo o sbilanciato trattiene più fango e si sfalda più facilmente. Un asino con i piedi puliti e asciutti si muove volentieri anche nei mesi freddi, e il movimento aiuta a sua volta la salute del piede.
Fieno, paglia e acqua: come alimentare l'asino nei mesi freddi
Con il freddo l'asino consuma più energia per riscaldarsi, ma questo non autorizza a passare a mangimi o cereali: il suo metabolismo è nato per trarre il massimo da alimenti poveri e un eccesso di zuccheri e amidi porta a sovrappeso, laminite e disturbi digestivi. La base della razione invernale resta il fieno di buona qualità, senza polvere e muffe, integrato con paglia pulita da masticare a lungo: la digestione della fibra produce calore e tiene l'animale occupato nelle ore in cui il pascolo non offre più nulla. Distribuisci il foraggio in più pasti o in una rete a maglie strette, al riparo dalla pioggia, perché il fieno bagnato fermenta e viene rifiutato. Controlla la condizione fisica con le mani, non solo con gli occhi: il pelo invernale lungo nasconde sia il grasso in eccesso sia le costole sporgenti, quindi palpa collo, dorso e bacino con regolarità. L'acqua va tenuta sempre disponibile e non gelata, rompendo il ghiaccio più volte al giorno o usando un abbeveratoio riscaldato se disponi dell'allaccio elettrico; un asino che beve poco con una dieta tutta secca rischia la colica. Lascia a disposizione il sale minerale e, se un animale smette di mangiare o appare abbattuto, chiama subito il veterinario, perché negli asini il digiuno si aggrava in fretta.





