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Alimentazione bovini

Aggiornato il 28 marzo 20124 capitoli5 domande frequenti
Alimentazione bovina

Informazioni generali

Ogni allevatore che si rispetti sa che per crescere la meglio i propri animali deve garantire loro la giusta alimentazione, variata in base all'età dei singoli esemplari a alla loro attitudine. Accadrà così che vacche da ingrasso e vacche da latte abbiano un'alimentazione differente una dall'altra, per meglio ottimizzare la produzione di carne o latte e per garantire loro il giusto apporto calorico per evitare eventuali problemi di salute e ritardi nella crescita. Tuttavia riuscire a definire la giusta alimentazione in funzione di tutte queste variabili non è sempre facile, anche perché errate razioni di cibo possono provocare stati di salute altalenanti, così come non garantire nessuna miglioria né nella produzione di latte e carne, né nella fertilità. Proprio per questo motivo, la maggior parte degli allevatori si rivolge a esperti alimentaristi animali che studiano la dieta da associare a ogni tipologia bovina presente in stalla, anche in funzione della particolare digestione che i ruminati hanno, molto differente da quella umana o da quella di tutti gli altri animali monogastrici.

Digestione

I bovini, essendo animali ruminati, hanno una digestione sicuramente differente da quella di altri mammiferi, in quanto posseggono 3 prestomaci, rumine, reticolo e omaso, e uno stomaco, l'abomaso. Questa caratteristica, che possiamo riscontrare anche negli ovini e nei bufali, permette ai bovini di digerire anche la cellulosa, alimento impossibile per l'alimentazione umana, in quanto la sua assunzione non produrrebbe energia utile. I bovini, invece, hanno la possibilità di nutrirsi con foraggi (paglia, fieno, erba, ecc.) e da questi ricavare la giusta energia grazie proprio alla particolarità dei 3 prestomaci, che “scandiscono” il processo biologico e nutritivo dell'animale nell'arco delle 24 ore: infatti, in media un ruminate trascorre durante la giornata 8 ore a mangiare, 8 ore a ruminare e 8 ore a dormire e quindi a digerire. Fa eccezione solo il vitello che, essendo ancora lattante, non è ancora stato svezzato con i foraggi e quindi ha tempi diversi. La fase di alimentazione, quindi, è molto importante per i bovini, tanto che potremmo idealmente scandirla in tre fasi: - prima fase: durante questa prima fase l'animale mastica brevemente i foraggi riducendoli in parti piuttosto grossolane, che verranno poi ingerite e rimarranno nel rumine fino al momento della ruminazione; - seconda fase: dopo aver mangiato a sufficienza, l'animale comincia a ruminare grazie agli alimenti che ritornano nuovamente in bocca per essere sminuzzati in parti più piccole e quindi meglio assimilabili. Una volta triturati i foraggi, il cibo viene nuovamente ingerito per passare alla fase successiva di digestione; - terza fase: il cibo rimandato nuovamente nel rumine subisce un processo di fermentazione che può durare dalle 24 fino alle 48 ore, durante le quali i foraggi vengono attaccati dai microrganismi per poi essere trasferiti lungo i due prestomaci e, infine, nello stomaco, dove verrà completata la digestione e gli scarti eliminati attraverso l'intestino.

Foraggi e foraggiere

I foraggi sono fondamentali nell'alimentazione bovina e ve ne sono di diversi tipi. Per foraggiere, invece, si intendono i vari tipi di pascolo dove l'animale può approvvigionarsi. Per quanto riguarda i foraggi, la legge Italia stabilisce che le farine animali sono vietate per l'alimentazione dei bovini, mentre invece sono ammessi tutti i foraggi naturali e derivati. Ecco una lista dei più comuni foraggi utilizzati in Italia: - Foraggi secchi: sono rappresentati da tutti i tipi di fieno essiccati parzialmente fino a ridurli ad una percentuale di acqua massima del 12 -13%. Sono alla base delle razioni alimentari di ogni allevamento bovino. Distinguiamo 3 diversi tipi di foraggi secchi: 1. fieno di prato naturale; 2. fieno di leguminose; 3. fieno bruno (tipico della pianura padana). - Foraggi freschi: sono i foraggi che vengono utilizzati durante il periodo primaverile ed estivo, quindi da maggio fino alla fine di settembre. Fra questi distinguiamo: 1. erbe polifite; 2. graminacee; 3. mais trinciato fresco, 4. leguminose. - Foraggi insilati: si ottengono mediante l'introduzione in silos metallici del foraggio che, al riparo dall'aria, dall'umidità e dalla luce, si trasforma e diviene ottimo per le lunghe conservazioni. Questo tipo di foraggi, però, è vietato per l'alimentazione dei bovini il cui latte viene destinato alla produzione di Parmigiano Reggiano.

Mangimi

Oltre ai foraggi, un ruolo molto importante assumono i mangimi, purché, come già detto in precedenza, siano di estrazione naturale. Fra questi distinguiamo: - le farine: di avena, mais e di estrazione di soia che vengono usate tutto l'anno come integratori per l'alimentazione bovina; - i panelli: sono delle specie di focacce realizzate dall'estrazione dell'olio da specifici semi e compattato con torchi discontinui; - gli expeller: sono delle specie di scaglie che si ottengono dall'estrazione dell'olio da semi specifici e compattato con torchi continui. I mangimi sono una fonte molto importante di energia e proteine che va a migliorare l'alimentazione degli animali e a fornire loro energia maggiore e quindi a coprire l'intero fabbisogno quotidiano.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale nella digestione tra bovini e altri mammiferi?
    I bovini sono ruminanti e possiedono uno stomaco complesso suddiviso in quattro compartimenti: rumine, reticolo, omaso e abomaso. A differenza degli animali monogastrici, questa struttura permette loro di digerire la cellulosa contenuta nei foraggi grazie alla fermentazione microbica nel rumine. Il processo richiede tempo: un bovino sano dedica circa otto ore al giorno all'alimentazione diretta, otto alla ruminazione e otto al riposo e alla digestione, garantendo un assorbimento ottimale dei nutrienti vegetali.
  • È vero che le farine animali sono vietate nell'alimentazione dei bovini?
    Sì, la normativa italiana ed europea vieta severamente l'utilizzo di farine di origine animale nell'alimentazione dei bovini. Questa misura precauzionale è stata introdotta principalmente per prevenire la diffusione di malattie neurodegenerative come l'Encefalopatia Spongiforme Bovina (la 'mucca pazza'). Gli allevatori devono pertanto affidarsi esclusivamente a fonti proteiche ed energetiche vegetali, come farine di cereali, legumi e soia, per garantire la sicurezza alimentare e la salute del bestiame.
  • Come cambia l'alimentazione di un vitello rispetto a un adulto?
    Il vitello neonato presenta un sistema digestivo diverso da quello dell'adulto: il suo rumine non è ancora sviluppato funzionalmente, quindi dipende quasi interamente dal latte materno o artificiale per i primi mesi di vita. Man mano che cresce, inizia a consumare solidi, stimolando lo sviluppo del rumine. Lo svezzamento graduale introduce foraggi e concentrati, trasformando progressivamente il suo apparato digerente verso quello tipico del bovino adulto ruminante, con tempi di masticazione e ruminazione che si normalizzano intorno ai sei mesi.
  • Che cosa sono i foraggi insilati e quando non vanno somministrati?
    Gli insilati sono foraggi conservati in silos ermetici, privi di aria e umidità, che subiscono un processo di fermentazione anaerobica permettendo una conservazione a lungo termine. Sebbene siano eccellenti fonti energetiche, la loro somministrazione è vietata per i bovini il cui latte è destinato alla produzione di formaggi a denominazione protetta, come il Parmigiano Reggiano. Questo divieto mira a preservare le caratteristiche organolettiche tradizionali del prodotto finale, evitando alterazioni dovute ai processi fermentativi tipici dell'insilato.
  • A cosa servono i mangimi e i panelli nell'allevamento bovino?
    I mangimi, inclusi farine di cereali, soia, panelli ed expeller, fungono da integratori energetici e proteici essenziali per colmare le carenze nutrizionali dei soli foraggi. I panelli sono residui compattati dall'estrazione dell'olio da semi, mentre gli expeller sono scaglie ottenute con torchi continui. Questi prodotti forniscono un apporto concentrato di nutrienti necessario per ottimizzare la produzione di latte o carne, supportando il metabolismo elevato dell'animale e garantendo che il fabbisogno giornaliero sia soddisfatto integralmente.

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