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Vitelli da latte

Aggiornato il 18 aprile 20123 capitoli4 domande frequenti
Vitelli da latte

Le origini

I vitelli da latte hanno da sempre rappresentato una voce economica importante all'interno di una famiglia rurale, non solo per il sostentamento del nucleo familiare in sé, ma anche e soprattutto per la possibilità di poter allevare l'animale e di farlo divenire un ottimo aiuto nei campi oppure cibo. Un processo evolutivo che è stato per anni, e in alcuni paesi lo è ancora, alla base dell'economia domestica. A testimonianza di ciò, bisogna ricordare che una prima domesticazione dei bovini avvenne già intorno al 10.000 – 8.000 AC, quando le tribù del Medio Oriente e dell'India cominciarono ad impiegare questi animali prima come mezzo di trasporto e poi come aiuto nei campi, ed infine mezzo di sostentamento dal quale trarre carne e latte.

Lattazione

Dopo la gravidanza che dura all'incirca 9 mesi, la vacca produce latte per il vitello. Durante la prisma settimana, la mucca non produce latte utile per l'alimentazione umana, ma un liquido bianco, del tutto simile al latte, ma che serve al vitellino per aumentare le difese immunitarie grazie agli anticorpi ivi contenuti: senza il colostro, il vitello da latte non potrebbe crescere sano e non avrebbe le difese giuste per affrontare eventuali malattie. Trascorsa una settimana, il vitellino viene allontanato dalla madre e nutrito manualmente sempre con latte di mucca. Dopo la fase colostrale, esistono anche altre fasi che permettono di passare man mano da animale monogastrico a mammifero ruminate: - fase lattea: dura circa due – tre settimane. Durante questa fase, i vitelli ricevono solo il latte come unico alimento, ma hanno a disposizione anche acqua e mangime, in modo tale da provocare un impulso automatico nell'animale ed iniziarlo ai primi bocconi solidi; - fase di svezzamento: dura dalle 6 alle 8 settimane. Durate questa fase il latte viene fornito all'animale solo in quantità limitate, privilegiando, invece il consumo di alimenti secchi quali mangime e fieno; - fase di post svezzamento: dura circa 2 mesi. Durante questo periodo si somministrerà all'animale mangime da svezzamento e foraggi fino ai 6 mesi, momento in cui le vitelle da latte avranno raggiunto i 160 – 170 chilogrammi e i vitelli da latte i 200 chilogrammi.

Critiche

Molto spesso i vitelli da latte vengono cresciuti negli allevamenti intensivi, che sono da sempre presi di mira per le condizioni aberranti in cui gli animali vengono tenuti. Per quanto riguarda i vitelli da latte, alcuni autori sostengono che a questi venga propinata una dieta esclusivamente anemica, che permette di mantenere la carne chiara e morbida, seguendo una specifica richiesta di mercato. Non mancano critiche anche per le condizioni di stabulazione, in quanto gli animali vengono sempre tenuti in box strettissimi, senza la possibilità di interagire fra loro (i bovini sono animali molto sociali) e di poter pascolare e/o stare alla luce del sole e all'aria aperta.

Domande frequenti

  • Perché il colostro è fondamentale nelle prime ore di vita del vitello?
    Il colostro è essenziale perché fornisce al vitello anticorpi materni necessari per sviluppare le difese immunitarie, dato che nasce con un sistema immunitario sottosviluppato. Senza l'assunzione tempestiva di colostro durante la prima settimana, il vitello non riesce a contrastare efficacemente le infezioni e rischia gravi problemi di salute o la morte. Questo liquido bianco, diverso dal latte maturo, agisce come primo vaccino naturale, proteggendo l'animale dalle malattie batteriche e virali ambientali.
  • Come cambia l'alimentazione del vitello nel corso delle prime settimane?
    L'alimentazione segue fasi precise: inizialmente, per 2-3 settimane, il vitello assume solo latte, integrando acqua e piccoli assaggi di mangime solido per stimolare l'appetito. Successivamente, nella fase di svezzamento (6-8 settimane), il latte viene ridotto progressivamente mentre aumentano gli alimenti secchi come mangime e fieno. Infine, nella fase post-svezzamento, la dieta si basa prevalentemente su foraggi e mangimi specifici fino ai 6 mesi, permettendo allo stomaco di trasformarsi da monogastrico a rumine funzionale.
  • Quali sono i principali problemi etici legati all'allevamento intensivo dei vitelli da latte?
    Le critiche principali riguardano il benessere animale: i vitelli vengono spesso tenuti in box individuali stretti, impedendo loro di socializzare con altri bovini, che sono animali gregari. Inoltre, la mancanza di accesso all'aria aperta e alla luce solare limita il loro sviluppo comportamentale naturale. Un'altra critica riguarda la dieta, talvolta carente di ferro per mantenere la carne chiara, considerata più pregiata dal mercato, ma potenzialmente insufficiente per un ottimale sviluppo fisiologico se non bilanciata correttamente.
  • A quale peso vengono generalmente venduti o destinati i vitelli da latte?
    Generalmente, i vitelli da latte raggiungono target di peso specifici verso i 6 mesi di età. In media, le femmine (vitelle) arrivano a circa 160-170 chili, mentre i maschi possono superare i 200 chili. Questi pesi indicano che l'animale ha completato la fase di svezzamento ed è pronto per essere integrato nel gruppo di ingrasso o destinato alla macellazione, a seconda degli obiettivi produttivi dell'allevatore e della domanda di mercato per carne bovina giovane.

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