Cibocanigatti.it · guide e consigli pratici
Animali da Cortile · Conigli

Conigli selvatici

Aggiornato il 18 agosto 20124 capitoli5 domande frequenti
Conigli selvatici

Origini e storia

I conigli selvatici hanno da sempre abitato l'Europa: prima della glaciazione, infatti, erano diffusi in tutto il territorio, mentre di seguito la loro presenza si ridusse all'area mediterranea di Francia e Spagna, così come ai monti dell'Atlante. Furono gli antichi Romani a introdurre i conigli selvatici in vari e diversi stati del mondo durante le loro campagne di guerra: infatti tali animali venivano portati dai vivandieri all'interno di gabbie per essere poi cucinati alle truppe. Così, in breve tempo, la diffusione dei conigli selvatici toccò anche le regioni più a nord d'Europa, nonché le isole come le Baleari, la Sardegna, le Azzorre, ecc. I conigli selvatici hanno però bisogno di avere grandi spazi liberi e clima secco e mite, così come l'altitudine dovrà essere limitata. Inoltre, l'ideale sarebbe vivere in luoghi dove il terreno sia soffice, in modo tale da dare all'animale la possibilità di scavarsi le proprie tane. Ad oggi, i conigli selvatici rappresentano l'unica specie vivente appartenente al genere Oryctolagus. Si possono inoltre suddividere in ulteriori 6 sub tipologie: - O. cuniculus algirus, - O. cuniculus brachyotus, - O. cuniculus cnossius, - O. cuniculus cuniculus, - O. cuniculus habetensis, - O. cuniculus huxleyi.

Caratteristiche fisiche

I conigli selvatici sono animali piccoli e dal manto soffice. La loro lunghezza difficilmente supera i 45 centimetri, mentre il peso raggiunge un massimo di 2,5 chili, anche se i maschi sono generalmente più massicci rispetto alle femmine. Le orecchie sono sempre molto lunghe, e la testa, che nelle femmine è più lunga ed affusolata, presenta grandi occhi posti ai lati. Le zampe posteriori sono pensate per permettere ai conigli selvatici di scappare agevolmente in vista di un attacco, così come di non scivolare su eventuali terreni sdrucciolevoli. Infatti, queste sono più robuste e più lunghe di quelle anteriori e hanno, al posto dei semplici cuscinetti, una copertura di peli lunga e folta che permette loro di aderire bene al suolo, sopratutto in caso di neve. Ogni zampa, inoltre, è palmata per impedire che durante la fuga le dita si separino in fase di salto provocando così rovinose cadute. La coda si presenta molto corta e rivolta all'insù, ricoperta sul lato inferiore di pelo bianco. La pelliccia ha tre diversi strati, che si infoltiscono ancora di più durante il periodo invernale per garantire ai conigli selvatici maggiore protezione dal freddo e dagli agenti atmosferici. Il colore del manto è solitamente bruno uniforme sul dorso, con sfumature grigie sul quarto posteriore e ruggine sulle spalle. Pancia, gola, coda inferiore e parte interna delle zampe sono solitamente bianchi. Esistono però anche alcuni esemplari che fanno eccezione e che sono completamente neri.

Caratteristiche comportamentali

Sebbene l'idea che si abbia dei conigli selvatici in generale sia di teneri batuffoli dolci e tranquilli, nella realtà non potrebbe esserci niente di più sbagliato. Infatti questi animali fra loro sono particolarmente aggressivi, sopratutto quando si tratta di difendere il territorio e la propria femmina, arrivando a ferirsi anche gravemente a causa di morsi, graffi e calci. Più in generale, però, possiamo dire che i conigli selvatici sono animali molto gregari, che vivono in gruppi di circa una decina di soggetti, senza equità nella distribuzione dei sessi e solo in relazione alla quantità di cibo disponibile in zona. All'interno di ogni colonia vige, sopratutto quando la maggioranza dei soggetti è costituita da maschi, una gerarchia molto severa, estremamente utile per consentire un facile accesso alle risorse di cibo e all'accoppiamento. Solitamente ogni colonia usufruisce di uno spazio in natura di circa 10 acri, condizione ideale per reperire cibo a sufficienza per tutti, ma nel caso di gruppi con maggioranza maschi, gli spazi si possono ampliare per avvicinare così gruppi costruiti da più femmine. Per contrassegnare il territorio, i conigli selvatici utilizzano le ghiandole che hanno sotto il mento, fregando il muso su oggetti e/o altri conigli, e ciò avviene sopratutto fra coppie e fra neonati. Per quanto riguarda l'alimentazione, i conigli salvatici sono erbivori e quindi riescono a trovare in natura tutto ciò di cui abbisognano per la propria sussistenza. Inoltre, sono soliti reingerire le proprie feci per rielaborarne il contenuto, il che fa di loro degli animali ciecotrofi.

Riproduzione

I conigli selvatici, al pari di quelli domestici, sono famosi per essere estremamente fertili. L'ovulazione, sebbene di base si ripeta ogni 21 giorni, è indotta dall'accoppiamento e ad ogni cucciolata la femmina può partorire da un minimo di 3 cuccioli fino ad un massimo di 14. Solitamente in natura ed in condizioni favorevoli, i conigli selvatici tendono a riprodursi durante i primi mesi dell'anno, ma elevate condizioni di stress possono portare le femmine ad abortire oppure a riassorbire gli embrioni. Sebbene si possa avere un cucciolata al mese (la gestazione dura esattamente 30 giorni), in genere non si va oltre il parto all'anno, così come le aspettative di vita, che normalmente si aggirerebbero intorno ai 9 anni, nella maggior parte dei casi si riducono ad un anno a causa della caccia e dei vari predatori che si nutrono proprio di conigli selvatici ed altri animali.

Domande frequenti

  • È sicuro avvicinarsi o toccare un coniglio selvatico trovato in città?
    Non è mai consigliabile avvicinarsi o tentare di toccare un coniglio selvatico, anche se sembra innocuo. Questi animali, pur apparendo delicati, sono territoriali e possono diventare estremamente aggressivi se si sentono minacciati, arrivando a mordere o graffiare con forza per difendersi. Inoltre, i conigli selvatici possono essere portatori asintomatici di parassiti interni ed esterni, come pulci e zecche, e di malattie trasmissibili all'uomo o ad altri animali domestici, come la tularemia. Il contatto diretto aumenta il rischio di infezioni batteriche attraverso le ferite da morso. Se trovi un coniglio selvatico in difficoltà, contatta immediatamente i vigili urbani o un centro recupero fauna selvatica locale per un intervento professionale.
  • Posso nutrire i conigli selvatici che vedo nei parchi pubblici?
    Assolutamente no. Nutrire i conigli selvatici con pane, lattuga o avanzi umani è dannoso per la loro salute e altera l'ecosistema. La loro dieta naturale deve essere composta prevalentemente da erbe, foglie e cortecce specifiche della zona. Alimenti come il pane causano problemi digestivi gravi e carenze nutrizionali, mentre l'eccesso di cibo fornito dagli umani attira predatori e concentra eccessivamente gli animali in aree urbane, aumentando il rischio di conflitti e trasmissione di malattie tra i membri della colonia. Lasciali mangiare ciò che trovano in natura; il miglior aiuto che puoi offrire è rispettare il loro habitat e non interferire con il loro comportamento alimentare spontaneo.
  • Come faccio a distinguere un coniglio selvatico da un coniglio domestico abbandonato?
    Esistono differenze fisiche e comportamentali chiave. Un coniglio selvatico ha zampe posteriori più robuste e lunghe, coperte di pelo folto per aderire al terreno, e una coda corta con il lato inferiore bianco visibile solo quando fugge. Il suo mantello è tipicamente bruno-grigiastro mimetico, mentre i domestici variano moltissimo. Comportamentalmente, il selvatico è timido, veloce e tende a nascondersi o correre via appena percepisce una presenza umana. Il coniglio domestico, abituato all'uomo, mostra meno paura, può essere addomesticato e spesso ha tratti morfologici selezionati artificialmente (orecchie pendenti, colori insoliti) che lo rendono inadatto alla sopravvivenza in natura. Se vedi un coniglio che non fugge, potrebbe essere un randagio o un animale malato/ferito.
  • Qual è la durata media della vita di un coniglio selvatico rispetto a quello domestico?
    La differenza è drastica. Mentre un coniglio domestico ben curato può vivere tranquillamente tra i 8 e i 12 anni, un coniglio selvatico ha un'aspettativa di vita media di soli 1-2 anni in natura. Questa bassa longevità è dovuta principalmente all'alta mortalità giovanile, alla predazione da parte di rapaci, volpi e canidi, e allo stress ambientale. Anche se biologicamente potrebbero raggiungere i 9 anni, pochi individui sopravvivono a lungo a causa dei rischi costanti della vita libera. In cattività, protetti da predatori e con alimentazione controllata, i conigli domestici superano ampiamente questa soglia, sottolineando l'importanza della protezione fornita dai proprietari responsabili.
  • Perché i conigli selvatici mangiano le proprie feci?
    Questa pratica, chiamata cecotrofia, è fondamentale per la loro sopravvivenza. I conigli sono animali erbivori che consumano molta fibra grezza, difficile da digerire completamente al primo passaggio intestinale. Producono feci speciali, chiamate 'cecotrofi' o 'bolette di notte', ricche di vitamine (soprattutto B e K), proteine e microbi intestinali benefici. Riemettendole direttamente dall'ano e ingerendole subito, permettono ai nutrienti di passare nuovamente nell'intestino tenue per un assorbimento completo. Senza questo processo di ruminazione parziale, i conigli selvatici non riuscirebbero a ottenere abbastanza energia dalle piante povere di nutrienti che costituiscono la loro dieta principale, portando rapidamente a malnutrizione e morte.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche