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Macellazione maiali

Aggiornato il 26 giugno 20124 capitoli5 domande frequenti
Macellazione maiali

Allevamento

I maiali destinati alla macellazione vengono solitamente allevati con un regime alimentare e con pratiche diverse rispetto ai suini destinati alla riproduzione. Infatti, in questo frangente e sopratutto all'interno degli allevamenti intensivi, appare ovvio che un animale da reddito come è il maiale, offra la miglior resa possibile, ottimizzando al massimo i costi ed i ricavi dell'allevatore. Questa situazione conduce solitamente ad un ipernutrizione dei suini, che nell'arco di pochi mesi (solitamente sempre inferiori all'anno di età dell'animale) consentono all'animale di raggiungere un peso uguale o minore a 100 chilogrammi. Naturalmente, per i cosiddetti suini pesanti, il peso giusto per la macellazione è di molto superiore ai 100 chili, spesso anche pari al doppio o al triplo di un suino leggero. Grosse critiche riceve, però, l'allevamento intensivo che, anche con i maiali da macello, adotta tecniche prive di ogni sensibilità ed etica animale, costringendo i suini in gabbie strettissime e nient'affatto igieniche, senza possibilità di muoversi. Condizione peggiore sussiste per le scrofe, costrette a parti continui fino allo sfinimento e sistemate in gabbie dove l'animale resta disteso per tutto il tempo su di un lato per facilitare la lattazione ai cuccioli, senza la possibilità di potersi mai muovere.

Castrazione

La castrazione è molto importante per i maiali destinati alla macellazione, in quanto con l'eliminazione dei testicoli si cancella l'odore pesante che la carne di suino inevitabilmente porta con sé. Questo argomento è ancora molto controverso, dibattuto anche in sede europea, per cercare di porre limite alla barbaria che prevede la castrazione dei verretti a crudo, a soli 15 – 20 giorni dalla nascita, quindi senza nessun tipo di anestesia neanche a livello locale. Questa operazione provoca atroci sofferenze al maialino, anche perché in molti adottano ancora la tremenda tecnica di lasciare l'animale digiuno per qualche giorno prima dell'intervento (condizione replicata anche prima della macellazione). In alcuni casi, vengono castrati anche i verri, ma da adulti questo procedimento è ancora più invasivo e straziante per l'animale. Un tempo, inoltre, venivano sterilizzate anche le scrofe per avere animali più grassi, ma ad oggi si è capito che i soggetti femminili sterilizzati non hanno una buona conversione alimentare, quindi la soluzione più giusta è quella di macellare la scrofa nel periodo non interessato dall'estro, in modo tale da evitare l'odore fastidioso della carne in piena assuefazione ormonale. Tale concetto, essendo il maiale maschio sempre pronto per l'accoppiamento, non è valido per il verro.

Macellazione industriale

Per macellazione dei maiali industriale facciamo riferimento a quella realizzata all'interno delle strutture specifiche. Prima della macellazione nel mattatoio, il maiale viene lasciato a digiuno per due – tre giorni, pratica sicuramente discutibile ma che evita il problema di eventuali deiezioni (senza contare che in un'ottica estremamente consumistica, sarebbero tre giorni di mangime consumato a vuoto per l'allevatore). Arrivato al mattatoio, il suino viene visitato da un veterinario per scongiurare ogni eventuale dubbio circa la salute dell'animale; nel caso in cui il maiale presenti patologie anche solo derivanti dallo stress, questi viene sottoposto a successivo e più profondo controllo. Prima di passare alla fase della macellazione vera e propria, l'animale viene solitamente intontito con una pistola con proiettile captativo, che penetra nel cranio per garantire uno stordimento totale del suino, ma non la morte, che avviene in fase immediatamente successiva e per dissanguamento attraverso la recisione delle grandi arterie. L'animale viene così appeso per le zampe posteriori e si procede alla fase di depilazione volta ad eliminare le setole dal corpo seguendo i passaggi prima di lavaggio e di scottatura, e poi passando all'asportazione delle setole, al flambaggio e, infine, alla spazzolatura e docciatura terminale. Successivamente si passa alla scuoiatura del suino e all'eviscerazione. L'animale così ripulito viene sottoposto al sezionamento e poi si procede con la marchiatura dei pezzi e con la maturazione della carne.

Macellazione casalinga

Oltre alla macellazione operata all'interno di strutture specifiche, in Italia è ancora permessa la macellazione cosiddetta casalinga, che gode di una legislazione regionale differente da zona a zona e stabilita dall'Asl. In genere, però, è ammessa la macellazione di un tot specifico di suini all'anno a famiglia (solitamente 2 – 3 ) e per procedere con la macellazione occorre che la struttura casalinga abbia determinati requisiti come, ad esempio, la disponibilità di acqua potabile. Prima della macellazione dei maiali casalinga, occorre presentare all'Asl di competenza l'atto di mattazione e pagare un bollettino per ogni capo da macellare. Inoltre, è sempre prevista l'analisi della carne da parte di un veterinario dell'Asl, che potrà o andare direttamente presso il domicilio interessato oppure occorrerà portare direttamente nelle strutture mediche competenti un pezzo di muscolo o simile che vada bene per l'analisi ed il controllo della bontà delle carni. Solitamente questo controllo è gestito da norme ben specifiche. Sebbene durante la lavorazione del maiale siano pochi i prodotti di scarto, occorrerà anche dimostrare di possedere una soluzione utile allo smaltimento degli eventuali residui, mentre in alcuni comuni esiste un servizio proprio destinato alla raccolta di questi. Non è richiesta nessuna competenza specialistica al norcino.

Domande frequenti

  • Quali sono i metodi di stordimento utilizzati nella macellazione industriale dei maiali?
    Nella macellazione industriale, prima del dissanguamento, il maiale viene sottoposto a stordimento per garantire che non percepisca dolore durante le fasi successive. La tecnica più comunemente impiegata consiste nell'utilizzo di una pistola a proiettile captativo. Questo dispositivo penetra nel cranio dell'animale provocando uno stordimento immediato e totale, senza causarne la morte istantanea. Solo dopo aver verificato lo stato di incoscienza, si procede al dissanguamento tramite la recisione delle grandi arterie. È fondamentale che questa procedura sia eseguita da personale qualificato per assicurare che l'animale perda i sensi prima di qualsiasi intervento chirurgico, rispettando le normative vigenti sulla protezione degli animali durante la macellazione.
  • È legale macellare un maiale a casa propria in Italia?
    Sì, la macellazione casalinga è permessa in Italia, ma è soggetta a normative regionali e locali specifiche stabilite dalle ASL. Generalmente, ogni famiglia può macellare un numero limitato di capi all'anno, solitamente tra i due e i tre suini. Per operare legalmente, è necessario presentare all'ASL competente l'atto di mattazione e pagare il relativo bollettino. Inoltre, la struttura domestica deve rispettare requisiti igienici, come la disponibilità di acqua potabile. Dopo la macellazione, è obbligatorio sottoporre la carne a visita veterinaria sanitaria, portando un campione di muscolo alle strutture competenti o permettendo al veterinario di accedere al domicilio, per certificare la commestibilità e la sicurezza degli alimenti.
  • Perché i maiali maschi vengono castrati e quali sono le alternative etiche?
    La castrazione dei verri giovani (verrettoni) viene tradizionalmente effettuata per eliminare l'odore sgradevole e il sapore forte della carne, noto come 'odore di verro', causato dagli ormoni sessuali maschili. Tuttavia, questa pratica, spesso eseguita senza anestesia nei primi giorni di vita, è oggetto di forte dibattito etico e normativo per il dolore che causa. Le alternative moderne puntano alla vaccinazione contro l'odore di verro o all'allevamento di maschi interi selezionati geneticamente per non produrre tale odore. Quando si opta per la castrazione, le linee guida europee raccomandano vivamente l'uso di anestesia e analgesia per ridurre la sofferenza animale, rendendo il procedimento meno invasivo possibile.
  • Quanto tempo deve restare a digiuno il maiale prima della macellazione?
    Prima della macellazione, sia essa industriale che casalinga, il maiale viene generalmente tenuto a digiuno per un periodo di due o tre giorni. Questa pratica ha lo scopo principale di svuotare l'intestino dell'animale, riducendo drasticamente il rischio di contaminazione fecale della carcassa e della carne durante le operazioni di scuoiatura ed eviscerazione. Dal punto di vista economico per l'allevatore, rappresenta comunque un costo aggiuntivo poiché l'animale consuma risorse senza accrescere il peso corporeo. È una procedura standardizzata per garantire l'igiene e la qualità sanitaria del prodotto finale, sebbene debba essere gestita con attenzione per evitare stress eccessivo all'animale.
  • Quali controlli sanitari vengono effettuati sulla carne del maiale?
    Il controllo sanitario della carne di maiale è rigoroso e multilivello. Nel caso della macellazione industriale, un veterinario ufficiale ispeziona gli animali vivi al loro arrivo al mattatoio per valutarne lo stato di salute, scartando quelli con segni di malattia o stress patologico. Dopo la macellazione, la carcassa subisce ulteriori visite visive e tattuali per rilevare eventuali anomalie. Nella macellazione casalinga, invece, il proprietario deve inviare un campione di tessuto muscolare all'ASL per analisi di laboratorio, oppure il veterinario visita la carcassa *in situ*. Questi controlli servono a prevenire la diffusione di zoonosi e a garantire che la carne sia sicura per il consumo umano, certificandone la bontà e l'idoneità.

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