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Il maiale nero di Calabria si caratterizza in quanto animale estremamente rustico, tanto da risultare quasi addirittura selvaggio e simile, in moltissimi atteggiamenti, al più selvatico cinghiale.
L'allevamento del maiale pare abbia radici antichissime: infatti ne abbiamo già traccia nei pictogrammi rupestri delle grotte di Altamira, in Spagna, dove si vede un gruppo di suini curati da alcuni u...
Il maiale è da sempre stato uno degli animali prediletti dall'uomo e quindi avviato all'allevamento fin dai tempi più remoti: come recita un vecchio detto, infatti, “del maiale non si butta niente”, i...
L'allevamento dei maiali, chiamato anche suinicoltura, è praticato da sempre nelle realtà rurali: avere in una famiglia almeno un maiale da poter macellare durante l'inverno significava avere cibo a s...
Il maiale è uno degli animali da reddito migliori che si possano allevare. Come infatti un vecchio detto sentenzia “del maiale non si butta via niente”, così che ogni parte di questo animale non va sp... Nonostante il rischio di estinzione che, come già ricordato, risulta estremamente reale in relazione a questa particolare razza suina calabre, questo animale continua ad essere utilizzato moltissimo in tantissimi settori della produzione alimentare.
Solitamente, questi animali sono posseduti da allevamenti privati, siti in zone agresti, solitamente collinose.Lo scopo principale dell’allevamento è, ovviamente, la crescita dell’animale ai fini della macellazione: questa viene svolta all’incirca nel tredicesimo mese di vita dell’animale; la macellazione richiede, ovviamente, delle cure e delle tecniche particolari che servono a garantire l’utilizzo soltanto di quelle parti dell’animale che sono considerate più pregiate.Per garantire la qualità della carne, è richiesto agli allevamenti di maiale calabrese il rispetto di alcuni requisiti riguardanti l’alimentazione dell’animale.Esso, infatti, non deve essere nutrito con alimenti industriali ma soltanto con prodotti assolutamente naturali come orzo, grano, cereali, patate, castagne e ghiande. È importante anche il controllo del quantitativo di cibo giornaliero per evitare che l’animale sviluppi un eccesso di tessuti grassi.Molti allevamenti, oggi, per salvaguardare tale razza suina, propongono una particolare forma di adozione a distanza del maialino calabrese: l’animale viene seguito dall’associazione o dall’allevamento, presso cui risiede,e sarà invece sostenuto economicamente dall’adottante.Solitamente, la quota per il sostentamento viene scelto dallo stesso adottante.Il maiale nero di Calabria ha origini piuttosto antiche anche se non è ben nota la data della sua prima comparsa nel territorio, in particolare perché, in origine, non si trattava di una zona, quella del territorio calabrese per l’appunto, sottoposta ad ampi studi archeologici.
Questo animale si presume abbia avuto origini in zone africane prossime alla nostra penisola ed è sicuramente figlio di incroci con quella che è la razza suina per così dire “ordinaria”.Il maiale nero di Calabria fu, fin dalle origini, molto apprezzato per le sue carni tenere e saporite e, per questo motivo, tutte le popolazioni che si trovarono nel territorio provarono ad allevare questa particolarissima e molto apprezzata razza suina.Sin dai primi allevamenti, questi si caratterizzarono per un’organizzazione estremamente rigida e precisa, in quanto si voleva curare al massimo quello che era lo sviluppo di tale animale.Ben presto l’animale fu anche oggetto di esportazioni in tutto il territorio europeo e, da quel momento,vi fu la diffusione di numerosissime sue sottospecie, che si differenziavano principalmente per caratteri prettamente fisici.Nonostante questa diffusione, nessuno di questi ceppi derivati è stato mai considerato pregiato come quello d’origine, per cui sicuramente ancora oggi rimangono estremamente conosciuti quelli che sono i pregi del suino nero di Calabria.Come già sottolineato, però, questo “vanto” è sicuramente uno dei motivi fondamentali dell’estinzione repentina che sta colpendo questa particolarissima razza suina; per questo motivo bisognerebbe augurarsi un ridimensionamento definitivo di quello che è l’uso che di questo animali si fa in vari settori industriali, in particolare, ovviamente, in quello alimentare.
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