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Il criceto va in letargo? Cosa fare se è freddo e immobile

Aggiornato il 07 ottobre 20264 capitoli
Perché il criceto domestico non va in letargo

Perché il criceto domestico non va in letargo

Con il primo freddo molti proprietari si chiedono se il criceto va in letargo, e la risposta per un animale nato e cresciuto in casa è no. In natura alcune specie, come il criceto europeo, rallentano il metabolismo quando la temperatura scende sotto gli 8 gradi circa e il cibo scarseggia, ma il criceto domestico, abituato da generazioni a una temperatura stabile, a cibo sempre disponibile e alla luce artificiale, non ha mai bisogno di attivare questo meccanismo di sopravvivenza. Con il riscaldamento acceso un appartamento difficilmente scende sotto i 18 gradi, una condizione in cui il roditore resta attivo tutto l'anno. Questo significa anche che un criceto mogio, sonnolento e poco reattivo non si sta preparando al letargo come fanno le tartarughe di terra: ti sta segnalando che qualcosa non va, nell'ambiente o nella sua salute. Tenere a mente questa differenza ti evita di aspettare giorni interpretando come normale un comportamento che invece merita attenzione.

Letargo, torpore o letargia: come capire in che stato si trova

Se il riscaldamento resta spento a lungo, o se la gabbia è stata lasciata in una stanza fredda, in veranda o vicino a una finestra con spifferi, il criceto può entrare in uno stato di torpore. Non è il letargo vero, ma un abbassamento temporaneo delle funzioni vitali provocato da una temperatura troppo bassa, spesso unita a poco cibo: l'animale appare freddo al tatto, immobile, con la respirazione molto lenta e quasi impercettibile. Lo spavento è comprensibile, perché a prima vista sembra morto. Osservalo con calma per qualche minuto: il fianco si solleva di rado ma si solleva e, toccandolo con delicatezza, il corpo resta morbido e non rigido. Anche piccoli tremori o scossoni della testa sono un segno che è vivo e sta reagendo. La letargia è un'altra cosa: il criceto si muove, ma meno del solito, dorme più del normale, mangia poco, ha il pelo arruffato o gli occhi semichiusi, e la stanza non è affatto fredda. Qui le cause vanno cercate altrove, in un'infezione, in un dolore, nella disidratazione o nello stress, e la temperatura non c'entra. Distinguere i due quadri ti aiuta a decidere se la prima cosa da fare è scaldarlo oppure chiamare subito il veterinario.

Cosa fare subito se lo trovi freddo e immobile

Se riconosci i segni del torpore, agisci con gradualità: il criceto va riscaldato lentamente, mai con fonti di calore dirette come un termosifone, un phon o una borsa dell'acqua calda a contatto con il corpo, perché uno sbalzo brusco può fargli più male del freddo stesso. Sposta la gabbia in una stanza tiepida e senza correnti, prendi l'animale tra le mani a coppa oppure avvolgilo in un panno morbido e tienilo vicino al tuo corpo, controllando ogni tanto la respirazione. Il recupero può richiedere parecchio tempo e in questa fase non va scosso né forzato a muoversi. Quando inizia a riprendersi, offrigli acqua fresca a temperatura ambiente e un po' del suo cibo abituale, perché durante il torpore ha consumato le riserve e ha bisogno di reidratarsi e nutrirsi. Anche se sembra tornato normale, fissa comunque una visita da un veterinario esperto in animali esotici: un episodio simile indebolisce un organismo così piccolo, e un controllo esclude che dietro ci fosse già un problema di salute. Se invece non noti alcun segno di ripresa dopo un riscaldamento prudente, oppure se il criceto è rigido, non aspettare e contatta subito l'ambulatorio.

Come proteggerlo dal freddo e prevenire nuovi episodi

Prevenire è più semplice che intervenire. Il criceto domestico deve vivere in appartamento tutto l'anno, mai in balcone, in garage o in una stanza non riscaldata, mai al sole diretto e mai esposto a correnti d'aria: valuta la posizione della gabbia con il primo freddo, allontanandola da finestre, porte esterne e pavimenti gelidi, e scegli una stanza vissuta dove la temperatura resta stabile anche di notte, quando il riscaldamento si abbassa. Un soggiorno è in genere più adatto di un corridoio o di una camera che resta chiusa. Se la casa è particolarmente fredda, aggiungi materiale per il nido in abbondanza, come fieno, carta non stampata o lettiera di cellulosa, così che possa costruirsi un rifugio isolante come farebbe in natura. Assicurati inoltre che cibo e acqua non manchino mai, perché anche la scarsità di alimento contribuisce a far scattare il torpore. Con una gabbia ben posizionata e una dieta regolare, il tuo criceto attraverserà l'inverno attivo come sempre, e tu saprai riconoscere a colpo d'occhio se un giorno qualcosa non va.

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