Caratteristiche
Il moscardino è un piccolo roditore originario dell’Asia Minore. Conosciuto anche con il nomignolo di “nocciolino” per le sue ridottissime dimensioni. Il moscardino, infatti, è grande appena sedici centimetri, coda compresa, pesa circa 15 grammi ed è il più piccolo tra i Gliridi europei. Il nome moscardino deriva dall’odore di muschio che è emanato il suo pelo. Questo piccolo roditore è caratterizzato da un mantello fulvo che si fa più chiaro nella parte inferiore del corpo, diventando color crema sulla pancia. Su entrambe le guance sono presenti dei simpatici ciuffetti di peli bianchi. Le orecchie sono piccole e rotonde e gli occhi sono grandi, sporgenti e neri per consentirgli la visione notturna, trattandosi di un animale crepuscolare. Il muso è dotato di lunghe vibrisse che hanno una funzione tattile. Il naso è sporgente e gli arti sono dotati di dita prensili che utilizza per arrampicarsi facilmente sugli alberi e spostarsi da un ramo all’altro. Il corpo è tozzo e compatto e misura al massimo otto centimetri. La coda può misurare quanto il corpo ed è completamente ricoperta di peli. Come tutti i roditori, il moscardino, è dotato di una dentatura molto sviluppata con venti denti, tra cui un incisivo, un premolare e tre molari per ogni arcata. Rispetto agli altri roditori i denti dei moscardini sono meno evidenti poiché sono dotati di radice e hanno una ricrescita limitata. In inverno il moscardino cade in una sorta di letargo, detta ibernazione, e si rifugia in una tana scavata nel terreno dove si raggomitola per conservare meglio il calore. Il periodo del letargo va da ottobre a marzo e in tutto questo tempo sopravvive grazie alle riserve di grasso accumulate mangiando molto nei mesi precedenti, arrivando a pesare quasi il triplo del suo peso normale, sfiorando i 40 grammi. In inverno il moscardino riduce al massimo il suo metabolismo diminuendo il ritmo cardiaco e respiratorio in modo da diminuire anche la propria temperatura corporea che arriva a essere uguale o superiore di massimo uno o due gradi a quella esterna. E’ un animale crepuscolare, esce dalla tana durante la notte per cercare da mangiare tra i rami, mentre durante il giorno preferisce riposarsi nel suo nido costruito sugli alberi. Il nido viene costruito con erbe, foglie e pezzi di corteccia. I moscardini in natura in genere vivono dai tre ai cinque anni.
Habitat naturale e distribuzione
Il moscardino è un roditore che vive prevalentemente in Europa e nelle regioni dell’Asia Minore. Il suo areale va dalla Francia fino alla Svezia a Nord - compresa la Gran Bretagna - e copre tutta la parte orientale fino ai Monti Urali. A sud lo si può trovare ancora in Grecia e nella Turchia settentrionale. In Italia vive in tutte le regioni escluse la Sardegna e la Sicilia, con una certa predilezione per la Pianura Padana. E’ un animale gregario e tende a vivere in nutriti gruppi sui rami degli alberi e tra i cespugli. Sopravvive fino a un’altezza massima di 1500 metri, ma, il suo habitat naturale è costituito dalla pianura, dove predilige le zone caratterizzate dalla presenza di boschi di quercia, roveti e noccioleti e dove può trovare facilmente da mangiare. Si adatta a boschi di vario genere purché non siano troppo isolati. I moscardini difficilmente scendono a terra quindi hanno bisogno di siepi di collegamento per potersi spostare da un albero e un altro. Anche il sottobosco deve possedere caratteristiche precise: deve essere ricco di arbusti e piante rampicanti. Lo si può trovare spesso anche nelle macchie caratterizzate da arbusti di bacche e noci. Dotato di arti molto forti e di dita prensili, il moscardino tende a spostarsi da un ramo all'altro alla ricerca di bacche, nocciole e ghiande di cui va molto ghiotto. E’ difficile che scenda a terra poiché diventerebbe una preda troppo facile per eventuali predatori. Non ama i climi troppo rigidi, ma, preferisce le regioni a clima mediterraneo.
Riproduzione
La stagione degli amori per il moscardino coincide con l’arrivo della primavera e il risveglio dal letargo. L’accoppiamento vero e proprio è preceduto da un caratteristico rituale di corteggiamento. La femmina della specie partorisce in media dai tre ai sei piccoli nei mesi tra marzo e settembre. La gestazione dura circa venticinque giorni al termine della quale i piccoli verranno alla luce ciechi, nudi e sordi. Saranno allattati dalla madre fino a due mesi. I piccoli del moscardino aprono gli occhi a circa due settimane e vengono svezzati tra le 5 e le sette settimane di vita. La cura della prole è affidata esclusivamente alla madre. La maturità sessuale viene raggiunta dopo la prima ibernazione. L’aspettativa di vita è di circa tre anni. La femmina costruisce il nido tra i rami degli alberi o in una cavità scavata nel terreno con erba intrecciata, ramoscelli e muschio. Il nido del moscardino è di forma sferica con un'unica entrata. La femmina del moscardino può portare avanti fino a tre gravidanze in un anno. I moscardini durante la stagione della riproduzione costruiscono un nido diverso da quello utilizzato durante l’inverno come rifugio.
Abitudini e alimentazione
I moscardini sono degli animali molto attivi e curiosi. Tendono a vivere in nutriti gruppi sui rami degli alberi. Difficilmente scendono a terra, dove sarebbero una facile preda per eventuali predatori, ma preferiscono spostarsi saltellando da un ramo all'altro grazie alle possenti zampe. I moscardini sono una specie crepuscolare, attiva soprattutto di notte quando abbandonano il loro nido per andare alla ricerca di cibo o per spostarsi da un albero all'altro. Quando le temperature cominciano a scendere vanno in letargo. Il periodo dell’ibernazione cambia a seconda del clima e della latitudine, ma solitamente inizia a novembre e si conclude a fine marzo. In questa fase la temperatura corporea viene portata a zero gradi. Nelle regioni mediterranee i moscardini non vanno propriamente in letargo, ma, cadono in una sorta di torpore che viene interrotto da alcune ore di attività. In media la fase di torpore dura circa trenta giorni. I moscardini costruiscono due nidi diversi, uno per l’estate e uno per l’inverno. Il nido estivo viene costruito subito dopo il risveglio dal letargo e in alcuni casi tendono ad occupare anche le cassette per gli uccelli. In determinate situazioni i moscardini possono anche condividere lo stesso nido con altri esemplari della specie. La dieta di questi piccoli roditori si basa principalmente sul consumo di frutta e in particolare di nocciole di cui vanno molto ghiotti e che mangiano senza neanche estrarle dal guscio grazie ai loro acuminati incisivi. Non essendo dotati di intestino cieco, i moscardini - come tutti gli altri gliridi – non riescono a digerire la cellulosa e quindi difficilmente si nutrono di erba e di foglie. Non disdegnano, comunque, le ghiande, le bacche, le gemme, i fiori con il nettare, la frutta e quando capita qualche insetto e qualche larva. Nel periodo estivo, però, la dieta dei moscardini è composta esclusivamente da ghiande e nocciole, alimenti molto più nutrienti in vista dell’arrivo dell’inverno e del periodo del letargo. In questa fase è molto importante immagazzinare scorte a sufficienza per superare l’inverno e non sono rari i casi di moscardini, soprattutto quelli più giovani, che non riescono a sopravvivere al letargo perché non sono riusciti ad accumulare abbastanza riserve durante l’estate.
Allevamento
Il moscardino non è tra i mammiferi inseriti nella lista Rossa IUCN, in quanto è considerato una specie a basso rischio di estinzione ed è quindi tra quelle allevabili. Se si vuole allevare un moscardino, però, occorre denunciarlo al corpo forestale dello Stato. Si tratta di un animale molto schivo e riservato, quindi, non semplice da allevare in cattività. Come tutti i gliridi, il moscardino è tutelato dalla convenzione di Berna e quindi è assolutamente vietata la caccia o il prelievo in natura, ma può essere acquistato presso allevamenti specializzati. Necessita di molte cure ed è spesso soggetto a malattie. I cuccioli di moscardino vanno nutriti con latte per neonati che deve essere somministrato con delle piccole siringhe senza ago. Vanno poi svezzati con omogeneizzati a frutta e una volta cresciuti vanno nutriti con frutta e bacche. In cattività i moscardini vivono in media fino ai tre anni. Devono essere tenuti in gabbiette grandi abbastanza per consentirgli una certa libertà di movimento. Nella gabbia bisogna introdurre dell’erba e un po’ di muschio per consentirgli di crearsi un rifugio in cui nascondersi. Si devono introdurre anche dei rami per consentirgli di allenarsi nell'arrampicata. In agricoltura i moscardini non sono visti di buon occhio dai contadini e soprattutto da quelli che coltivano le nocciole. La presenza di una colonia di moscardini in un noccioleto è individuabile attraverso vari indizi quali il ritrovamento, nascosti tra i cespugli, di nidi dalla forma sferica con un’unica entrata, fatti di cortecce, muschio e fili d’erba o il rinvenimento di gusci vuoti di nocciole ancora intatti con sopra solo i segni degli incisivi di questi piccoli roditori. A causa della loro abitudine a rosicchiare le nocciole e la frutta, i moscardini sono spesso vittime di vere e proprie spedizioni punitive da parte degli agricoltori che tendono a stanarli e a ucciderli utilizzando trappole e fucili da caccia per proteggere il proprio raccolto. In media ogni anno ne vengono uccisi circa ventimila. Alcuni vengono venduti per poi essere utilizzati in cucina per la preparazione di piatti tradizionali come avviene in Calabria dove viene servito sotto forma di spezzatino. La sopravvivenza dei moscardini, infine, è minacciata anche dalla distruzione dei loro habitat naturali e dalle sempre maggiori difficoltà nel trovare gli alimenti necessari per la loro sopravvivenza. La distruzione dei boschi e delle foreste, le nuove tecniche di agricoltura intensiva hanno, infatti, ridotto al minimo la possibilità di trovare cibo a sufficienza per sopravvivere anche durante il periodo del letargo, di conseguenza, sono sempre di più gli esemplari di moscardino che soccombono all'inverno.
Domande frequenti
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È legale tenere un moscardino come animale domestico?Sì, è possibile allevare il moscardino in cattività, ma ci sono obblighi legali rigorosi da rispettare. Essendo una specie protetta dalla Convenzione di Berna, è severamente vietato catturarlo o prelevarlo direttamente dalla natura. Per averne uno come pet, è necessario acquistarlo esclusivamente presso allevamenti specializzati certificati. Inoltre, chi possiede un esemplare ha l'obbligo di denunciare la detenzione al Corpo Forestale dello Stato. Questa normativa mira a proteggere la specie selvatica dallo sfruttamento illegale e a garantire che gli animali in cattività provengano da fonti etiche e controllate.
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Cosa mangia il moscardino e qual è la sua dieta ideale?Il moscardino è onnivoro ma predilige fortemente frutta secca e dolce. La sua dieta base comprende nocciole (che riesce a rompere anche col guscio), ghiande, bacche, frutti di bosco e gemme. Poiché non possiede intestino cieco, non digere bene la cellulosa, quindi erba e foglie verdi sono sconsigliati come fonte principale. In estate integra la dieta con insetti e larve per assumere proteine. In cattività, oltre a frutta fresca e noccioline intere, si possono offrire omogeneizzati alla frutta per i cuccioli. È fondamentale evitare cibi processati o zuccherati eccessivamente, privilegiando alimenti naturali che simulino la sua dieta selvatica.
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Come devo arredare la gabbia per un moscardino?Essendo un animale arboricolo e attivo, il moscardino necessita di spazi ampi e verticali, non di gabbie strette. L'arredamento deve includere numerosi rami naturali di varie dimensioni per permettere arrampicate ed esercizio fisico. È essenziale fornire materiali per la costruzione del nido, come muschio, erba secca e pezzettini di corteccia, poiché l'istinto di nidificazione è forte. La gabbia dovrebbe avere almeno due livelli: uno per il riposo sicuro e uno per l'esplorazione. Assicurati che le sbarre siano vicine tra loro per evitare fughe, dato che il moscardino è piccolo e agile. Evita lettiere di legno di cedro o pino, preferisci carta riciclata o fibre vegetali innocue.
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Quanto vive un moscardino in cattività e quali sono le sue esigenze stagionali?In cattività, il moscardino vive mediamente intorno ai tre anni, talvolta fino a cinque se le cure sono eccellenti. Una sfida cruciale è gestire il ciclo stagionale: in natura va in letargo da ottobre a marzo. In casa, molti proprietari decidono di non forzare il letargo per facilitare la convivenza, mantenendo temperature fresche ma non gelide. Tuttavia, se si opta per il letargo, è necessario monitorare attentamente il peso dell'animale e la sua salute, poiché un calo ponderale eccessivo può essere fatale. La preparazione richiede un'alimentazione ricca in estate per accumulare grassi. Consultare sempre un veterinario esperto in animali esotici prima di decidere se far ibernare il proprio pet.
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Perché il moscardino è difficile da allevare come animale domestico?Il moscardino è considerato un animale da compagnia avanzato a causa del suo carattere schivo e stress-prone. Non ama essere manipolato frequentemente e può reagire con morsetti se si sente minacciato. Richiede cure specifiche: i cuccioli devono essere allattati con formule speciali tramite siringa senza ago, operazione delicata. Inoltre, è soggetto a diverse patologie comuni nei roditori, come problemi dentali o respiratori, che richiedono veterinari specializzati. La sua natura selvatica rende l'adattamento alla cattività lento e complesso. Non è adatto a bambini piccoli o a chi cerca un animale affettuoso e giocoso; è più indicato per osservatori pazienti rispettosi dei suoi tempi e del suo spazio.





