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Allevamenti furetti

Aggiornato il 28 gennaio 20134 capitoli5 domande frequenti
allevamenti furetti

Allevamenti amatoriali e intensivi

La massiccia diffusione dei furetti come animali domestici ha portato, negli ultimi decenni, alla nascita di numerosi allevamenti di esemplari da compagnia. Gli allevamenti possono essere amatoriali o specializzati. Gli allevamenti amatoriali sono gestiti da privati e solitamente dispongono solo pochi cuccioli e solo nel periodo della riproduzione. Il vantaggio di questi allevamenti è che si può controllare personalmente il furetto prima di acquistarlo, accertandosi delle sue condizioni di salute e di come è stato tenuto dalla nascita fino al momento dell’acquisto. Gli allevamenti specializzati, invece, tendono ad allevare furetti in grossi numeri per poi spedirli come pacchi in ogni parte del mondo. Rappresentativo è il caso della Marshall Farm americana, dove questi piccoli mustelidi sono allevati in vere e proprie batterie. Parzialmente diverso è il discorso per gli allevamenti specializzati europei. Qualunque sia il tipo di allevamento, quando si acquista un furetto, bisogna farsi consegnare il libretto delle vaccinazioni, o in caso di cuccioli, farsi mostrare quello dei genitori. Bisogna, inoltre, richiedere il certificato con cui si attesta che l’esemplare che si sta acquistando non sia frutto dell’accoppiamento di consanguinei. I furetti sono molto delicati e non è raro che si ammalino a causa delle precarie condizioni in cui sono stati allevati nei primi mesi di vita. Per questo si consiglia anche di controllare lo stato di salute generale dell’animale e il carattere prima di procedere con l’acquisto.

Allevamenti Marshall

Con il termine Marshall non si intende una razza di furetto, ma il tipo di allevamento di provenienza. Gli allevamenti Marshall sono degli allevamenti americani nati inizialmente per la creazione di cavie da laboratorio e che solo negli ultimi decenni hanno diversificato la produzione iniziando ad allevare furetti domestici. In questi allevamenti i furetti vengono allevati in batteria secondo tecniche ben precise che prevedono la deghiandolazione alla nascita per ridurre il cattivo odore proprio dell’animale e la sterilizzazione nei primi mesi di vita. A seguito di queste pratiche i furetti Marshall sono più piccoli e affusolati rispetto a quelli europei, ma, anche più deboli e più soggetti ad ammalarsi. Non è raro che in questi allevamenti avvengano accoppiamenti tra consanguinei che portano alla nascita di soggetti deboli e affetti da tare genetiche. I furetti Marshall si riconoscono dalla presenza di tatuaggi sulle orecchie. Solitamente si tratta di un puntino nel caso degli esemplari sterilizzati e di due puntini per quelli anche deghiandolati. La Marshall Farm può essere definita come il più grande allevamento intensivo di furetti del mondo con enormi capannoni contenenti centinaia di migliaia di esemplari chiusi in gabbia e pronti per essere spediti in ogni parte del pianeta.

Allevamenti europei

Gli allevamenti europei a differenza di quelli oltreoceano non prevedono la deghiandolazione del furetto alla nascita, né tantomeno la sterilizzazione nei primi mesi di vita. I furetti provenienti da allevamenti italiani o europei sono venduti ‘interi’, ovvero, non vengono operati a meno che non sia l’acquirente a richiederlo con un costo aggiuntivo al prezzo finale. Un’altra differenza è data dalle caratteristiche fisiche del furetto europeo che, generalmente è più grande dei suoi simili allevati in allevamenti Marshall che vengono sterilizzata troppo precocemente bloccandone lo sviluppo. In alcuni allevamenti dell’est Europa vengono attuate pratiche molto simili a quelle americane come la deghiandolazione e la sterilizzazione precoce con gravi conseguenze sulla salute dei furetti. Quando si acquista un furetto europeo è bene accertarsi con esattezza della sua provenienza.

La legislazione

I furetti non sono catalogati come una specie selvatica a rischio, ma, come animali domestici e quindi la loro vendita è da considerarsi legale a tutti gli effetti. La commercializzazione e la detenzione dei furetti sono, comunque, interessate da altre normative come l’articolo 727 del codice penale che punisce il maltrattamento e la detenzione di animali in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche naturali. E’ inoltre severamente vietato l’abbandono dei furetti in natura. La legge italiana, infatti, punisce l’introduzione di specie non autoctone sul territorio italiano per il rischio di distruzione degli ecosistemi e degli habitat delle specie autoctone. Nello specifico l’abbandono di furetti in natura può determinare dei rischi per la conservazione della puzzola, specie autoctona e a rischio conservazione. I furetti inoltre possono causare una notevole diminuzione degli insetti e dei piccoli invertebrati di cui si cibano gli altri predatori italiani. Attualmente non risultano presenti in Italia popolazioni naturalizzate di furetti, come invece è accaduto in Gran Bretagna e in Nuova Zelanda ad esempio, e la sua introduzione in natura determina significativi rischi per la conservazione della fauna e della flora locale e di conseguenza è severamente proibito l’abbandoni di questi piccoli animaletti domestici.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un furetto di allevamento Marshall e uno europeo?
    La differenza sostanziale risiede nelle pratiche di allevamento e nella fisiologia dell'animale. I furetti Marshall, originari di grandi allevamenti intensivi statunitensi, subiscono deghiandolazione e sterilizzazione precoce alla nascita. Questo processo blocca il loro sviluppo fisico, rendendoli più piccoli e affusolati, ma li rende anche più fragili e predisposti a malattie e tare genetiche dovute spesso agli accoppiamenti tra consanguinei. Al contrario, i furetti europei (inclusi quelli italiani) nascono interi, senza interventi chirurgici obbligatori, sviluppandosi normalmente e raggiungendo dimensioni maggiori, garantendo generalmente una struttura fisica più robusta e una migliore qualità della vita.
  • Come posso riconoscere se un furetto proviene da un allevamento Marshall?
    Il metodo più immediato per identificare un furetto di origine Marshall è osservare le orecchie, poiché questi animali vengono tatuati alla nascita. Solitamente, un punto indica che il furetto è stato sterilizzato; due punti indicano che è stato sia sterilizzato che deghiandolato. Inoltre, questi furetti presentano caratteristiche fisiche distintive: sono generalmente più piccoli, snelli e affusolati rispetto ai loro omologhi europei, a causa della sterilizzazione precoce che ne ha interrotto la crescita. È fondamentale chiedere sempre documentazione chiara sull'allevamento di provenienza prima dell'acquisto.
  • Quali documenti devo pretendere dall'allevatore prima di acquistare un furetto?
    Per garantire la salute e la legalità dell'acquisto, devi richiedere due documenti fondamentali. Il primo è il libretto sanitario: se acquisti un cucciolo, chiedi di vedere almeno quello dei genitori per verificare lo stato vaccinale e la storia clinica della linea genetica. Se acquisti un adulto, il libretto deve essere aggiornato. Il secondo documento è il certificato di pedigree o dichiarazione d'origine che attesti l'assenza di consanguineità nell'accoppiamento. Questa pratica è cruciale per evitare l'acquisizione di soggetti deboli o affetti da difetti genetici ereditari, comuni negli allevamenti intensivi non selezionati eticamente.
  • È legale acquistare furetti e quali norme tutelano il benessere animale?
    Sì, l'acquisto e la detenzione dei furetti sono legali in quanto classificati come animali domestici. Tuttavia, la normativa italiana, in particolare l'articolo 727 del codice penale, vieta rigorosamente il maltrattamento e la detenzione in condizioni incompatibili con le esigenze naturali dell'animale. Questo significa che gabbie eccessivamente piccole, mancanza di igiene o cure mediche neglette costituiscono reato. Inoltre, l'abbandono in natura è severamente proibito non solo per il benessere del singolo animale, ma anche per proteggere l'ecosistema locale, poiché i furetti sono predatori che potrebbero destabilizzare le popolazioni di specie autoctone come la puzzola.
  • Cosa comporta la deghiandolazione e perché è sconsigliata?
    La deghiandolazione è un intervento chirurgico che rimuove le ghiandole odorose del furetto, praticato principalmente negli allevamenti Marshall per ridurre il tipico odore forte di questi animali. Sebbene riduca l'odore corporeo, questa procedura è considerata controversa dal punto di vista etico e sanitario. Spesso viene effettuata insieme alla sterilizzazione precoce, causando stress significativo al cucciolo e aumentando i rischi di complicanze post-operatorie. Molti esperti e associazioni animaliste sconsigliano tali pratiche invasive, preferendo allevamenti che rispettino l'integrità fisica dell'animale, affidandosi piuttosto a una corretta gestione igienica e alimentare per gestire l'odore naturale.

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