Come avviare un allevamento
Avviare un allevamento di cani, o trovare lavoro presso di esso, è un’ottima opportunità per svolgere un’attività remunerata conciliandola con una propria passione. Ed indispensabile è proprio la passione per i cani, per lavorare in un allevamento, dato che l’impegno richiesto non è indifferente: occorre avere qualche nozione di scienza veterinaria per non trascurare la salute dei cani, occorre avere tempo e pazienza per accudirli, quindi un po’ di pratica nella toelettatura, e, da ultimo, sarebbe opportuno intendersi anche di genetica, poichè le nascite devono essere controllate per ottenere cuccioli esenti da patologie ereditarie. Oltre alle conoscenze, è necessario anche il tempo: da trascorrere ad esposizioni canine, per conoscere altri allevatori e per far conoscere sé ed i propri animali. Per questo, negli allevamenti più figure sono presenti, talvolta specializzate ciascuna nel proprio campo e talaltra abili nello svolgere più mansioni. Importantissima è soprattutto la conoscenza della razza allevata, per questo è buona norma che in un allevamento non vengano tenute molte razze: è impossibile, infatti, essere informati in maniera idonea su tutte, e seguire le cucciolate di ciascuna di esse come si conviene. Accade molto spesso che allevamenti che promettono qualsiasi razza subito disponibile non facciano altro che importare questi animali, spesso senza controlli ed in condizioni disdicevoli!
Qualche consiglio
In un buon allevamento, i cuccioli vengono ceduti a partire dai 60 giorni di età, vaccinati e sverminati. Il pedigree è importante per conoscere la genealogia del cane: certifica soprattutto la salute del cucciolo, oltre al buon sangue. Ma per un pedigree la spesa non dovrebbe superare i 30 euro. Si distinguono principalmente due tipi di allevamenti: amatoriali e professionali. Sono detti amatoriali quelli che non possiedono più di cinque fattrici ed i cui cuccioli non superano la trentina ogni anno. Solitamente sono a conduzione familiare, i cani vivono entro le mura domestiche, strettamente a contatto con la famiglia umana, che così ha la possibilità di accudirli con grande attenzione, spinta soprattutto dalla passione per questi animali. Non è necessaria l’iscrizione al registro IVA ed alla Camera di Commercio, a patto che questo allevamento non generi un reddito positivo, che deve essere dichiarato come attività commerciale esercitata occasionalmente, e che richiede l’iscrizione al Registro Allevatori. Un allevamento professionale, al contrario, ha bisogno della licenza comunale e deve essere iscritto alla Camera di Commercio; necessita inoltre del vaglio dell’ufficio igiene dei servizi veterinari, che deve giudicare a norma la struttura. Allevare cani non è facile: sono esseri viventi, che hanno bisogno di cure ed attenzioni, ma anche di affetto e passione. Un buon allevatore ama i propri cani, desidera per loro il meglio e si impegna per garantirglielo.
Domande frequenti
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Quali competenze tecniche servono per lavorare in un allevamento canino?Lavorare in un allevamento richiede ben più della semplice passione: è fondamentale possedere solide basi di scienze veterinarie per monitorare la salute degli animali e prevenire malattie. È essenziale saper gestire la toelettatura quotidiana e comprendere principi di genetica per evitare la trasmissione di patologie ereditarie ai cuccioli. Inoltre, la pazienza e il tempo dedicato all'accudimento sono risorse indispensabili. Spesso, negli allevamenti strutturati, queste mansioni sono divise tra figure specializzate, ma la conoscenza approfondita della specifica razza allevata rimane il requisito principale per garantire il benessere e la qualità genetica dei cani.
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Come si distingue un allevatore amatoriale da uno professionale?La distinzione principale risiede nel numero di fattrici e nei requisiti legali. Gli allevatori amatoriali gestiscono solitamente fino a cinque fattrici e producono meno di trenta cuccioli annui, operando spesso in ambito familiare senza obbligo di Partita IVA se non generano reddito commerciale. Devono però iscriversi al Registro Allevatori. Gli allevatori professionali, invece, richiedono licenze comunali, iscrizione alla Camera di Commercio e l'approvazione dell'Ufficio Igiene Veterinaria sulla struttura. L'allevamento professionale implica un impegno lavorativo a tutti gli effetti e standard strutturali più rigorosi rispetto alla gestione domestica o semi-professionale.
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A quale età e in quali condizioni si cedono i cuccioli?Secondo le buone pratiche etiche e normative, i cuccioli dovrebbero essere ceduti ai loro nuovi proprietari esclusivamente dopo aver compiuto 60 giorni di vita. Prima di questa data, i cuccioli devono essere stati sottoposti a un programma completo di vaccinazioni e sverminazione, garantendo così la loro salute iniziale. È cruciale verificare la presenza del pedigree, documento che certifica la genealogia e l'identità del cane, assicurando che provenga da linee sanguigne sane. Diffidare di chi propone cessioni immediate prima dei due mesi o senza documentazione sanitaria aggiornata, poiché ciò potrebbe indicare pratiche irresponsabili o illegali.
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Quanto costa un pedigree e perché è importante?Il costo di un pedigree dovrebbe essere contenuto, generalmente non superiore ai 30 euro, poiché si tratta di un documento amministrativo e genetico. La sua importanza è duplice: certifica la discendenza del cane, permettendo di risalire agli antenati, e funge da garanzia indiretta sulla salute della linea genetica. Un pedigree valido assicura che i genitori siano stati selezionati per evitare difetti fisici o comportamentali noti. Acquistare un cane senza pedigree o da fonti che promettono qualsiasi razza immediatamente disponibile può esporre a rischi di acquistare animali provenienti da catene di produzione intensive, dove la selezione genetica e il benessere animale sono spesso trascurati.
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È sicuro acquistare cani da allevamenti che offrono qualsiasi razza subito?No, è fortemente sconsigliato. Gli allevamenti seri si specializzano in una o poche razze per garantire la massima competenza nella cura e nella selezione genetica. Chi offre qualsiasi razza pronta consegna agisce spesso come importatore o rivenditore, acquistando cuccioli da strutture esterne senza controlli adeguati. Queste pratiche comportano rischi elevati: i cani possono provenire da ambienti disagevoli, non aver ricevuto le dovete cure preventive e avere ascendenze ignote. Un vero allevatore dedica anni allo studio della propria razza e non produce cuccioli in serie, privilegiando la qualità e il benessere animale rispetto alla disponibilità immediata e alla varietà indiscriminata.


