Il mantello del cane corso e la sua reale tolleranza al freddo
Il cane corso ha un mantello corto ma non raso, aderente e lucido, con un sottopelo leggero che si infittisce un poco nella stagione fredda. Non è quindi il pelo di un cane da neve, ma nemmeno quello rasato di un levriero: un soggetto adulto, sano e abituato a stare fuori sopporta bene le giornate fresche e umide tipiche dell'inverno italiano, mentre comincia a soffrire quando la temperatura scende verso lo zero, soprattutto se c'è vento o pioggia che bagna il pelo fino alla pelle. La domanda se il cane corso soffra il freddo non ha quindi una risposta unica. Conta la massa corporea, che in un molosso di questa taglia aiuta a trattenere calore, ma contano anche l'età, lo stato di salute e le abitudini: un corso che vive in appartamento con il riscaldamento perde parte dell'adattamento e sentirà il freddo prima di uno cresciuto in giardino. Valuta il tuo cane per quello che è, non per la fama di razza rustica.
Come capire se il tuo cane corso ha freddo
Il primo segnale è il tremore, che compare anche nei cani grandi e non va confuso con l'eccitazione. Osserva poi come si muove durante l'uscita: un corso infreddolito rallenta il passo, respira più piano, cerca i muri al sole e tende a rientrare verso casa prima del solito. In casa dorme di più, si rannicchia sulla coperta e si allontana malvolentieri dal posto in cui si è sistemato. Se noti questi comportamenti, accorcia le uscite e offri un ambiente più tiepido, senza aspettare che il cane si ammali: anche un molosso può prendere raffreddori, bronchiti o polmoniti se resta a lungo bagnato e al freddo. Nei soggetti anziani il freddo accentua anche le rigidità articolari, quindi se il tuo corso fatica ad alzarsi o zoppica dopo il riposo parlane con il veterinario, perché il tremore in quel caso può dipendere dal dolore e non dalla temperatura.
Cuccia e riparo per il cane corso che vive in giardino
Molti cani corso vivono all'aperto come guardiani della casa, e in inverno è questa la situazione da curare con più attenzione. Un adulto sano può dormire fuori finché la temperatura notturna resta sopra i 4 gradi circa; sotto questa soglia, o con gelate e neve, fallo dormire in un locale chiuso, un garage o una veranda, anche se non è abituato. Per i cuccioli non ci sono eccezioni: nei mesi freddi stanno in casa, perché non regolano ancora bene la temperatura corporea. La cuccia deve essere grande quanto basta per sdraiarsi ma non enorme, altrimenti il calore del corpo si disperde. Posizionala in un punto asciutto e riparato, sollevata da terra con un basamento o dei listelli, con l'ingresso rivolto dalla parte opposta al vento dominante. All'interno metti coperte o un materassino isolante e cambiali spesso, perché l'umidità trattenuta dai tessuti toglie ogni beneficio. Se la zona è soggetta a gelate, scegli una cuccia coibentata o rivesti le pareti con pannelli isolanti e aggiungi una tenda di plastica morbida all'ingresso. Controlla ogni mattina che l'acqua nella ciotola non sia ghiacciata: un cane che non beve si disidrata anche d'inverno.
Passeggiate, cappottino e alimentazione nei mesi freddi
Il movimento è il modo più naturale con cui un corso si scalda, quindi non rinunciare alle uscite: preferisci le ore centrali della giornata, quando l'aria è meno pungente, e mantieni un'andatura sostenuta invece delle soste prolungate. Dopo la pioggia asciuga bene il pelo con un panno, con attenzione a torace e ventre, perché è l'acqua a raffreddare il cane più della temperatura in sé. Controlla i polpastrelli dopo le passeggiate su strade salate o ghiacciate e sciacquali con acqua tiepida. Il cappottino per un cane corso in buona salute serve di rado, ma ha senso per un soggetto anziano, convalescente, molto magro o abituato al caldo di casa: scegli un modello che copra bene il torace senza limitare il movimento delle spalle. Sul piano dell'alimentazione, un cane che vive fuori consuma più energia per mantenersi caldo e può aver bisogno di una razione leggermente più abbondante, mentre uno che d'inverno esce meno rischia di ingrassare; regola le dosi insieme al veterinario invece di aumentarle a occhio.





