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Cani da caccia in autunno: controlli dopo ogni uscita

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Zampe e cuscinetti: cosa cercare tra le dita dopo la battuta

Zampe e cuscinetti: cosa cercare tra le dita dopo la battuta

I cani da caccia in autunno percorrono chilometri su un terreno che non si vede: sotto il tappeto di foglie restano ricci di castagne, aghi di pino, ghiande, sassi e a volte frammenti di vetro. I ricci e gli aghi si incastrano facilmente tra i cuscinetti e possono provocare irritazioni e piccole ferite da perforazione, che un cane concentrato sulla pista non segnala finché non diventano dolorose. Per questo il primo dei controlli dopo ogni uscita riguarda le zampe, prima ancora di caricare il cane in auto. Passa un panno umido su ogni zampa per togliere terra e detriti superficiali, poi allarga le dita una per una e guarda gli spazi interdigitali, la base delle unghie e lo sperone, dove si annidano spine e frammenti. Se trovi qualcosa di accessibile rimuovilo con le mani o con una pinzetta pulita; se invece la punta è penetrata in profondità, non insistere e fai intervenire il veterinario, perché una ferita trascurata può infettarsi nel giro di pochi giorni. Asciuga bene i cuscinetti alla fine, soprattutto se il bosco era bagnato: la pelle macerata dall'umidità si screpola e si taglia con più facilità alla battuta successiva.

Pelo, pelle e orecchie: spine, zecche e piccole ferite nascoste

Finite le zampe, passa le mani su tutto il corpo del cane, contropelo, come farebbe il veterinario durante la visita. Le razze a pelo corto, come i cani da ferma continentali, mostrano subito i graffi lasciati da rovi e filo spinato; su un segugio o uno spaniel a pelo più folto, invece, un taglio sul petto o sul ventre può restare nascosto e manifestarsi solo quando il cane si lecca con insistenza. Controlla anche gli occhi, spesso arrossati dai rami bassi, e il tartufo, che nelle ore di cerca passa nel fitto della vegetazione. Le zecche non spariscono con il calo delle temperature: nei boschi e nei prati restano attive per gran parte dell'autunno, e un cane che lavora nel sottobosco ne raccoglie molte più di un cane da compagnia. Cerca con cura nelle zone più riparate, cioè ascelle, inguine, pieghe del collo, interno delle orecchie e tra le dita, e togli ogni parassita con l'apposito uncino, senza schiacciarlo. Se il tuo cane ha le orecchie pendenti, dedica loro un controllo a parte: il padiglione chiuso trattiene umidità e detriti, e un odore sgradevole o lo scuotimento continuo della testa annunciano un'otite. Prosegui la profilassi antiparassitaria per tutta la stagione venatoria, secondo lo schema concordato con il veterinario.

Andatura, articolazioni e segnali che richiedono il veterinario

Un cane di taglia grande che ha lavorato per ore nasconde bene la fatica mentre è in azione, ma la mostra nelle ore successive. Osservalo mentre scende dall'auto e nei primi passi dopo il riposo: una zoppia, una rigidità del posteriore o la riluttanza a salire le scale la mattina seguente indicano che qualcosa non va, da una semplice contusione a una lesione articolare. Nei soggetti predisposti alla displasia dell'anca o del gomito, frequente nelle razze grandi, queste osservazioni dopo ogni uscita aiutano a capire quando ridurre il ritmo delle battute. Alcuni segnali, invece, non ammettono attesa. Un gonfiore improvviso e dolente sul muso o su un arto può essere il morso di una vipera, ancora attiva nelle giornate tiepide di inizio autunno; vomito, tremori o abbattimento comparsi poco dopo l'uscita fanno pensare all'ingestione di qualcosa di tossico; un addome teso e tentativi di vomitare a vuoto nelle ore dopo il pasto sono il quadro della dilatazione-torsione gastrica, un'emergenza tipica dei cani grandi con torace profondo. In tutti questi casi chiama subito il veterinario, avvisandolo mentre sei già in viaggio: ogni minuto passato a osservare è un minuto sottratto alle cure.

Rientro a casa: asciugatura, riposo e il pasto al momento giusto

Completati i controlli sul campo, il rientro merita la stessa attenzione. Trasporta il cane in gabbia o nel vano posteriore separato da una rete, come prevede il codice della strada, e sistemalo su una coperta asciutta se è bagnato: un cane inzuppato che viaggia al freddo arriva a casa con i muscoli irrigiditi. Una volta a casa asciugalo con cura, dalle orecchie alla punta della coda, e lascialo riposare in un posto caldo e tranquillo prima di qualsiasi altra cosa. Offri il pasto solo quando il cane si è calmato e respira normalmente da un po', mai subito dopo lo sforzo, perché mangiare con lo stomaco ancora in agitazione favorisce proprio la torsione gastrica. Metti a disposizione acqua fresca in piccole quantità ripetute, piuttosto che una ciotola piena da tracannare in un fiato. Il giorno seguente osserva appetito, feci e voglia di muoversi: sono gli indicatori più semplici di come il cane ha retto la giornata, e ti dicono se può affrontare la prossima uscita o se gli conviene un giorno in più di recupero.

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