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Adottare cane canile

Aggiornato il 08 giugno 20115 capitoli5 domande frequenti
Adottare cane canile

Cosa fare per adottare un cane del canile?

Per adottare un cane del canile è necessario, ovviamente, recarsi in un canile e fare la domanda. Appositi dipendenti controlleranno le varie domande e si occuperanno di fare questionari e controlli sulle famiglie, in modo da assicurare al cane una sistemazione adeguata. I cani, per il primo anno, infatti, rimangono ancora sotto la custodia del canile d'appartenenza, che potrà fare controlli saltuari a sorpresa, per controllare le condizioni dell'animale.

Che sterilizzazione fare ad un cane del canile?

La sterilizzazione, detta anche castrazione, è quell'operazione chirurgica grazie alla quale vengono asportate parti degli organi genitali per evitare la riproduzione. Essa viene praticata soprattutto sugli animali e può essere di vari tipi, a seconda di quali parti vengono rimosse. Nei maschi, quando si rimuovono i testicoli si parla di orchiectomia. Nelle femmine, quando vengono rimosse le ovaie si parla di ovariectomia; quando viene rimosso l'utero si parla di isteroctomia; quando vengono rimosse sia le ovaie sia l'utero si parla invece di ovarioisteroctomia. Ad un cane del canile non sono necessarie sterilizzazioni particolari, ma è sempre bene, appena s'adotta un cane, decidere se evitare del tutto la possibilità di farlo riprodurre o se invece lasciare questa possibilità.

Perché adottare un cane dal canile?

Adottare un cane del canile, anziché comprarlo in un negozio o cercare appositamente di far accoppiare una coppia di cani per averne un determinato cucciolo, è un atto di estrema bontà verso gli animali. I cani dei canili sono solitamente cani abbandonati o maltrattati, malati o con malformazioni, quasi “scartati” dal resto delle persone. Sono cani che vivrebbero di solitudine, di una vita triste e difficile. Si tende a scegliere di adottare i cuccioli, perchè più teneri e malleabili, ma l'adottare un cane già adulto non è uno svantaggio per il nuovo padrone: essi possono essere degli ottimi compagni, fidati ed affettuosi; inoltre, è un po' come salvar loro la vita.

Come comportarsi con un cane del canile?

I cani dei canili sono spesso più problematici, all'inizio, dei cani comprati al negozio o adottati da amici e conoscenti. Questo perchè solitamente i cani dei canili arrivano da situazioni di difficoltà, di maltrattamento, di abbandono eccetera. È necessario manifestare maggiore comprensione, gentilezza, affetto e premurosità nei confronti di essi.. Non si può pretendere che essi, soprattutto se arrivano da situazioni difficili, ripongano subito nei nuovi padroni una fiducia totale; la diffidenza iniziale, però, col tempo può affievolirsi fino a sparire del tutto, ma sta al nuovo padrone fare in modo che il cane capisca che non verrà nuovamente abbandonato o maltrattato. Spesso è meglio evitare bruschi movimenti che possano essere fraintesi come gesti di rabbia verso i cani. È inoltre molto importante recarsi dal veterinario per i controlli, le vaccinazioni e tutto questo tipo di attività da ambulatorio, per assicurarsi delle condizioni di salute del nostro amico a quattro zampe.

La sindrome da abbandono

La sindrome da abbandono è un disturbo psicologico che colpisce gli esseri umani, ma può anche manifestarsi negli animali, soprattutto quelli adottati dai canili che sono stati più facilmente vittime di abbandoni e maltrattamenti. Essa è causata da una mancanza d'affetto e da un sentimento di abbandono, di solitudine, di lontananza dagli affetti o, nel caso degli animali, dal padrone. Non è un aspetto a cui dare poca importanza e da sottovalutare, poiché la sofferanza procurata da questo è molta. Solitamente, si manifesta quando il cane vede che i membri della propria famiglia escono e lo lasciano da solo. Può reagire abbaiando, ululando, piangendo, insomma atteggiamenti che denotano sofferenza. Questi sono atteggiamenti problematici, soprattutto per persone come i vicini di casa, oltre che per l'animale stesso. I cani sono addestrabili e quindi questi comportamenti possono essere modificati, ma è necessario l'aiuto del veterinario o, ancora meglio, di un istruttore canino. L'importante è cercare di modificare questi atteggiamenti all'inizio del loro manifestarsi, in modo da non farli radicare nella natura del cane. È impensabile per una persona, con tutto l'impegno e l'amore che può dare nella cura di un animale, che possa stare a contatto con quest'ultimo tutto il giorno, tutti i giorni: nell'andare a lavorare, è certamente impossibile potersi portare dietro il cane. A volte, la soluzione più semplice è quella di adottare un altro cane così da fare in modo che i due si tengano compagnia reciprocamente.

Domande frequenti

  • Quali controlli richiede l'adozione di un cane dal canile?
    L'adozione non è un semplice ritiro, ma un processo strutturato. Dopo aver presentato domanda, il personale del canile effettuerà colloqui e questionari per valutare l'idoneità della tua famiglia. È fondamentale sapere che il cane rimane sotto la tutela giuridica del canile per il primo anno: questo significa che l'ente ha il diritto di effettuare controlli a sorpresa presso il tuo domicilio per verificare che le condizioni di vita dell'animale siano adeguate e che non subisca negligenze. Solo dopo questo periodo di prova, la proprietà passa definitivamente all'adovente.
  • È obbligatorio sterilizzare il cane adottato dal canile?
    Non esiste un obbligo legale assoluto imposto dal canile per ogni singolo caso, ma è una pratica fortemente raccomandata e spesso inclusa nei costi di adozione. La sterilizzazione previene gravidanze indesiderate e riduce rischi sanitari e comportamentali. Se il cane non è già stato operato prima dell'adozione, dovrai concordare con il canile quando procedere. In generale, intervenire chirurgicamente evita problemi futuri legati ai cicli estrali nelle femmine o alla marcatura e alle fughe nei maschi, garantendo una convivenza più serena.
  • Come gestire la diffidenza iniziale di un cane abbandonato?
    I cani provenienti da situazioni di abbandono o maltrattamento mostrano spesso diffidenza e paura. Non pretendere confidenza immediata: agisci con calma, evitando movimenti bruschi che potrebbero essere interpretati come minacce. Usa un tono di voce dolce e offri cibo o premi per costruire associazioni positive. La pazienza è la chiave: la fiducia si costruisce giorno per giorno. Se noti segni di stress persistente, consulta un educatore cinofilo specializzato in recupero traumi, poiché un approccio errato potrebbe peggiorare il problema comportamentale invece di risolverlo.
  • Cosa fare se il cane soffre di ansia da separazione?
    L'ansia da separazione è comune nei cani ex abbandonati che temono di essere lasciati soli. Sintomi includono abbaiai eccessivi, distruzioni o vocalizzi quando resti fuori casa. Per gestirla, inizia abituando il cane a brevi assenze progressive, senza fare addii drammatici. Assicurati che abbia attività fisica e mentale prima di uscire. In casi gravi, il supporto di un veterinario comportamentalista è essenziale. Una soluzione efficace può essere l'adozione di un secondo cane: la compagnia di un pari può ridurre drasticamente la solitudine e l'ansia del primo animale.
  • Conviene adottare un cane adulto invece di un cucciolo?
    Assolutamente sì, e spesso è la scelta più consapevole. I cani adulti hanno già una personalità definita, permettendoti di capire se il suo carattere si adatta al tuo stile di vita. A differenza dei cuccioli, molti cani adulti del canile sono già abituati a camminare al guinzaglio, a usare la lettiera o il giardino, e non richiedono mesi di educazione base. Inoltre, adottare un adulto significa salvare una vita da un'esistenza grigia in gabbia. La loro maturità emotiva li rende spesso compagni più stabili e tranquilli, ideali per famiglie con bambini piccoli o anziani.

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