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Anziano malato riabbraccia il suo cane e migliora

Aggiornato il 24 ottobre 20143 capitoli5 domande frequenti

L'ultimo desiderio

Una storia affascinante che ha dell'incredibile quella tra un uomo malato e il suo cane. E’ successo nel Kentucky, negli Stati Uniti, e vede come protagonista James Wathern, un uomo anziano e gravemente malato che era ricoverato all’ospedale Baptist Health Corbin. L’anziano aveva smesso da tempo di mangiare, come affermavano i medici che lo hanno seguito durante la sua malattia. L’uomo stava lasciandosi morire e anche la sua mente si stava lentamente annebbiando. L'anziano signore però ha espresso il suo ultimo desiderio e cioè quello di rivedere il suo fedele amico a quattro zampe.

La ricerca di Bubba

Il cane di James è un Chihuahua di nome Bubba che l’anziano ha dovuto lasciare quando si è ricoverato in ospedale per gravi danni alla salute. L’uomo ha desiderato rivedere Bubba per l’ultima volta. Bubba però era in canile in quanto non aveva nessuno che si potesse occupare di lui. E’ partita allora la disperata ricerca del cane che con molti sforzi è stato ritrovato e portato al suo padrone. Nonostante le severissime regole dell’ospedale che vieta di introdurre animali, a James è stato concesso di rivedere il suo adorato cagnolino, compagno di una vita. La storia raccontata dai medici ha dell’incredibile. L’anziano signore dopo aver riabbracciato Bubba ha mostrato dei netti segni di miglioramento del suo stato di salute. Non sono stati solo miglioramenti fisici ma anche mentali. A detta dei medici infatti l'uomo ha mostrato comportamenti di lucidità mentale che stava perdendo lentamente.

Il miglioramento

Questo miglioramento non è di certo isolato e nemmeno il primo. Sono numerosi i casi di persone che hanno mostrato netti segni di miglioramento da malattie fisiche ma anche da depressioni e altre malattie mentali. Gli animali, infatti, soprattutto i cani, vengono utilizzati nella Pet Therapy che sta prendendo piede come una vera e propria terapia che mira a riconoscere gli animali come "medici". I medici hanno riscontrato che, facendo interagire le persone malate con gli animali, questi si rivelassero più sereni e meno depressi. Dunque la Pet Therapy è un ottimo strumento da affiancare alla terapia tradizionale. Dopo questa vicenda, l’ospedale Baptist Health Corbin, ha deciso di modificare il regolamento interno consentendo visite periodiche tra James e il suo piccolo grande amico Bubba. Numerosi ospedali, cliniche e centri di cura riconoscono l'efficacia della Pet Therapy e modificheranno di conseguenza le loro "rigide" regole.

Domande frequenti

  • Quali sono i benefici scientificamente provati della pet therapy sui pazienti anziani?
    La presenza di animali domestici, specialmente cani, riduce significativamente i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress) e aumenta la produzione di ossitocina e endorfine. Nei pazienti anziani, questo si traduce in abbassamento della pressione arteriosa, riduzione dell'ansia e della depressione, e stimolazione cognitiva. Studi clinici confermano che l'interazione con gli animali favorisce il rilassamento muscolare e migliora l'umore, agendo come coadiuvante efficace nelle terapie tradizionali per condizioni neurodegenerative o post-operatorie.
  • È vero che vedere il proprio animale può far riprendere a mangiare ai pazienti ricoverati?
    Sì, esistono casi documentati in cui il ritorno del pet ha stimolato l'appetito in pazienti affetti da anoressia psicogena o demenza avanzata. L'emozione positiva e il legame emotivo attivano centri cerebrali legati alla gratificazione e alla sopravvivenza, spingendo il paziente ad alimentarsi. Sebbene non sia una regola universale, l'impatto psicologico del conforto offerto dall'animale può superare la resistenza fisica o mentale al cibo, rendendo la visita degli animali una pratica sempre più considerata nei protocolli ospedalieri.
  • Come funziona la pet therapy in ambito clinico? È una terapia sostitutiva?
    La pet therapy non è mai una terapia sostitutiva, ma un supporto complementare validato scientificamente. Viene condotta da professionisti sanitari insieme a educatori cinofili certificati, che selezionano animali equilibrati e addestrati. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita, favorire la socializzazione e ridurre i sintomi di patologie croniche o acute. Le interazioni sono strutturate per raggiungere obiettivi specifici, come il recupero motorio o il sostegno emotivo, integrandosi armoniosamente con i trattamenti medici convenzionali prescritti dagli specialisti.
  • Posso portare il mio cane a trovare il mio parente ricoverato in ospedale?
    Le politiche variano notevolmente da struttura a struttura. Molti ospedali moderni hanno introdotto programmi ufficiali di visita degli animali, richiedendo però certificazioni sanitarie aggiornate per il cane (vaccini, sverminazione) e test comportamentali. In assenza di un programma strutturato, l'accesso è solitamente negato per motivi igienici e di sicurezza. È fondamentale contattare preventivamente l'amministrazione sanitaria della specifica struttura per verificare la disponibilità di tali servizi e comprendere le procedure burocratiche necessarie per autorizzare la visita.
  • Quale razza di cane è più indicata per la pet therapy?
    Non esiste una razza esclusiva, poiché l'idoneità dipende dal carattere individuale piuttosto che dalla genealogia. Tuttavia, cani di taglia media, tranquilli, socievoli e abituati alle interazioni umane sono spesso preferiti. Razze come Golden Retriever, Labrador, Cani Lupo Cecoslovacchi o persino piccoli cani come il Chihuahua (se ben socializzati) possono eccellere. Ciò che conta realmente è la stabilità emotiva dell'animale, la sua tolleranza allo stress e la capacità di leggere le emozioni umane, indipendentemente dalla taglia o dal pedigree.

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