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Cane bagnato che puzza dopo la pioggia: perché e come rimediare

Aggiornato il 15 ottobre 20264 capitoli
Perché il pelo umido sprigiona l'odore di cane bagnato

Perché il pelo umido sprigiona l'odore di cane bagnato

Il cane bagnato che puzza dopo la pioggia non è, di regola, un cane sporco: l'odore nasce dalla sua pelle sana. Il mantello è ricoperto da un velo di sebo in cui vivono batteri e lieviti che fanno parte del normale microbioma cutaneo, lo stesso che protegge la cute dalle aggressioni esterne. Questi microrganismi producono di continuo sostanze volatili dall'odore pungente, che però a pelo asciutto restano legate al sebo e si percepiscono appena. Quando l'acqua entra nel mantello scioglie quei legami e libera le molecole nell'aria tutte insieme, per questo bastano pochi minuti sotto un acquazzone perché il tuo cane cambi odore. Alcune razze lo sentono più di altre. I soggetti con pelle grassa, con pieghe cutanee o con sottopelo molto fitto trattengono più sebo e più umidità, quindi l'effetto si nota prima e dura più a lungo. Tieni presente che un cane bagnato lasciato umido a lungo favorisce anche la moltiplicazione dei lieviti, e l'odore tende a farsi più intenso con il passare delle ore.

Asciugare bene il cane al rientro dalla passeggiata

Il rimedio più efficace sul momento è asciugare il cane bagnato subito, prima che l'umidità scenda fino alla cute. Tieni un asciugamano grande vicino alla porta di casa e, se la pioggia ti sorprende lontano, portane uno in microfibra nello zaino: assorbe molto e occupa poco. Tampona e strofina seguendo il verso del pelo, insistendo su collo, petto, ventre e zona sotto la coda, dove l'acqua ristagna. Se il mantello ha un sottopelo denso, separa le ciocche con le dita per raggiungere lo strato più interno, perché è lì che l'umidità resta intrappolata anche quando la superficie sembra asciutta. Se dopo l'asciugamano il pelo è ancora umido puoi usare il phon, ma con cautela: tienilo a una buona distanza, alla temperatura più bassa, e muovilo sempre, senza fermarti su un punto. La cute del cane è più sottile della nostra e un getto caldo ravvicinato può irritarla o provocare scottature. Abituarlo da cucciolo al rumore e all'aria, con sedute brevi e un premio alla fine, ti renderà le giornate di pioggia molto più semplici.

Bagni, spazzola e impermeabile: la prevenzione nei mesi piovosi

Se il cattivo odore persiste anche a pelo asciutto, un bagno con uno shampoo formulato per cani rimette in equilibrio il mantello, perché rimuove il sebo in eccesso e restituisce al pelo il suo profumo naturale. Evita i prodotti per uso umano: il pH della cute canina è diverso dal nostro e un detergente sbagliato la secca, spingendo le ghiandole sebacee a produrre ancora più sebo. I bagni non vanno però fatti troppo spesso, perché lavaggi ravvicinati impoveriscono il film protettivo e peggiorano il problema; per la frequenza giusta in base al tipo di mantello chiedi al veterinario o al toelettatore. Tra un bagno e l'altro, la spazzolatura regolare è il gesto che spesso si trascura: toglie il pelo morto e il sottopelo che trattengono sebo e umidità, e ti permette di controllare la pelle. Nelle settimane più piovose valuta anche un impermeabile leggero per cane, che copre dorso e fianchi e riduce di molto la quantità di pelo da asciugare al rientro. Ricorda infine di lavare spesso cuccia, coperte e il telo dell'auto: i tessuti assorbono l'odore di cane bagnato e lo restituiscono ogni volta che lui ci si sdraia.

Quando l'odore non passa: i segnali da far controllare al veterinario

Un odore forte che resta anche dopo bagno e asciugatura accurata non dipende più dalla pioggia e merita una visita. La pelle umida è l'ambiente in cui prolifera la Malassezia, un lievito normalmente presente sulla cute che, se cresce in eccesso, produce un odore acido, simile a formaggio o muffa, soprattutto tra le dita, nelle pieghe e nelle orecchie. Le orecchie, in particolare, vanno controllate dopo ogni giornata umida nei cani con padiglioni pendenti: un'otite batterica o micotica si riconosce dal cattivo odore, dal cerume scuro e dal cane che scuote la testa o si gratta. Osserva anche se il cane si lecca o si morde con insistenza, se la pelle appare arrossata o con crosticine, se il pelo si dirada a chiazze: sono segnali di dermatiti o allergie, perché grattandosi il cane crea piccole lesioni che si infettano con batteri e da lì nasce la puzza. Un odore stantio e grasso può indicare seborrea, mentre quello intenso dalla zona posteriore rimanda alle ghiandole perianali. In tutti questi casi non ricorrere a deodoranti o rimedi fai da te, che coprono il sintomo senza risolverlo: il veterinario individuerà la causa e ti indicherà la terapia e i prodotti adatti alla cute del tuo cane.

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