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Condanna per padroni poco diligenti

Aggiornato il 20 ottobre 20143 capitoli4 domande frequenti
cane in gabbia

Proprietari...attenzione!

Vi dovete assentare per un breve periodo di vacanza o avete un impegno che v’impedisce di gestire il vostro cane? Sicuramente avete pensato di affidarlo a qualcuno, fiduciosi che lo tratterà bene, lo farà giocare, lo porterà al parco e lo alimenterà con cura. Siete proprio sicuri che questo avvenga veramente, in vostra assenza? Vi conviene fare le opportune indagini, prima di lasciare il vostro amico a quattro zampe a qualcuno, perché verreste puniti penalmente, se la persona alla quale lo affidate non lo custodisse adeguatamente. La Corte di Cassazione, infatti, si è già pronunciata in un caso di questo genere, considerando il proprietario dell’animale sempre responsabile, anche se affidato a un terzo. La condanna di tipo penale inflitta corrisponde al reato di abbandono di animali, punibile ai sensi di legge. Il caso specifico risale al 6 ottobre, quando la Cassazione del Tribunale di Padova ha emesso una sentenza, la n. 41362/14, nei confronti del proprietario di un cane che l’aveva lasciato in custodia a una persona per cinque giorni.

Cosa dice la legge

L’affidatario non aveva trattato il cane con la cura opportuna, non gli aveva dato sufficiente acqua, lo aveva legato a una catena troppo corta, lasciandolo circondato da mosche, e non gli aveva applicato una pomata per curare un’infezione all’orecchio. La sentenza ha considerato il proprietario responsabile dello stato di abbandono del cane, con una condanna per "l’esistenza di una situazione di incompatibilità con la natura dell’animale". Ogni volta che si decide di lasciare il proprio amico animale a qualcuno, è d'obbligo verificare personalmente se questi abbia i requisiti necessari, bisogna fornirgli le opportune regole comportamentali da tenere con il cane e assicurarsi che vengano messe in atto. È importante che il vostro amico fedele possa muoversi, essere lasciato libero da catena, almeno per qualche ora durante il giorno, deve essere portato a spasso e deve avere a disposizione cibo e acqua a sufficienza, quotidianamente.

Condanna per padroni poco diligenti

La sola negligenza del proprietario, nel caso in cui non dia precise disposizioni all’affidatario sulla cura del cane e non scelga adeguatamente a chi lasciare l'animale in sua assenza, è già di per sé punibile ai sensi di legge e a nulla serve fare ricorso, come nel caso descritto. Il proprietario aveva tentato di sollevarsi dalle proprie responsabilità, adducendo alcune giustificazioni, che non sono state sufficienti a convincere la Corte e a liberarlo dalla sentenza di colpevolezza. D’altra parte, cure adeguate e costanti nei confronti del proprio amico a quattro zampe tutelano prima di tutto la sua salute e sono una dimostrazione di affetto nei suoi confronti.

Domande frequenti

  • Sono legalmente responsabile se affido il mio cane a un amico e lui lo trascura?
    Sì, la giurisprudenza italiana stabilisce chiaramente che il proprietario rimane civilmente e penalmente responsabile delle condizioni del suo animale, anche quando è affidato a terzi. Non basta aver scelto una persona fidata; è necessario vigilare attivamente affinché vengano rispettati gli standard di cura. Se l'affidatario non fornisce cibo, acqua, movimento o cure mediche necessarie, il proprietario può essere condannato per abbandono o maltrattamento. La negligenza nel controllo o nella scelta dell'affidatario costituisce di per sé un illecito, poiché la tutela del benessere animale è un obbligo inderogabile che non si trasferisce automaticamente ad altri.
  • Quali sono le conseguenze legali se il cane viene lasciato male in mia assenza?
    Le conseguenze possono includere una condanna penale per il reato di abbandono o maltrattamento di animali, oltre a sanzioni amministrative. La Corte di Cassazione ha confermato che la semplice omissione di controlli o la mancata fornitura di istruzioni chiare all'affidatario rende il proprietario colpevole. In casi gravi, come la mancanza di acqua, cibo o cure veterarie essenziali, si configura un'ingiustizia grave verso l'animale. Oltre alle multe o alle pene detentive, il proprietario potrebbe subire la confisca dell'animale e l'interdizione temporanea o permanente dal possedere animali. È fondamentale documentare le cure richieste per difendersi, ma la responsabilità primaria resta sempre del titolare.
  • Cosa devo comunicare all'affidatario per evitare problemi legali?
    Devi fornire istruzioni scritte e dettagliate su dieta, orari dei pasti, quantità di acqua fresca disponibile e necessità di passeggiate quotidiane. Specifica chiaramente che il cane non deve rimanere legato a catene corte per lunghi periodi e deve avere spazio per muoversi. Indica eventuali patologie in corso, farmaci da somministrare e contatti del veterinario di fiducia. Chiedi conferma della ricezione delle informazioni e, se possibile, verifica periodicamente le condizioni del cane tramite foto o video. Una comunicazione chiara dimostra la tua diligenza e ti aiuta a provare di aver fatto tutto il possibile per garantire il benessere dell'animale, riducendo il rischio di accuse di negligenza.
  • Come posso verificare che l'affidatario stia curando bene il mio cane?
    Non limitarti alla fiducia cieca: effettua visite improvvise o chiedi a conoscenti di controllare la situazione. Richiedi aggiornamenti costanti, preferibilmente con foto o video che mostrino il cane in buona salute, pulito e attivo. Verifica che abbiano acquistato cibo fresco e che ci sia sempre acqua disponibile. Osserva il comportamento del cane: se appare letargico, disidratato o ferito, interveni immediatamente. Inoltre, assicurati che l'ambiente sia sicuro e igienizzato. Questa supervisione attiva non solo protegge il tuo amico a quattro zampe, ma costituisce una prova fondamentale della tua attenzione e diligenza in caso di contestazioni legali successive.

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