Malattia cani

Perchè il cane si ammala

Tutti gli organismi viventi che si trovano in un certo ambiente sono esposti alle innumerevoli influenze di tipo fisico, chimico e biologico che l’ambiente stesso esercita su di loro. Per questo motivo le strutture e le funzioni dell’organismo si modificano incessantemente lungo l’arco della vita in risposta alle variazioni dell’ambiente esterno; questa proprietà degli esseri viventi di cambiare l’intensità dei propri caratteri seguendo i mutamenti ambientali costituisce l’adattamento e rappresenta una delle capacità fondamentali che permettono agli organismi di prolungare la propria vita e di riprodursi. La facoltà degli esseri viventi di adattarsi ai mutamenti dell’ambiente è garantita dalla loro capacità di “ autocontrollo”. Ovviamente, le possibilità di adattamento non sono inesauribili; al di là di certi limiti l’organismo non può modificare ulteriormente l’intensità delle proprie funzioni e tende a rimanere nello stato di massima prestazione o addirittura tende a regredire da questo e a modificare quindi il proprio ambiente interno. Ciò fa capire come tutte le funzioni di un organismo siano in una condizione di equilibrio instabile e un’alterazione relativamente stabile nel tempo di questo equilibrio strutturale e funzionale da luogo alla malattia.
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La vita del cane al fianco dell'uomo

Fra tutti gli animali domestici, il cane soffre di malattie che ricordano più da vicino quelle dell’uomo del quale viene definito “ amico “ e con il quale condivide la vita in ambienti urbani fortemente inquinati alimentazione con cibi inscatolati di produzione industriale e stress psico-fisici di ogni genere. Inoltre al cane è concessa una lunga vita che si conclude molto spesso con la morte naturale poiché la soppressione per eutanasia viene effettuata solo in casi particolari. Possono così manifestarsi malattie che negli animali che con una breve vita non hanno il tempo di comparire proprio perché legate all’invecchiamento. Malgrado tutte le attenzioni e le cure apportate al cane, non si riesce a fermare il tempo e a impedirgli di invecchiare. Bisogna quindi aiutarlo in questa delicata fase della vita. Il padrone e d il suo cane possono invecchiare insieme, ma la morte del cane lascia sempre il padrone in una profonda tristezza, era un membro della famiglia sotto tutti gli aspetti.

La speranza di vita dei cani si è molto allungata grazie a una maggiore medicalizzazione: Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante nella prevenzione di certe patologie e la pratica dell’esercizio fisico è essenziale per mantenere un cane in forma per molto tempo. I check-up di geriatria veterinaria sono una prassi sempre più frequenti e non bisogna sentirsi ridicoli a farli regolarmente al proprio cane, essere vecchi non è una cosa che capita solo a i padroni. L “terza età” canina deve essere presa in considerazione e seguita con attenzione.


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Patologie ed età

Per rapportare l’età di un cane a quella dell’uomo non basta moltiplicare i suoi anni per un certo coefficiente e poi confrontarla all’età dell’uomo. Bisogna soprattutto confrontare le tappe della sua vita. Nel cucciolo lo svezzamento ha luogo a sei settimane, la prima dentizione è completa a quattro mesi nel cane e fino a tre anni nel bambino. I denti di latte cominciano a cadere a cinque mesi nel cane e la sua dentizione da adulto è completa verso i sette mesi mentre per gli uomini è definitiva verso i dieci anni. La maturità sessuale del cane avviene intorno agli otto mesi, cosa che corrisponde ai sedici-diciotto anni dell’uomo. Il cane anziano può presentare patologie dovute all’invecchiamento dei suoi organi a partire dai dieci anni di età. Esistono delle differenze importanti tra le razze piccole e le grandi, i cani di razza piccola hanno una maggiore speranza di vita e non sono considerati vecchi fino ai dodici-tredici anni di età, mentre per le razze di grossa taglia la vecchiaia arriva verso gli otto-nove anni.


Problemi del cane anziano

Anche i sensi con l’invecchiamento mostrano i segni del declino: la vista diminuisce a causa della sclerosi nucleare e della cataratta, ed anche udito e gusto appaiono spesso compromessi. La reattività dei soggetti nei confronti degli stimoli tende progressivamente a diminuire: il cane abbaia meno, non gioca più e appare un po’ apatico. Alcuni animali perdono addirittura interesse verso il cibo.

Altro aspetto caratteristico della senescenza è la riluttanza a cambiare le proprie abitudini: il cambio di casa, o l’arrivo di un nuovo compagno per esempio, potrebbero determinare la comparsa di depressione e di alterazioni comportamentali di vario genere, come urinazione e defecazione inappropriate e anoressia.

La gravità di questi problemi varia da soggetto a soggetto.

In linea generale, l’invecchiamento determina nei nostri amici a quattro zampe:

- Minore sensibilità olfattiva e gustativa

- Minore senso di sete: predisposizione alla disidratazione

- Maggiore rischio di insorgenza di problemi dentari

- Alterazione della funzionalità gastrointestinale per diminuzione della produzione di enzimi e per assottigliamento della mucosa intestinale

- Riduzione del metabolismo: rischio di obesità

- Minore motilità del colon: predisposizione alla costipazione intestinale

- Minore funzionalità renale

- Minor capacità di termoregolazione

- Disfunzioni cardiache

- Riduzione delle riserve proteiche per riduzione della massa muscolare

- Maggiore sensibilità alle infezioni

- Difficoltà locomotorie a causa dell’artrosi

Compaiono in cani anziani malattie dentarie, soprattutto il tartaro dentale: si provoca così un’infiammazione delle gengive che può poi complicarsi in alveolite e piorrea con caduta dei denti.: una sistematica pulizia dei denti, effettuata dal veterinario con adatta strumentazione e successiva disinfezione scongiura questo pericolo. E’ segnalata anche la carie dentaria, per la quale si richiede l’estrazione del dente colpito.


I "sintomi" della vecchiaia nel cane

I primi segni evidenti della “vecchiaia” sono rappresentati dall’apparizione di peli bianchi sul muso e sul resto del corpo (dovute alla perdita di cellule pigmentate nei follicoli piliferi) e dalla perdita di elasticità della pelle, che diviene meno flessibile. Queste modificazioni si accompagnano spesso ad un fenomeno detto iperparacheratosi (accumulo di cheratine nei follicoli piliferi con conseguente morte del follicolo) determinando la comparsa di aree senza pelo (alopeciche). L’effetto dell’invecchiamento può influenzare a livello di apparato digerente la capacità di consumare, digerire o metabolizzare il cibo: a livello di cavo orale il tartaro, le gengiviti, la perdita dei denti possono contribuire ad una minore assunzione di cibo. Anche le cellule intestinali possono andare incontro ad invecchiamento e l’intestino in questo modo perde l’efficienza di assorbimento delle sostanze nutritive).Con la senescenza diminuisce la motilità del colon con la comparsa molto frequente nei soggetti anziani di stipsi.I cani anziani quindi hanno maggiori difficoltà ad assimilare il cibo e necessitano per questo motivo di ingredienti di alta qualità per digerire bene e non avere problemi intestinali. Nei cani di taglia gigante bisognerà porre attenzione a somministrare alimenti ricchi di energia per compensare le dimensioni ridotte del tubo digerente e allo stesso tempo ridurre il rischio di torsione–dilatazione dello stomaco.

Gli effetti dell’invecchiamento sull’organismo sono delineati da un declino lento e graduale delle capacità funzionali degli organi, che con il tempo portano all’apparizione clinica del problema. In questa fase della sua vita il cane è meno attivo perché il suo metabolismo di base è più debole subisce una diminuzione delle difese contro il freddo, immagazzina più grasso, assorbe meno bene gli alimenti, riduce la sua capacità di digestione degli enzimi e vede i propri muscoli perdere di tono. E’ chiaro che bisogna adattare la sua alimentazione ed aumentare il numero di pasti, passando a due al giorno invece del pasto unico. L’organismo dei cani anziani ha un tenore d’acqua ridotto rispetto a quello dei giovani, inoltre, il cane è molto sensibile alla sete ed esiste quindi un reale pericolo di disidratazione, soprattutto in caso di patologie come la diarrea ed il vomito. La maggior parte dei cani fa volontariamente meno attività fisica quando invecchia, e questo non fa altro che contribuire ad un calo della massa muscolare che va incontro ad atrofia sia per riduzione delle grandezza delle cellule muscolari, sia per calo del loro numero. A livello osseo, la corticale delle ossa lunghe si affina, diviene più densa e fragile. Queste alterazioni possono dipendere dalla difficoltà di assorbimento a livello intestinale che possono implicare anche il calcio e determinare nei soggetti anziani fratture anche attraverso traumi di minima entità. L’artrite nel cane anziano è molto frequente così come l’obesità: entrambe possono peggiorare il quadro generale, in quanto il dolore può ridurre la voglia e la possibilità dell’animale di alimentarsi. L’obesità nel cane anziano va ritenuta una vera e propria malattia, perché peggiora un quadro preesistente, difatti con un metabolismo molto lento si tende ad ingrassare e a peggiorare la salute con un grosso aumento di peso corporeo.


Malattia cani: Altre patologie del cane

Altro distretto spesso coinvolto dal processo di senescenza è quello cardiovascolare: con l’età geriatrica la gittata cardiaca può diminuire del 30%, mentre a livello vascolare si può osservare un ispessimento della membrana dei vasi, un deposito di calcio a livello dell’aorta e dei vasi periferici.

Tutto questo porta ad un peggioramento della funzionalità cardiaca con comparsa dell’insufficienza cardiaca congestizia.

Altro aspetto caratteristico della senescenza è la riluttanza a cambiare le proprie abitudini: il cambio di casa, o l’arrivo di un nuovo compagno per esempio, potrebbero determinare la comparsa di depressione e di alterazioni comportamentali di vario genere, come urinazione e defecazione inappropriate e anoressia.

La gravità di questi problemi varia da soggetto a soggetto.

In linea generale, l’invecchiamento determina nei nostri amici a quattro zampe:

- Minore sensibilità olfattiva e gustativa

- Minore senso di sete: predisposizione alla disidratazione

- Maggiore rischio di insorgenza di problemi dentari

- Alterazione della funzionalità gastrointestinale per diminuzione della produzione di enzimi e per assottigliamento della mucosa intestinale

- Riduzione del metabolismo: rischio di obesità

- Minore motilità del colon: predisposizione alla costipazione intestinale

- Minore funzionalità renale

- Minor capacità di termoregolazione

- Disfunzioni cardiache

- Riduzione delle riserve proteiche per riduzione della massa muscolare

- Maggiore sensibilità alle infezioni

- Difficoltà locomotorie a causa dell’artrosi

Compaiono in cani anziani malattie dentarie, soprattutto il tartaro dentale: si provoca così un’infiammazione delle gengive che può poi complicarsi in alveolite e piorrea con caduta dei denti.: una sistematica pulizia dei denti, effettuata dal veterinario con adatta strumentazione e successiva disinfezione scongiura questo pericolo. E’ segnalata anche la carie dentaria, per la quale si richiede l’estrazione del dente colpito.

Per mantenere sano e forte il nostro beniamino sarà utile:

- Effettuare regolari controlli clinici continuando la profilassi vaccinale in modo costante

- Evitare improvvisi cambiamenti nella dieta

- Fornire diete altamente digeribili e ricche di proteine di elevata qualità

- Prevenire l’obesità

- Far fare al cane regolare e moderato esercizio fisico

- Cura dei denti e delle gengive per prevenire odontopatie e gengiviti

La forma e la collocazione della prostata ad anello intorno al canale dell’uretra ( come nell’uomo ) sono causa di disturbi si della defecazione che dell’urinazione che si fa dolorosa e frequente sia in caso di infiammazione ( prostatite) che di ipertrofia e di tumori. Per la terapia, si tenta di rimuovere le cause dell’infiammazione, mentre in caso di ipertrofia si può ricorrere ad estrogenici sintetici o alla castrazione del cane o addirittura all’asportazione chirurgica della prostata. Intervento che si impone in caso di tumori.

Numerosi parassiti possono albergare nell’intestino del cane: vermi piatti ( platelmiti) o rotondi ( nematelmiti ), per la terapia vengono impiegati vari farmaci ad azione antielmintica ma è soprattutto importante la prevenzione, anche perché alcuni di questi parassiti possono interessare l’uomo talora sotto forma di “larva migrans” viscerale. Sotto questo punto di vista devono essere considerate anche le malattie infettive del cane, infatti, oltre ad affezioni molto gravi per il cane ma che non colpiscono l’uomo, come il cimurro e l’epatite infettiva, si deve ricordare un lungo elenco di malattie trasmissibili dal cane all’uomo: leptospirosi, rabbia, tubercolosi, leishmaniosi, salmonellosi, micosi, campylobacteriosi. Talora questa eventualità è più teorica che reale, ma è comunque opportuno che i proprietari dei cani non sottovalutino questo pericolo e mettano in pratica la più scrupolosa igiene della persona e dell’ambiente.

Scientificamente e statisticamente è dimostrato che le malattie più comuni che dal cane possono essere trasmesse all’uomo sono la scabbia e la micosi. Talora questa eventualità è più teorica che reale, ma è comunque opportuno che i proprietari dei cani non sottovalutino questo pericolo e mettano in pratica la più scrupolosa igiene della persona e dell’ambiente.


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