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Malattie Cane

Aggiornato il 24 gennaio 20113 capitoli5 domande frequenti

Malattie e prevenzione

Un animale è «ammalato», in senso proprio, quando manifesta disfunzioni rilevabili attraverso i sensi dell'osservatore (i cosiddetti sintomi) o, meglio, segni clinici; in questo caso si parla di malattia clinica. Ciò che più preoccupa chi possiede e ama un cane è che l’animale può essere affetto anche da malattie non evidenziabili attraverso i sensi del medico veterinario; in questo caso si tratta di malattia subclinica, cioè di come dice la definizione medica: anormalità anatomica e/o funzionale evidenziabile soltanto attraverso test diagnostici, ciò significa che esami preventivi ciclici possono rilevare patologie che anche il migliore padrone non riuscirebbe a riconoscere.

Il Cimurro

Malattia contagiosa di cani, volpi, furetti e visoni caratterizzata da catarro delle mucose digerenti e respiratorie con interessamento encefalico di diversa gravità, provocata da un “ Paramyxovirus”. Si trasmette solitamente per contatto tra cani malati e sani, per via aerogena, e risultano più sensibili i cani selezionati, i giovani e gli adulti non vaccinati e che non abbiano superato la malattia. Il cimurro è caratterizzato da febbre, muco che cola da naco e occhi, debolezza, disturbi gastro-enterici e , in caso di complicanze batteriche, broncopolmonite, gastro-enterite, pustole alla pelle dell’addome e cosce. L’encefalite da cimurro provoca depressione, movimenti scoordinati, crisi epilettiche e persino coma. Spesso si associa a indurimento dei cuscinetti plantari. Nel cane, nelle forme non complicate, la mortalità è modesta , qualora non insorgano sintomi nervosi, ma possono residuare postumi ( alterazioni dentarie, insufficienza cardiaca, cheratiti, disturbi nervosi). La diagnosi clinica è agevole e si avvale di esami di laboratorio; la profilassi si basa su rigorose misure di controllo e isolamento e sulla vaccinazione mentre la terapia è soltanto sintomatica e mira ad evitare le gravi complicanze batteriche. Dunque anche in questo caso la prevenzione è l’arma migliore e più efficace.

L'Ehrlichiosi monocitica canina

Questa infezione è provocata dalla zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus) che è sia il vettore sia il principale serbatoio di Ehrlichiosi canis e che attacca la malattia succhiando il sangue dell’ospite. Il cane colpito viene contaminato tramite le secrezioni salivari della zecca; il periodo di incubazione va dai 7 ai 21 giorni. Il microrganismo portatore di questa malattia è l’ickettsia (una forma intermedia tra batterio e virus), al microscopio questo esserino ha la forma a bastoncino, tondeggiante e filamentoso. il cane infestato presenta tre differenti fasi cliniche: acuta, subclinica e cronica. La fase acuta dura circa quindici- trenta giorni e si presenta con sintomi clinici come apatia, letargia, ipertermia, calo di peso, depressione, disturbi emorragici , ingrossamento dei linfonodi, aumento del volume della milza e la presenza di noduli in essa, infine il calo delle piastrine fino alla loro distruzione ed una forte anemia. E’ bene fare gli esami di laboratorio appropriati dopo una o due settimane perché prima potrebbero dare esito negativo anche se la malattia c’è. La fase subclinica segue la fase acuta della malattia ed è priva di sintomi specifici; la sua durata non può essere stabilita perché molto dipende dall’ età, dalla salute e dallo stato immunitario del cane attaccato: infatti in seguito a stimoli stressanti o trattamenti immunodepressivi si trasforma nella fase cronica. La fase cronica è caratterizzata da ingrossamento del tessuto linfoide, riduzione di tutte le cellule presenti nel sangue, e aumento della concentrazione di globuline nel sangue ; le manifestazioni cliniche sono spesso dovute da una massiccia ma inefficace risposta immunologia del cane verso il batterio e sono: alterazioni della coagulazione con delle macchioline color rosso porpora che coinvolgono pelle e mucose( dovute al sanguinamento all’interno della pelle, o meglio allo stravaso dello stesso negli spazi cutanei interni);dimagrimento; pallore delle mucose, aumento del volume della milza e ingrossamento dei linfonodi, alterazioni oculari tipo come uveite bilaterale, ifema (raccolta di sangue nella camera anteriore dell'occhio), corioretinite (focolaio di infiammazione della coroide e della retina), emorragie retiniche e glaucoma; edema degli arti, infiammazione dei reni e deficit neurologici centrali. La diagnosi di Ehrlichiosi canina si basa di solito sulla evidenziazione dei segni clinici presenti e sull’utilizzo di test diagnostici specifici, possibili da effettuare anche a livello ambulatoriale. La sintomatologia è ampia per cui sarà semplice notare almeno uno dei problemi nel proprio cane e cominciare un check up completo. Per la cura della Ehrlichiosi canina solitamente i veterinari somministrano un mix di medicinali che elimino l’agente infettivo dal corpo del cane. La sostanza medicinale più comune ed utilizzata in questi casi è la Doxiciclina, ma molto dipende dall’esperienza medica del veterinario. Spesso dopo le prime applicazioni di medicinale sembra che il cane reagisca molto bene e che quindi non sia necessario completare la terapia prescritta dal medico. Niente di più sbagliato: bisogna infatti considerare che in alcuni casi (soprattutto nelle forme croniche) il titolo anticorpale può permanere elevato per alcuni mesi anche dopo un opportuno trattamento medico e che quindi per assicurarsi dell’efficacia della terapia si devono necessariamente valutare anche le condizioni cliniche del cane da parte del veterinario e non dei proprietari che spesso vista la rapida risoluzione delle manifestazioni cliniche sospendono troppo presto la terapia e favoriscono così la sua recidiva. Quando il caso clinic è piuttosto grave, alla terapia solita si aggiunge una fluidoterapia , cioè trasfusioni cicliche di derivati ematici come sangue intero, plasma fresco congelato e plasma congelato, piastrine o globuli rossi concentrati, albumine umane. La scelta di quale prodotto utilizzare però, oltre a tener conto della disponibilità e del costo non sempre affrontabili dal proprietario, deve basarsi su un insieme di valutazioni del veterinario.

Domande frequenti

  • Quali sono i primi segnali d'allarme del cimurro nei cani?
    Il cimurro si manifesta inizialmente con sintomi simili a un raffreddore comune, come secrezioni nasali e oculari (catarro), tosse e starnuti. Il cane presenta febbre elevata, debolezza marcata e disturbi gastrointestinali quali vomito e diarrea. Man mano che la malattia progredisce, soprattutto se complica con infezioni batteriche secondarie, possono comparire polmonite e lesioni cutanee. Nei casi più gravi, il virus colpisce il sistema nervoso centrale, causando atassia (movimenti scoordinati), tremori, convulsioni epilettiche e persino coma. È fondamentale notare che anche i cuccioli non vaccinati e i cani anziani sono particolarmente vulnerabili a questa patologia virale altamente contagiosa.
  • Come si contrae l'Ehrlichiosi monocitica e qual è il suo periodo di incubazione?
    L'Ehrlichiosi monocitica è una malattia trasmessa esclusivamente dalle zecche, in particolare dalla zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus). Il cane si infetta quando la zecca, agendo da vettore, punge l'animale e inocula il batterio Ehrlichia canis attraverso le sue secrezioni salivari durante l'alimentazione. Non esiste trasmissione diretta da cane a cane senza l'intervento dell'insetto vettore. Dopo la puntura infestante, il periodo di incubazione varia generalmente dai 7 ai 21 giorni. Durante questo intervallo, il batterio moltiplica nell'organismo del cane, rendendo cruciale l'uso costante di antiparassitari efficaci per prevenire la puntura della zecca.
  • Quali sono le differenze tra le fasi acute, subclinica e cronica dell'Ehrlichiosi?
    La malattia evolve in tre fasi distinte. Nella fase acuta, che dura circa 15-30 giorni, il cane mostra sintomi evidenti come febbre, letargia, perdita di appetito, ingrossamento dei linfonodi e della milza, oltre a problemi emorragici dovuti al calo delle piastrine. Se non trattata, la malattia può passare alla fase subclinica, asintomatica ma persistente, la cui durata varia in base alle difese immunitarie del cane. Infine, sotto stress o indebolimento immunitario, può svilupparsi la fase cronica, caratterizzata da anemia grave, sanguinamenti sottocutanei (petecchie), dimagrimento, problemi oculari (uveite, glaucoma) e deficit neurologici. Solo un monitoraggio veterinario continuo può distinguere queste fasi.
  • È sicuro interrompere la terapia antibiotica per l'Ehrlichiosi appena il cane migliora?
    Assolutamente no. Interrompere prematuramente la terapia, specialmente quella a base di doxiciclina, è uno degli errori più comuni e pericolosi. Anche se il cane mostra un rapido miglioramento clinico apparente, il batterio potrebbe non essere completamente eradicato. In molte forme, specialmente quelle croniche, gli anticorpi rimangono elevati per mesi e la sospensione anticipata favorisce la recidiva della malattia, portando spesso a forme croniche più difficili da gestire. È essenziale rispettare scrupolosamente la durata del ciclo terapeutico indicata dal veterinario e sottoporre il cane a controlli ematologici periodici per verificare l'effettiva efficacia della cura e l'assenza di recidive.
  • Cosa fare se il mio cane ha l'Ehrlichiosi in forma grave?
    Nei casi clinici gravi di Ehrlichiosi, la terapia farmacologica standard (solitamente doxiciclina) viene integrata con una fluidoterapia aggressiva e trasfusioni di emoderivati. A seconda della carenza specifica del paziente, il veterinario può decidere di somministrare sangue intero, plasma fresco congelato, piastrine concentrate o globuli rossi. Questa procedura è vitale per correggere l'anemia severa e i disturbi della coagulazione. La scelta del prodotto trasfusionale dipende dalla valutazione clinica immediata del cane, dalla disponibilità del banco sangue e dai costi sostenibili per il proprietario. Questo approccio multidisciplinare è essenziale per salvare la vita del cane durante le fasi critiche della malattia.

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