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Chien d’Artois

Aggiornato il 16 luglio 20103 capitoli4 domande frequenti
foto del Chien d’Artois

Storia del Chien d’Artois

Questa razza francese da caccia discende dal Canis segurius degli antichi Galli, cane utilizzato da questa popolazione per cacciare la selvaggina, ma il suo padre più diretto è senza dubbio il Chien de Saint-Hubert, razza dalla quale hanno avuto origine molte altre tipologie di cani da caccia. Le prime tracce storiche del Chien d’Artois risalgono al XV secolo. Pare infatti che durante la Guerra dei Cent’anni il re d’Inghilterra Enrico VI entrò vittorioso a Parigi con una muta di validissimi Chien d’Artois mentre il suo rivale, Carlo VII re di Francia, batteva verso Bourges in ritirata. Qualche anno dopo un altro sovrano molto influente, il re Carlo IX, scrisse un trattato nel quale descriveva diverse razze di cani da caccia senza però tra queste menzionare il Chien d’Artois. L’assenza del Chien d’Artois in questa lista pare sia dovuta più che altro al fatto che questi cani erano utilizzati all’epoca per la caccia minuta, meno praticata dai reali che preferivano la caccia ad animali considerati più prestigiosi come cervo, capriolo e cinghiale. Il primo ammiratore francese di un certo peso di questa razza fu il re Enrico IV, il quale apprezzava molto le qualità venatorie del Chien d’Artois e ne possedeva una muta di ben 24 esemplari; dopo di lui anche Luigi XIII fu un altro grande sostenitore di questa razza. Nei secoli successivi la razza perse un po’ del suo prestigio e nel XVII secolo diversi incroci minarono la purezza e l’originalità del Chien d’Artois; pare infatti che parte di questi cani venne incrociata con esemplari di Beagle dando origine poi alla razza Briquet. Qualche anno più tardi la Rivoluzione francese fu un evento che segnò la stabilità ed il destino di molte razze di cani transalpini ed in questo momento di crisi anche il Chien d’Artois trovò non poche difficoltà, diminuendo vertiginosamente nel numero di esemplari. Durante tutto il XIX secolo poi, la razza restò nell’ombra, allevata solamente da pochi appassionati che permisero però al Chian d’Artois di non scomparire e di conservarsi nel silenzio. La razza è rimasta poco conosciuta e poco allevata anche durante tutto il XX secolo e nel 1977 è stato redatto, ed ufficialmente fissato, un nuovo standard, ma non possiamo sicuramente affermare che questa razza sia molto diffusa attualmente nel suo paese d’origine.

Caratteristiche del Chien d’Artois

Il Chien d’Artois è un buon cane da caccia, abile più che altro nella cerca della traccia. La caratteristica che più contraddistingue questo cane è l’astuzia di cui è dotato, astuzia che utilizza anche nell’attività venatoria. I cacciatori che conoscono bene questa razza affermano che c’è una forte eterogeneità caratteriale tra i diversi esemplari. I diversi Chien d’Artois infatti non sono tutti uguali come carattere, come atteggiamento e come modo di cacciare. Questi cani manifestano sempre delle peculiarità che persistono anche dopo un attento e completo addestramento. Per esempio il modo di seguire la preda può variare molto da cane a cane: alcuni seguono per natura la preda da destra, altri la seguono da sinistra. Il territorio di caccia prediletto dal Chien d’Artois è la pianura mentre il tipo di caccia che più si addice a questa razza è la caccia alla lepre, anche se è ugualmente valido nella caccia alla volpe ed al coniglio. Fine di naso ed instancabile nella corsa, il Chien d’Artois finisce per avere la meglio sulle sue prede per sfinimento. Quando la preda smette di correre perché le mancano le forze, questo animale si avventa su di essa aspettando l’arrivo del suo padrone. Il Chien d’Artois è principalmente un cane da muta e lavora bene in compagnia di altri cani. Con i bambini e con le persone ha dei buoni rapporti ma non è sicuramente un grande cane da compagnia. Vive bene in canili ed in giardini anche non molto spaziosi mentre soffre decisamente la vita in appartamento. Standard del Chien d’Artois Cane di taglia media che ricorda vagamente l’Artèsien-Normand dall’aspetto armonioso, muscoloso e proporzionato. La testa è grossa e larga ma corta, con cranio convesso e muso piuttosto lungo e stretto. Il tartufo del Chien d’Artois è nero, evidente e grosso con narici ampie. Gli occhi sono tondi e sporgenti, grandi e di colore scuro. Le orecchie sono portate cadenti, spesse e larghe ed attaccate all’altezza dell’occhio. Il corpo è muscoloso, così come il dorso. Gli arti anteriori sono magri e ben in appiombo mentre gli arti posteriori sono più muscolosi con cosce forti. Il mantello ha tre colori tendenti al fulvo scuro ed ha grosse macchie. Il pelo è raso e grossolano e la pelle è spessa. Un Chien d’Artois è alto al garrese tra i 52 ed i 58 cm ed il suo peso è di 22-26 kg.

Alimentazione e malattie del Chien d’Artois

Fuori dal periodo di caccia un Chien d’Artois adulto ha bisogno di 400-500 g di alimento, razione alimentare che aumenta quando l’animale è in periodo di caccia. La vita media di questo cane è di dieci anni e al momento non sono conosciute particolari disfunzioni e malattie legate alla razza.

Domande frequenti

  • Qual è il temperamento ideale del Chien d’Artois e vive bene in famiglia?
    Il Chien d’Artois presenta una notevole eterogeneità caratteriale: ogni esemplare mantiene peculiarità individuali persistenti persino dopo l'addestramento, come la tendenza naturale a seguire la traccia da destra o sinistra. Sebbene abbia ottimi rapporti con i bambini e le persone, non è considerato un eccellente cane da compagnia domestica. È principalmente un cane da muta, abituato a lavorare in gruppo, e soffre fortemente la vita in appartamento. Preferisce ambienti esterni come canili o giardini, dove può esprimere la sua indole attiva e cacciatrice.
  • Quanto cibo deve mangiare un Chien d’Artois adulto fuori stagione?
    Un Chien d’Artois adulto richiede una dieta specifica che varia in base all'attività fisica. Fuori dal periodo di caccia, la razione giornaliera consigliata si aggira tra i 400 e i 500 grammi di alimento secco o umido di alta qualità. Questo apporto calorico deve essere aumentato significativamente durante la stagione venatoria, poiché il cane impiega energie notevoli nella ricerca della traccia. Monitorare il peso corporeo è essenziale per evitare obesità nei periodi di riposo, garantendo al contempo la resistenza necessaria per le uscite in natura.
  • Quali sono le principali patologie genetiche o problemi di salute della razza?
    Attualmente, non ci sono evidenze scientifiche o registrazioni cliniche significative che indichino predisposizioni specifiche a malattie genetiche gravi tipiche del Chien d’Artois. La razza appare generalmente robusta e sana. Tuttavia, come per tutti i cani da caccia attivi, è fondamentale mantenere controlli veterinari regolari per prevenire problemi comuni legati allo stile di vita, come distorsioni articolari dovute agli sforzi intensi o infezioni cutanee, dato il suo pelo corto e la pelle spessa che possono essere sensibili a parassiti esterni. La longevità media si attesta intorno ai dieci anni.
  • Per quali tipi di caccia è più indicato il Chien d’Artois?
    Il Chien d’Artois eccelle principalmente nella caccia alla lepre, grazie alla sua capacità di seguire la traccia con astuzia e costanza. È inoltre valido nella caccia alla volpe e al coniglio. La sua strategia vincente consiste nell'inseguire la preda fino allo stremamento fisico, sfruttando la sua resistenza e il fiuto fine, per poi immobilizzarla in attesa del cacciatore. Predilige le aree di pianura e lavora efficacemente in muta, collaborando con altri cani per coprire ampi territori e localizzare la selvaggina in modo efficiente.

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