Cibocanigatti.it · guide e consigli pratici
Gatti · Cibo Gatti

Cibo umido per gatti d'inverno: perché scaldarlo leggermente

Aggiornato il 05 novembre 20264 capitoli
Perché d'inverno la scatoletta arriva in ciotola troppo fredda

Perché d'inverno la scatoletta arriva in ciotola troppo fredda

D'inverno il cibo umido per gatti tende ad arrivare in ciotola più freddo che nel resto dell'anno, e non solo perché la confezione aperta sta in frigorifero. Anche una scatoletta conservata in dispensa risente della temperatura della stanza: se la cucina resta fresca di notte o il riscaldamento parte solo in certe ore, la pappa che versi al mattino è ben lontana dal tiepido che il gatto si aspetta. Il motivo di questa aspettativa è istintivo: in natura il felino mangia la preda appena catturata, che ha una temperatura vicina a quella corporea, e per lui quel calore è parte del pasto quanto il sapore. C'è poi una questione di olfatto. Il gatto decide se un alimento merita attenzione soprattutto dall'odore, e un alimento freddo sprigiona molti meno aromi di uno tiepido. Così la stessa scatoletta che a settembre spariva in pochi minuti, a gennaio viene annusata e abbandonata. Prima di pensare a un'intolleranza o a un cambio di gusti, vale quindi la pena di controllare la temperatura di quello che stai servendo: spesso basta questo a spiegare un appetito che sembra calato con il freddo.

Cosa succede al gatto quando mangia cibo freddo

Un pasto freddo non è pericoloso in senso assoluto, ma mette insieme diversi piccoli svantaggi che d'inverno si sommano. Il primo è l'appetibilità: meno profumo significa meno interesse, e un gatto che salta un pasto per protesta non è raro. Il secondo riguarda la digestione, perché un alimento molto freddo può rallentare il lavoro dello stomaco e affaticarlo, soprattutto nei soggetti sensibili, nei gattini e negli anziani. Nei casi più delicati possono comparire rigurgito poco dopo il pasto, feci molli o una certa svogliatezza, segnali che in genere rientrano da soli ma che ti dicono che la temperatura non era adatta. Conta anche il carattere abitudinario del gatto. Se è abituato a ricevere la pappa a temperatura ambiente e all'improvviso la trova gelida, può vivere il cambiamento come un disagio e rifiutare la ciotola anche se l'alimento è lo stesso di sempre. Osserva quindi come reagisce nei giorni più freddi: se mangia poco, annusa e si allontana o vomita subito dopo, prova a correggere la temperatura del cibo umido prima di ogni altra cosa. Se invece l'inappetenza dura più di un giorno o si accompagna ad altri sintomi, il confronto con il veterinario resta la strada giusta, perché il freddo potrebbe non essere l'unica causa.

Come scaldare il cibo umido in modo sicuro, senza cuocerlo

L'obiettivo non è servire un piatto caldo ma portare il cibo umido a una temperatura tiepida, vicina a quella del corpo del gatto, quindi intorno ai 35 gradi. Il metodo più semplice è anche il più lento: tira fuori la porzione dal frigorifero almeno mezz'ora prima del pasto e lasciala in un piatto coperto a temperatura ambiente. Se la casa è fredda o hai poco tempo, puoi aggiungere uno o due cucchiai di acqua calda, non bollente, e mescolare bene: la pappa si intiepidisce in modo uniforme e guadagna anche un po' di liquidi, utili con il riscaldamento acceso. Un'alternativa è il bagnomaria, con la ciotola appoggiata per qualche minuto in un recipiente di acqua calda. Il microonde funziona ma chiede attenzione: scalda pochi secondi alla volta, mescola a fondo e aspetta un momento prima di servire, perché crea punti molto caldi all'interno mentre la superficie sembra fredda. Prima di mettere la ciotola a terra tocca sempre il cibo con un dito o con il dorso della mano: deve risultare appena tiepido, mai caldo. Usa un contenitore adatto e non scaldare mai la lattina o la bustina chiusa. Non riscaldare più volte lo stesso avanzo: la porzione che il gatto non finisce va tolta e non rimessa in frigo per un secondo giro. Così il pasto resta appetibile e non corri il rischio di scottargli bocca e lingua.

Conservazione e tempi in ciotola nei mesi freddi

Scaldare bene la pappa serve a poco se la conservazione a monte non è corretta. La scatoletta o la bustina aperta va chiusa in un contenitore ermetico, meglio se di vetro, e riposta in frigorifero, dove si mantiene per alcuni giorni; controlla comunque le indicazioni sulla confezione e fidati del naso, perché un odore acido o diverso dal solito dice che è ora di buttarla. Prepara porzioni piccole, così ogni volta scaldi solo quello che il gatto mangerà davvero e non rimetti via avanzi già intiepiditi. Anche d'inverno il cibo umido non dovrebbe restare in ciotola più di qualche ora, al massimo quattro: il freddo rallenta il deterioramento, ma se la ciotola sta vicino a un termosifone o a una stufa la superficie si secca in fretta e l'alimento perde interesse. Scegli quindi un angolo tranquillo, lontano da fonti di calore dirette e dalla lettiera, e proponi due o tre pasti al giorno a orari regolari invece di lasciare la scatoletta sempre a disposizione. Una ciotola di ceramica o di acciaio sciacquata a ogni pasto evita che gli odori dei residui si sommino a quelli del cibo freddo, e il gatto mangia volentieri anche nelle giornate più rigide.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche