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Gatto anziano: cibo umido o secco, come scegliere

Aggiornato il 10 ottobre 20264 capitoli
Cosa cambia dopo i dieci anni e perché il formato conta

Cosa cambia dopo i dieci anni e perché il formato conta

Dal decimo anno di età in poi il micio entra nella fase anziana e il suo organismo cambia gradualmente: il metabolismo rallenta, l'olfatto perde sensibilità, denti e gengive diventano più delicati e anche la sensazione di sete si attenua. Proprio per questo, nel gatto anziano la scelta fra cibo umido o secco smette di essere una questione di gusti e diventa un modo per compensare quello che l'età porta via, cioè acqua, appetito e capacità di masticare. Prima di cambiare ciotola, osserva il tuo gatto per qualche giorno: quanto beve, se mangia volentieri oppure annusa e si allontana, se mantiene il peso o lo sta perdendo senza una ragione evidente. Il gatto è un carnivoro stretto e ha bisogno di proteine animali, taurina, arginina, acido arachidonico e vitamina A già formata, nutrienti che trova solo in un alimento completo e studiato per la sua fase di vita: questo vale per le scatolette esattamente come per le crocchette. Partire dall'animale che hai davanti, e non dal formato, ti evita di cambiare dieta tre volte in un mese.

Cibo umido: acqua, aromi e bocche che masticano meno bene

Il vantaggio dell'umido è prima di tutto l'acqua: una scatoletta è composta per circa l'80% da liquidi, quindi ogni pasto porta con sé una quota di idratazione che il gatto non deve ricordarsi di bere. Nei mici anziani, che spesso si avvicinano poco alla ciotola dell'acqua, è un aiuto concreto per sostenere il lavoro dei reni e delle vie urinarie. Poi c'è il capitolo appetibilità. Con l'età l'olfatto si indebolisce e il gatto, che ha meno papille gustative di un cane ed è invece molto sensibile all'amaro, si affida soprattutto all'odore per decidere se un cibo vale la pena. L'umido si può servire a temperatura ambiente o appena tiepido, e il calore libera gli aromi che risvegliano l'interesse: un accorgimento semplice quando il micio comincia a lasciare la razione nel piatto. La consistenza morbida, infine, è più gestibile per chi ha denti consumati, gengive infiammate o qualche dente in meno. Se noti che mangia da un lato della bocca o che si allontana dopo pochi bocconi, fai controllare la bocca dal veterinario: il problema potrebbe essere dentale e non alimentare.

Cibo secco: praticità e calorie concentrate, con qualche cautela

Le crocchette, dal loro lato, restano comode: si conservano a lungo, si dosano con precisione, possono restare nella ciotola nelle ore in cui sei fuori casa e si prestano ai dispenser e ai giochi alimentari, utili per far muovere un gatto che dorme sempre di più. Il rovescio della medaglia è la concentrazione: a parità di grammi il secco apporta molte più calorie dell'umido, quindi pochi croccantini di troppo al giorno pesano sul peso di un animale che si muove meno e brucia meno. Nei gatti anziani sterilizzati il sovrappeso è uno dei problemi più frequenti, e si previene attenendosi alle dosi indicate sulla confezione. Due convinzioni diffuse meritano un chiarimento. La prima: le crocchette comuni non puliscono i denti, perché un effetto sul tartaro è documentato soltanto per le diete dentali formulate e testate per quello scopo, mentre il resto del lavoro resta all'igiene orale e ai controlli periodici. La seconda: ‘senza cereali' non significa automaticamente migliore, dato che per ragioni di processo produttivo un croccantino contiene comunque una quota di amido. Verifica piuttosto che si tratti di un alimento completo per gatti anziani e che l'acqua fresca sia sempre disponibile, magari in più punti della casa.

Come scegliere nella pratica: dieta mista, dosi e controlli

Nella maggior parte delle case la soluzione più sostenibile per un gatto anziano è mista: uno o due pasti di umido al giorno insieme a una quota di secco pesata. Così sfrutti l'acqua delle scatolette e la praticità delle crocchette, a una condizione: le calorie dei due alimenti vanno sommate, non affiancate a occhio. Calcola la razione sulle indicazioni dell'etichetta, pesala con una bilancia da cucina e controlla ogni mese che il peso resti stabile. Conviene anche servire i due alimenti in pasti separati, perché molti mici mangiano solo uno dei due quando li trovano mescolati nella stessa ciotola. Il passaggio da non saltare è la visita veterinaria, che in questa età va fatta con regolarità. Se emergono problemi ai reni, alle vie urinarie, al fegato, un diabete o un ipertiroidismo, la formulazione terapeutica indicata dal veterinario conta più di qualsiasi preferenza fra umido e secco, e di solito esiste sia in scatoletta sia in crocchetta. Anche un calo di peso, un appetito che svanisce o una sete improvvisa meritano una telefonata all'ambulatorio prima di qualunque cambio di dieta: nell'anziano l'alimentazione fa molto, ma non sostituisce una diagnosi.

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