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Il gatto mangia di più in autunno: aumentare le porzioni o no?

Aggiornato il 14 ottobre 20264 capitoli
Perché con il freddo il gatto chiede più cibo

Perché con il freddo il gatto chiede più cibo

Se il tuo gatto mangia di più in autunno non stai immaginando nulla: è un cambiamento che quasi tutti i proprietari notano tra la fine di settembre e ottobre. In buona parte si tratta di un ritorno alla normalità dopo l'estate, quando il caldo e l'afa spingono anche i gatti più golosi a ridurre le porzioni e a lasciare le crocchette nella ciotola. Con le temperature più fresche l'appetito riprende i ritmi abituali e la richiesta di cibo torna insistente, con miagolii davanti alla dispensa e risvegli anticipati al mattino. A questo si aggiungono due fattori fisiologici. Il primo è la termoregolazione: per mantenere costante la temperatura corporea l'organismo consuma energia, e con il freddo questo lavoro può pesare di più. Il secondo è la muta autunnale, con cui il mantello estivo viene sostituito da uno più fitto e isolante, e costruire pelo nuovo richiede proteine. Capire da dove nasce la fame del tuo gatto ti aiuta a decidere se la ciotola va davvero riempita di più o se basta qualche accorgimento.

Quando ha senso aumentare la razione e quando no

La risposta onesta è che dipende da come vive il tuo gatto, e nella maggior parte dei casi l'aumento delle porzioni non serve. Il fabbisogno energetico cresce davvero solo negli animali che il freddo lo sentono sul serio: un gatto che vive prevalentemente all'aperto, dorme in cortile o resta fuori per ore nelle giornate rigide spende di più per restare in temperatura, e per lui un adeguamento della razione, valutato caso per caso con il veterinario, è ragionevole. Un gatto che vive in appartamento si trova in una situazione opposta. La casa è riscaldata, la temperatura è stabile tutto il giorno e con le giornate corte il movimento spesso cala rispetto ai mesi caldi. In queste condizioni il fabbisogno resta uguale o addirittura si abbassa, e aumentare il cibo perché fuori fa freddo significa solo aggiungere calorie che non verranno consumate. Se il tuo gatto in autunno mangia di più ma vive al chiuso, valuta prima quante ore passa davvero esposto al freddo e quanto si muove: è questo, non il calendario, a dirti se la porzione va ritoccata.

Il rischio concreto della stagione: il sovrappeso

Proprio perché per molti gatti il fabbisogno non aumenta, il vero problema dell'autunno diventa il peso. Si esce meno, il gatto passa quasi tutte le ore in casa e le giornate più brevi tolgono occasioni di gioco e di caccia, quindi a parità di cibo si consuma di meno. L'errore più comune è compensare la noia dei pomeriggi grigi con qualche premietto in più o con una porzione abbondante ogni volta che il gatto si presenta alla ciotola, e nel giro di pochi mesi i chili di troppo si vedono. Il segnale da tenere d'occhio non è tanto il numero sulla bilancia quanto la forma del corpo, quella che i veterinari chiamano valutazione della condizione corporea. Un gatto in peso forma ha una vita visibile guardandolo dall'alto e costole che si sentono al tatto con una leggera pressione, senza doverle cercare sotto uno strato di grasso. Controlla queste due cose una volta al mese nel periodo freddo: se la vita scompare o le costole non si percepiscono più, non hai bisogno di aggiungere cibo ma di rivedere le quantità. Il sovrappeso nel gatto favorisce diabete e problemi articolari, quindi prevenirlo adesso ti risparmia visite e cure in seguito.

Come gestire la ciotola in autunno senza esagerare

Se vuoi assecondare l'appetito senza aumentare le calorie, lavora sulla qualità e sulla distribuzione dei pasti più che sulla quantità. In questa stagione un alimento con un buon tenore di proteine animali sostiene la muta e dà sazietà; se il tuo gatto mangia solo secco, valuta di affiancare una quota di umido, che a parità di volume apporta meno calorie e riempie di più la ciotola, con il vantaggio di aumentare anche l'acqua assunta. Pesa la razione giornaliera invece di andare a occhio e dividila in tre o quattro pasti piccoli: un gatto che riceve qualcosa più spesso sente meno la fame, anche se il totale resta lo stesso. Compensa il minor movimento con sessioni di gioco quotidiane, anche brevi, e con una ciotola interattiva o un dispenser che lo obblighi a lavorare per il cibo. Se invece il tuo gatto vive all'aperto, oppure se noti un dimagrimento, un appetito improvviso e vorace o una fame che non si placa nemmeno con porzioni corrette, non aggiustare la dieta da solo: un aumento marcato dell'appetito può dipendere da problemi di salute, come le disfunzioni della tiroide nei gatti anziani, e va valutato dal veterinario. Il parere del professionista ti serve anche per stabilire il nuovo quantitativo, se davvero necessario, e per cambiare alimento in modo graduale.

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