Mettere il collare al gatto: sì o no?
Oggigiorno sempre più persone scelgono di adottare un gatto come animale domestico, invece del più classico cane; il gatto infatti è un animale più autonomo, soffre meno se costretto a passare diverse ore al giorno da solo, e soprattutto non presenta il grosso inconveniente di dover essere portato all’aperto per i bisognini, che invece fa tranquillamente nella sua lettiera senza sporcare in giro. E quindi, proprio come avviene per i cani, anche per i gatti si è andato diffondendo l’utilizzo di articoli e accessori di ogni genere, primo fra tutti il classico collarino. Ma è davvero utile, o si tratta di un mero vezzo estetico di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno? Dipende dalle situazioni. Il collare infatti può rivelarsi un accessorio estremamente funzionale in caso di gatti che non vivono fissi in appartamento, ma che comunque passano del tempo all’aperto e in strada. In tal caso, infatti, il collare serve a indicare che il micio in questione ha già un padrone che lo aspetta a casa, e quindi scoraggia eventuali estranei che vorrebbero adottarlo; inoltre, può in piccola misura essere un deterrente per bambini o malintenzionati. E’ più probabile che diano fastidio a un gatto randagio, piuttosto che a un gatto che appartiene evidentemente a qualcuno. Esistono inoltre degli utilissimi collarini catarifrangenti, che rendono il micio ben visibile anche al buio, cosa che per un gatto che passeggia in strada può rivelarsi provvidenziale. Alla luce di quanto si è detto, è evidente come il collarino sia effettivamente molto utile ai gatti che vivono all’aperto; differente invece il discorso per i gatti d’appartamento, per cui il collare è solo un accessorio carino ma senza effettiva utilità.
Collari antipulci
Un capitolo a parte invece è quello che riguarda i collari antiparassitari, che risultano utili tanto al gatto che vive in casa quanto a quello che vive all’aperto. Come il nome stesso suggerisce, sono collari che proteggono il nostro animale dall’attacco di parassiti vari quali pulci, zecche e pidocchi, frequente soprattutto nella stagione calda. Questi fastidiosissimi animaletti, infatti, oltre a provocare prurito nell’esemplare che hanno infestato, possono causare anche dermatiti e altre malattie; rimuovere i parassiti è un’operazione lunga e fastidiosa, quindi la cosa migliore è giocare d’anticipo e mettere al riparo il nostro animale prima che si presenti questo tipo di problema. Il collare antiparassitario non è l’unica misura preventiva, ma è sicuramente una delle più diffuse ed efficaci, insieme alle fialette. Un altro tipo di collare a utilizzo medico, molto diffuso e molto utile in alcune situazioni, è il cosiddetto ‘collare elisabettiano’. Sicuramente non bello da vedere, è un grosso collare a forma di imbuto che si mette attorno alla testa del micio, per evitare che si gratti o si lecchi in zone colpite da dermatiti o recentemente sottoposte a intervento chirurgico.
Come abituare il gatto a portare il collare
Cosa fare se il nostro gatto si rifiuta di portare il collare? Va detto che quasi nessun micio si dimostra entusiasta del collare fin da subito: bisogna avere pazienza e magari farglielo indossare per un tempo limitato le prime volte, per farlo abituare gradualmente al nuovo accessorio. Ci sono però anche gatti che proprio non vogliono saperne, al solo vedere il collare diventano delle furie che graffiano e mordono, e in questi casi non c’è niente da fare, rispettiamo il suo volere ed evitiamo di stressarlo troppo. Assicuriamoci innanzitutto di aver scelto un collare di un materiale morbido, che non dia prurito o fastidio all’animale. A volte il problema può essere semplicemente il campanellino; praticamente tutti i collari per gatti in commercio hanno un campanellino, e spesso è proprio quel suono continuo che giustamente infastidisce l’animale (e anche il padrone, se il gatto vive in casa). Meglio toglierlo, e sostituirlo magari con una targhetta, meno rumorosa e anche più utile in caso il gatto dovesse perdersi. Ricordiamo anche di comprare un collare appositamente progettato per gatti: non un qualsiasi collare di piccole dimensioni va bene. Infatti i gatti, rispetto ai cani, tendono molto di più a saltare, arrampicarsi e infilarsi in spazi stretti, e quindi il rischio di strangolamento è maggiore: proprio per questo i collari per gatti di buona qualità sono dotati di un pezzettino di elastico che, sottoposto a eccessiva tensione (in caso il gatto rimanesse appeso per il collo da qualche parte) si rompe, liberando automaticamente l’animale dal collare ed evitandogli così il soffocamento. Un modo per ridurre comunque il rischio che il collare si impigli in qualcosa, è quello di legarlo abbastanza stretto; certo, non al punto di rendere difficoltosa la respirazione dell’animale, ma lasciando solo un paio di dita di spazio tra le scapole del gatto e il collare.
Domande frequenti
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È sicuro lasciare il collare al gatto che vive esclusivamente in appartamento?Per i gatti stanziali, il collare tradizionale è generalmente sconsigliato perché rappresenta un inutile rischio di intrappolamento durante giochi o esplorazioni domestiche, senza offrire benefici pratici. Tuttavia, esistono eccezioni valide: se il gatto ha accesso a balconi sicuri o terrazzi, il collare diventa necessario per identificare l'animale in caso di fuga accidentale. In alternativa, per i gatti da interno, la soluzione più sicura ed efficace rimane il microchip, che garantisce un'identificazione permanente senza rischi fisici. Se si decide comunque di usarlo, optare per modelli con chiusura di sicurezza è fondamentale.
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Come funziona il meccanismo di sicurezza dei collari per gatti?I collari specifici per felini sono dotati di una chiusura di sicurezza automatica, spesso realizzata con un pezzo di plastica o metallo debole e un sistema a scatto. Quando il collare si impiglia in un oggetto e subisce una trazione forte, il dispositivo si apre immediatamente, permettendo al gatto di liberarsi. Questo meccanismo previene il soffocamento, un pericolo reale dato l'istinto dei gatti di arrampicarsi e strisciare in spazi stretti. È importante verificare periodicamente che questa funzione sia operativa e sostituire il collare se il meccanismo risulta usurato o danneggiato.
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Quali sono i vantaggi dei collari antiparassitari rispetto ad altri trattamenti?I collari antiparassitari offrono una protezione prolungata contro pulci, zecche e talvolta persino zanzare, rilasciando principi attivi lentamente sulla cute e nel mantello. A differenza delle pipette, che richiedono applicazione mensile e possono essere ingerite se il gatto si lecca, il collare agisce in modo costante senza bisogno di interventi frequenti. Sono particolarmente indicati per gatti che escono all'aperto o per quelli che non tollerano i trattamenti topici. Tuttavia, la loro efficacia varia in base alla marca e alle condizioni ambientali, quindi è sempre consigliabile consultare il veterinario per scegliere il prodotto più adatto al rischio specifico della zona.
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Come si abitua un gatto a indossare il collare senza stressarlo?L'addestramento richiede pazienza e gradualità. Inizia facendo annusare il collare al gatto mentre è rilassato, offrendo premi alimentari per creare un'associazione positiva. Indossalo per brevi periodi inizialmente, sotto supervisione, aumentando lentamente la durata. Se il gatto mostra segni di forte ansia, graffi o tentativi di toglierselo violentemente, interrompi l'esercizio. Scegli materiali morbidi e leggeri; evita i campanellini se il rumore disturba l'animale, preferendo targhette silenziose. Non forzare mai l'indosso: se il rifiuto persiste, valuta alternative come il microchip per l'identificazione.
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A cosa serve il collare elisabettiano e quando è obbligatorio?Il collare elisabettiano, noto anche come 'cono della vergogna', è un presidio medico essenziale post-operatorio o terapeutico. La sua funzione principale è impedire al gatto di leccare, graffiare o mordere ferite, punti di sutura o aree cutanee infiammate. L'auto-trauma da leccamento ritarda la guarigione e introduce batteri, causando infezioni. Non è un accessorio estetico ma uno strumento clinico: deve essere indossato fino a completa guarigione, come prescritto dal veterinario. Se il gatto fatica ad adattarsi, esistono versioni morbide o alternative come gli indumenti specifici, ma la protezione deve rimanere totale.



