La tigna nei gatti: cos’è e come si manifesta
La tigna, o tinea, è una forma di micosi superficiale che può colpire sia l’uomo che gli animali. E’ causata da dei funghi dermatofiti (in Italia in particolare dal Microsporium canis), e colpisce sia la pelle sia i tessuti annessi come peli o unghie. Il contagio può avvenire sia tramite contatto diretto con la persona o l’animale portatore della malattia, sia per contatto indiretto, ad esempio con pettini, vestiti, superfici sporche ecc. La specie più ricettiva in assoluto nei confronti della tigna è il gatto, che può esserne anche portatore sano; anche i cani e l’uomo però non sono assolutamente immuni alla malattia. Si manifesta con maggiore facilità nei cuccioli e nei bambini, mentre è più difficile che venga contratta da un individuo adulto, a meno che non si tratti di un soggetto immunodepresso. Le lesioni causate dalla tigna sono in genere facilmente riconoscibili: hanno andamento circolare, tendono ad allargarsi man mano che passa il tempo, e la zona infetta presenta sintomi quali arrossamento, desquamazione e alopecia. Esiste anche una forma di tigna diffusa, in cui le chiazze si presentano con andamento irregolare in diverse zone del corpo. Quando abbiamo a che fare con un gatto randagio, o abbiamo appena portato a casa un nuovo gattino, teniamo sempre d’occhio eventuali sintomi come quelli sopra descritti: le colonie feline (e in generale la vita di strada) o i gattili sono infatti veri e propri ricettacoli di malattie infettive come queste. Può anche accadere che un gatto, col tempo, sviluppi autonomamente una resistenza alla malattia: in tal caso ne diventa portatore sano, e, anche se apparentemente non presenta sintomi, in realtà potrebbe ugualmente contagiare altri animali.
Diagnosticare e curare la tigna
Anche se notiamo nel nostro gatto i sintomi sopra descritti, è consigliabile evitare di lanciarci in diagnosi affrettate; molte dermatiti infatti presentano sintomi simili, e solo un consulto veterinario può accertare la reale presenza di un fungo a monte del problema. Appena notiamo la zona desquamata o priva di pelo sul corpo del gatto, portiamolo immediatamente dal veterinario: sarà lui ad eseguire poi specifici test (generalmente lampada di Wood o esami colturali) e a confermare o meno la diagnosi di tigna. Prima si diagnostica il problema, meglio è, non aspettiamo che la situazione diventi troppo grave. Sebbene infatti la tigna non sia una malattia di per sé particolarmente pericolosa, non va trascurata perché può avere comunque delle complicazioni, soprattutto in casi di sopraggiunta sovrapposizione batterica. Una volta accertata la presenza del fungo, si procede per due strade: terapia topica o terapia sistemica. La terapia topica consiste nel sottoporre l’animale a bagni medicati, o semplicemente nell’applicare lozioni o pomate fungicide sull’area colpita: questa soluzione può essere valida in caso di piccole lesioni, anche se spesso il gatto, leccandosi via la pomata, compromette la buona riuscita della terapia. La terapia sistemica invece consiste nel debellare il fungo dall’interno, tramite l’assunzione di farmaci per via orale. Sarà il veterinario stesso a indicarci il farmaco adatto alla nostra situazione. Si consiglia comunque, ove possibile, di utilizzare farmaci per utilizzo specificatamente animale; quelli a uso umano infatti, sebbene sicuramente più economici, hanno un maggior impatto negativo sul fisico dell’animale, soprattutto a livello epatico. Non va sottovalutato infine l’ambiente: se l’animale è stato colpito dalla tigna, è probabile che la casa sia infestata dalle spore del fungo, e bisogna quindi procedere a una pulizia approfondita (soprattutto degli ambienti prediletti del gatto) e utilizzare frequentemente disinfettanti e aspirapolvere.
La tigna per l’uomo
La tigna è una zoonosi: si trasmette cioè dal gatto all’uomo, e anche viceversa. Teniamo presente che le spore dei funghi possono essere praticamente ovunque, quindi non è difficile entrarvi in contatto e infettarci, o diventare noi stessi portatori di spore e magari infettare anche il gatto. C’è però una buona notizia: il sistema immunitario dell’uomo adulto è più che in grado di tener testa a qualche spora, quindi il più delle volte il contatto con esse è assolutamente innocuo, ancor di più se curiamo per bene la nostra igiene quotidiana e ci cambiamo spesso gli abiti.… basti pensare che altrimenti veterinari e gattofili sarebbero costantemente vittime di infezioni di vario genere. Può accadere, però, che una persona entri in contatto con la spora in questione in un momento in cui è già immunodepresso per altre cause (terapie invasive, trattamenti post-operatori, o anche una semplice brutta influenza): in tal caso probabilmente il suo sistema immunitario non sarà in grado di far fronte all’attacco del fungo, e l’individuo si ammalerà. Anche negli esseri umani la tigna si cura localmente o tramite assunzione di farmaci per via orale; generalmente la terapia dura un mesetto, dopo di che gli esami vanno ripetuti per controllare se il fungo è stato debellato.
Domande frequenti
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Come faccio a capire se il mio gatto ha davvero la tigna e non un'altra dermatite?Non tentare mai una diagnosi autonoma, poiché molte dermatiti presentano sintomi simili come alopecia e desquamazione. È fondamentale portare il gatto dal veterinario per una conferma ufficiale. Il medico eseguirà test specifici, come l'esame alla lampada di Wood o esami colturali, per identificare la presenza effettiva dei funghi dermatofiti. Solo una diagnosi accurata permette di iniziare la terapia giusta, evitando di trascurare problemi più gravi o di trattare inutilmente un'infezione diversa.
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Qual è la differenza tra terapia topica e sistemica per curare la tigna nel gatto?La terapia topica prevede l'applicazione locale di shampoo medicati, lozioni o pomate antifungine sulle zone colpite ed è adatta per lesioni limitate. Tuttavia, spesso fallisce perché il gatto lecca e ingerisce il prodotto. La terapia sistemica, invece, somministra farmaci per via orale agendo dall'interno dell'organismo per eradicare il fungo. Questa opzione è generalmente più efficace ma richiede la prescrizione veterinaria. Il medico valuterà la gravità del caso e la salute del gatto per indicare il trattamento più sicuro ed efficace.
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Posso usare farmaci antitigna umani sul mio gatto?È fortemente sconsigliato utilizzare farmaci destinati agli uomini sui gatti. Sebbene siano economicamente più accessibili, questi prodotti hanno un impatto negativo significativo sulla fisiologia animale, specialmente a livello epatico, rischiando di causare danni al fegato. I veterinari raccomandano sempre l'uso esclusivo di farmaci autorizzati per l'uso veterinario, formulati specificamente per dosaggi e metabolismi felini. Affidarsi ai rimedi umani può peggiorare la condizione del gatto senza risolvere l'infezione fungina.
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La tigna è pericolosa per l'uomo e come posso proteggermi?Sì, la tigna è una zoonosi trasmissibile dal gatto all'uomo e viceversa. Tuttavia, il sistema immunitario degli adulti sani resiste bene alle spore, rendendo l'infezione rara se si mantiene un'igiene rigorosa. Il rischio aumenta per bambini piccoli, anziani o persone immunodepresse. Per proteggerti, lava spesso le mani, cambia abitualmente i vestiti e evita il contatto stretto con il gatto infetto finché non è guarito. Se compaiono macchie rosse circolari sulla tua pelle, consulta subito un medico.
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Devo disinfettare la casa dopo aver curato il gatto dalla tigna?Assolutamente sì. Le spore dei funghi dermatofiti possono sopravvivere a lungo nell'ambiente, contaminando lettiere, cuscini, tappeti e oggetti del gatto. Dopo la cura dell'animale, è necessario effettuare una pulizia profonda di tutta la casa. Utilizza aspirapolvere frequentemente e disinfettanti specifici per eliminare le spore residue. Presta particolare attenzione alle aree dove il gatto dorme o gioca. Mantenere l'ambiente sterile è cruciale per prevenire recidive nell'animale e proteggere gli altri membri della famiglia o altri animali domestici.



