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Il gatto può essere contagiato in due modi diversi: in via diretta o indiretta ; diretta attraverso ferite oppure morsi, indiretta quando il gatto viene a contatto con la lettiera e le ciotole di un gatto infetto. Questa patologia può avere decorsi diversi cioè se la reazione immunitaria del micio è alta, ( in quasi il 40% dei casi), il virus viene neutralizzato ed il gatto raggiunge la definitiva immunità, se la risposta immunitaria è bassa, circa 30% dei casi, l'infezione riesce a oltrepassare la barriera dei globuli bianchi (leucociti) del sangue che essendo deputate alla difesa dalle infezioni, rendono il gatto immunodepresso e quindi sensibile anche a semplici infezioni che in altri gatti sarebbero superate senza grosse difficoltà. Non si può fare una previsione esatta sul tempo che resta da vivere ad un gatto infetto da FELV, perché la sopravvivenza riguarda molti fattori: dallo stato di salute del soggetto, dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalle terapie.
Una delle ragioni che spesso induce i genitori a non tenere un gatto e' il timore che possa trasmettere qualche malattia ai bambini o a loro stessi; è un timore giusto, ma che può essere eliminato seg...
Se il gatto ha degli episodi di vomito, quasi sempre il proprietario sta in ansia per la sua salute anche se non sempre il vomito è un sintomo di qualche patologia seria. È normale che ogni tanto il g...
La Toxoplasmosi è una malattia il cui nome deriva dal parassita che la causa. Parliamo del Toxoplasma, nello specifico dalla specie Toxoplasma gondii (famiglia dei coccidi), un protozoo che infetta il...
L'insufficienza renale è una patologia che colpisce per lo più gatti di età media e avanzata e che si presenta con l'incapacità da parte dei nefroni, le unità filtranti dei reni, di eliminare le sosta... ![]() | Dr CHOW Eczema trattamento Yiitay Dermatite Eczema mano piede tigna psoriasi trattamento crema Prezzo: in offerta su Amazon a: 7,99€ (Risparmi 22€) |
I sintomi della leucemia felina sono in genere molti e diversi, non è raro che un micio portato dal veterinario perché vittima da un po’ di uno stato di malessere diffuso e non meglio identificato, possa far sospettare al medico proprio la leucemia virale. I sintomi più comuni comprendono: anemia, ittero, depressione del sensorio, diminuzione evidente di peso, inappetenza, diarrea o stipsi, rigonfiamento di tutti i linfonodi, difficoltà a respirare, aborti e alta mortalità neonatale, diminuzione delle resistenza nei confronti dei disordini più comuni, disordini autoimmuni, predisposizione a diversi tumori.
Se in un gatto si notano alcuni dei sintomi sopra riportati, soprattutto se è abituato ad uscire spesso di casa ed a frequentare gatti randagi, è opportuno effettuare dal veterinario almeno un test sierologico per stabilire se ha contratto questa malattia.Purtroppo a tutt’oggi la scienza non è stata ancora in grado di utilizzare una terapia che debelli definitivamente questo virus e l’unico modo per curare il gatto affetto da FELV è in effetti quello di curare le patologie presenti a causa della sua immunodeficienza, oltre che provvedere a migliorare per quanto sia possibile le condizioni di vita del gatto già malato. Buona parte dei veterinari prescrive una dose costante di cortisone (nello specifico il prednisolone) nel tentativo di diminuire i globuli bianchi infetti o i tumori che la FELV ha scaturito, uno tra tutti il linfosarcoma. Nella speranza di trovare una terapia efficace sono stati messi alla prova molti farmaci, tra di essi, anche la vitamina C, che purtroppo, dopo i primi studi che sembravano ben promettere, è risultata non avere alcuna efficacia verso le infezioni da FELV, nonostante dia comunque un buon contributo, assieme ad altre vitamine e minerali, a mantenere di buona costituzione il gatto infetto. Sono molti i gatti che pur essendo affetti da FELV riescono a vivere mesi in condizioni nel complesso soddisfacenti, purtroppo per gli altri, quando evidente è la loro sofferenza per i danni che la Leucemia felina provoca in essi, a volte si rende necessario un provvedimento più drastico, contro ogni egoismo del padrone.Si può individuare la presenza del virus FELV mediante due metodi. Il primo si chiama test ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay), il secondo test si chiama IFA (ImmunoFluorescence Assay). Il test sierologico, di cui parlavamo prima, (immunoenzimatico - ELISA), è molto usato perché rende possibile individuare particelle virali nel sangue rivelando l’infezione in atto (viremia) o un embrionale approccio del virus sul midollo osseo (che in caso non sempre porta a contrarre la malattia vera e propria. Nell’ultimo caso i gatti che risultano positivi al test sono invitati a rifare lo stesso esame dopo un paio di mesi, per confermare o scongiurare l’attecchimento della patologia. Come succede per alcune malattie dell’essere umano, essere positivi ai test sierologici non significa automaticamente aver contratto la malattia dunque, infatti un gatto positivo può vivere anche molti anni prima che il virus faccia il suo decorso e diventi patologia. Una corretta osservazione in ogni caso ci permetterà di prendere provvedimenti tempestivi nei confronti del soggetto immuno-depresso, oltre che isolarlo, nel caso, da altri gatti sani, in modo che non diventi anche se non palesemente malato, una fonte di contagio per altri.
Per una corretta prevenzione esiste una serie di vaccini la cui efficacia però non riesce a diventare un oggetto comprovato. In media si parla comunque di una protezione che si aggira intorno al 75-85%, per cui è sempre meglio farla. Alla prima vaccinazione e il conseguente richiamo, deve seguire un ulteriore richiamo dopo un anno o massimo due, in maniera ciclica e costante per tutta la vita del gatto.
La leucemia felina, denominata anche FELV, è una malattia virale di tipo neoplastico che si diffonde nei felini; può ess
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