Che cos'è la Leucemia felina
La leucemia felina (FELV) è una patologia non diffusissima per fortuna tra i gatti, ma allarmante perché potenzialmente (e spesso) mortale. Si tratta di una produzione anomala di globuli bianchi (i leucociti). I Globuli bianchi hanno nell’organismo la funzione di attaccare l’ingresso o la formazione di agenti patogeni, in modo da mantenere e preservare l'integrità biologica dell'organismo stesso, quando questi si formano al suo interno o vi arrivano attraverso la cute o le mucose, che sono le barriere naturali del corpo. La parola FELV, con cui è conosciuta allo stesso modo questa malattia, è in realtà il nome scientifico del virus (nello specifico, un retrovirus) che ne è causa, l'agente patogeno è tipico del gatto comunque, e non v'è alcun rischio di contagio o infezione nei confronti di uomini o altre razze animali. Questa malattia può avere sviluppi diversi cioè se la reazione immunitaria del micio è alta, (in quasi il 40% dei casi), il virus viene neutralizzato ed il gatto raggiunge la definitiva immunità, se la risposta immunitaria è bassa invece l'infezione riesce a oltrepassare la barriera dei globuli bianchi (leucociti) del sangue che essendo deputate alla difesa dalle infezioni, rendono il gatto immunodepresso e quindi sensibile anche a semplici infezioni che in altri gatti sarebbero superate senza grosse difficoltà. Non si può fare una previsione esatta sul tempo che resta da vivere ad un gatto infetto da FELV, perché la sopravvivenza riguarda molti fattori: dallo stato di salute del soggetto, dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalle terapie.
Il Contagio
Il gatto può essere contagiato in due modi diversi: in via diretta o indiretta ; diretta attraverso ferite oppure morsi, indiretta quando il gatto viene a contatto con la lettiera e le ciotole di un gatto infetto. Questa patologia può avere decorsi diversi cioè se la reazione immunitaria del micio è alta, ( in quasi il 40% dei casi), il virus viene neutralizzato ed il gatto raggiunge la definitiva immunità, se la risposta immunitaria è bassa, circa 30% dei casi, l'infezione riesce a oltrepassare la barriera dei globuli bianchi (leucociti) del sangue che essendo deputate alla difesa dalle infezioni, rendono il gatto immunodepresso e quindi sensibile anche a semplici infezioni che in altri gatti sarebbero superate senza grosse difficoltà. Non si può fare una previsione esatta sul tempo che resta da vivere ad un gatto infetto da FELV, perché la sopravvivenza riguarda molti fattori: dallo stato di salute del soggetto, dallo stadio della malattia al momento della diagnosi e dalle terapie. La FELV si trasmette tra i gatti tramite il contagio, in particolare attraverso i liquidi organici (urina, sangue, liquido placentare), le possibilità di contrarre la malattia per gatti che vivono con uno malato è molto alta. Il retrovirus della FELV attacca il sistema immunitario del gatto e si riproduce in loco creando la cosiddetta "immunosoppressione", ovvero la distruzione dei naturali meccanismi di difesa del gatto ospitante, fino al punto in cui il suo organismo non riesce più a contrastare da solo neanche i più lievi malanni. Il gatto può essere contagiato per via diretta, attraverso ferite oppure morsi, oppure per via traversa, nel momento in cui viene a contatto con la lettiera e le ciotole di un gatto infetto. Il contagio comunque non è scontato, anche se avviene il contatto con i liquidi infetti, spesso infatti l'organismo del gatto sano riesce ad essere immune all'attecchimento del virus, salvaguardandolo dunque dalla forma letale della malattia. Quando avviene l'infezione invece, ovvero quando la leucemia attecchisce, il gatto malato ha probabilità di vivere da qualche settimana a molti mesi: molto dipende dai tempi in cui viene diagnosticata la malattia e dallo stadio in cui essa si trova al momento della diagnosi, oltre che, ovviamente, dal tipo delle terapie che gli verranno somministrate.
I Sintomi
I sintomi della leucemia felina sono in genere molti e diversi, non è raro che un micio portato dal veterinario perché vittima da un po’ di uno stato di malessere diffuso e non meglio identificato, possa far sospettare al medico proprio la leucemia virale. I sintomi più comuni comprendono: anemia, ittero, depressione del sensorio, diminuzione evidente di peso, inappetenza, diarrea o stipsi, rigonfiamento di tutti i linfonodi, difficoltà a respirare, aborti e alta mortalità neonatale, diminuzione delle resistenza nei confronti dei disordini più comuni, disordini autoimmuni, predisposizione a diversi tumori. Se in un gatto si notano alcuni dei sintomi sopra riportati, soprattutto se è abituato ad uscire spesso di casa ed a frequentare gatti randagi, è opportuno effettuare dal veterinario almeno un test sierologico per stabilire se ha contratto questa malattia. Purtroppo a tutt’oggi la scienza non è stata ancora in grado di utilizzare una terapia che debelli definitivamente questo virus e l’unico modo per curare il gatto affetto da FELV è in effetti quello di curare le patologie presenti a causa della sua immunodeficienza, oltre che provvedere a migliorare per quanto sia possibile le condizioni di vita del gatto già malato. Buona parte dei veterinari prescrive una dose costante di cortisone (nello specifico il prednisolone) nel tentativo di diminuire i globuli bianchi infetti o i tumori che la FELV ha scaturito, uno tra tutti il linfosarcoma. Nella speranza di trovare una terapia efficace sono stati messi alla prova molti farmaci, tra di essi, anche la vitamina C, che purtroppo, dopo i primi studi che sembravano ben promettere, è risultata non avere alcuna efficacia verso le infezioni da FELV, nonostante dia comunque un buon contributo, assieme ad altre vitamine e minerali, a mantenere di buona costituzione il gatto infetto. Sono molti i gatti che pur essendo affetti da FELV riescono a vivere mesi in condizioni nel complesso soddisfacenti, purtroppo per gli altri, quando evidente è la loro sofferenza per i danni che la Leucemia felina provoca in essi, a volte si rende necessario un provvedimento più drastico, contro ogni egoismo del padrone.
Diagnosi e Prevenzione
Si può individuare la presenza del virus FELV mediante due metodi. Il primo si chiama test ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay), il secondo test si chiama IFA (ImmunoFluorescence Assay). Il test sierologico, di cui parlavamo prima, (immunoenzimatico - ELISA), è molto usato perché rende possibile individuare particelle virali nel sangue rivelando l’infezione in atto (viremia) o un embrionale approccio del virus sul midollo osseo (che in caso non sempre porta a contrarre la malattia vera e propria. Nell’ultimo caso i gatti che risultano positivi al test sono invitati a rifare lo stesso esame dopo un paio di mesi, per confermare o scongiurare l’attecchimento della patologia. Come succede per alcune malattie dell’essere umano, essere positivi ai test sierologici non significa automaticamente aver contratto la malattia dunque, infatti un gatto positivo può vivere anche molti anni prima che il virus faccia il suo decorso e diventi patologia. Una corretta osservazione in ogni caso ci permetterà di prendere provvedimenti tempestivi nei confronti del soggetto immuno-depresso, oltre che isolarlo, nel caso, da altri gatti sani, in modo che non diventi anche se non palesemente malato, una fonte di contagio per altri. Per una corretta prevenzione esiste una serie di vaccini la cui efficacia però non riesce a diventare un oggetto comprovato. In media si parla comunque di una protezione che si aggira intorno al 75-85%, per cui è sempre meglio farla. Alla prima vaccinazione e il conseguente richiamo, deve seguire un ulteriore richiamo dopo un anno o massimo due, in maniera ciclica e costante per tutta la vita del gatto.
Domande frequenti
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La leucemia felina (FELV) è trasmissibile agli esseri umani o ad altri animali domestici?No, la leucemia felina è causata dal virus FeLV, un retrovirus specifico del gatto. Non rappresenta alcun rischio di contagio per gli esseri umani né per altre specie animali come cani o roditori. La trasmissione avviene esclusivamente tra gatti attraverso il contatto diretto con fluidi corporei infetti, come saliva, sangue, urina e latte materno. Pertanto, non c'è pericolo per la famiglia umana o per altri animali da compagnia conviventi, purché si adottino le necessarie precauzioni igieniche per evitare il contagio tra i gatti stessi.
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Quali sono i principali sintomi della leucemia felina nei gatti?I sintomi della FELV sono vari e spesso aspecifici, includendo anemia, ittero, perdita di peso significativa, inappetenza, diarrea, ingrossamento dei linfonodi e difficoltà respiratorie. Il virus compromette il sistema immunitario, rendendo il gatto suscettibile a infezioni secondarie comuni. Inoltre, possono manifestarsi disturbi autoimmuni e una maggiore predisposizione a sviluppare tumori, come il linfosarcoma. Se un gatto mostra segni persistenti di malessere, specialmente se vive all'aperto o ha contatti con gatti randagi, è fondamentale sottoporlo a test veterinari specifici per una diagnosi precoce.
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Esiste una cura definitiva per la leucemia felina?Attualmente non esiste una terapia in grado di eradicare completamente il virus FeLV dall'organismo del gatto. Il trattamento si concentra sulla gestione dei sintomi e sulle complicanze secondarie derivanti dall'immunodepressione indotta dal virus. I veterinari possono prescrivere corticosteroidi come il prednisolone per ridurre l'infiammazione e controllare alcune forme tumorali, oltre a supportare la nutrizione e trattare le infezioni batteriche o viriche concomitanti. L'obiettivo è migliorare la qualità della vita e prolungare la sopravvivenza del paziente, adattando le cure allo stadio della malattia.
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Come si effettua la diagnosi di leucemia felina?La diagnosi si basa principalmente su due test sierologici: l'ELISA e l'IFA. L'ELISA rileva la presenza di antigeni virali nel sangue, indicando un'infezione attiva (viremia) o un'infezione iniziale. Un risultato positivo richiede solitamente una conferma con il test IFA dopo alcune settimane per distinguere tra un'infezione transitoria e una persistente. È importante notare che un test positivo non implica immediatamente una malattia conclamata; alcuni gatti possono rimanere portatori sani per lunghi periodi. La valutazione clinica completa da parte del veterinario è essenziale per interpretare correttamente i risultati.
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Quanto vive un gatto affetto da leucemia felina?Non è possibile prevedere con esattezza la durata della vita di un gatto infetto da FeLV, poiché dipende da numerosi fattori individuali. Circa il 40% dei gatti infetti sviluppa una forte risposta immunitaria che neutralizza il virus, raggiungendo l'immunità definitiva. Negli altri casi, la sopravvivenza varia da poche settimane a molti mesi o anni, in base allo stato di salute generale, allo stadio della malattia alla diagnosi e all'efficacia delle cure supportive. Gatti ben gestiti, alimentati con diete nutrienti e tenuti in ambienti stress-free possono vivere a lungo, mentre quelli con gravi complicanze oncologiche o infettive hanno una prognosi più riservata.



