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sverminare il gatto

Aggiornato il 07 ottobre 20134 capitoli5 domande frequenti
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Cura del gatto

Acquistare un gatto significa non soltanto inserire, all’interno della propria famiglia, un nuovo amico che saprà donarci tanto affetto e amore. Acquistare un gatto significa anche, e soprattutto, essere consapevoli di avere qualcuno al fianco che ha bisogno di noi per ogni cosa essenziale alla sua vita e al mantenimento del suo buon stato di salute. Acquistare un gatto, quindi, significa soprattutto responsabilità nei confronti del nostro nuovo amico a quattro zampe. Questo significa, ovviamente, avere in considerazione tutti quelli che sono i bisogni del nostro amico a quattro zampe: deve essergli garantita, innanzitutto, una corretta alimentazione. In secondo luogo, il nostro amico a quattro zampe dovrà essere sottoposto a tutte le vaccinazioni obbligatorie e alla visite veterinarie conseguenti. Sarà, inoltre, opportuno richiedere al proprio veterinario di fiducia di procedere alla sverminazione del nostro amico felino.

A cosa serve la svermizione?

Sin da piccoli, i nostri amici a quattro zampe, cani o gatti che siano, possono trovarsi in una situazione di infestazione da parassiti tale da necessitare l’intervento di un veterinario esperto. La rimozione di tali parassiti, solitamente protozoi e vermi, può essere effettuata attraverso uno specifico procedimento che prende il nome di svermiazione. Si tratta di un’attività non particolarmente dolorosa che permetterà, però, al nostro amico a quattro zampe di evitare successivi fastidiosi problemi di salute. I protozoi, infatti, tendono ad infestare l’intestino dei nostri amici felini, soprattutto in tenera età. Quelli più conosciuto prendono il nome di Ascaridi, Tenie e Anchilostomi. La presenza di tali parassiti non deve sorprenderci: essi vivono quasi costantemente nell’intestino del nostro amico a quattro zampe e, se riescono a produrre grossi quantitativi di uova, potrebbero risultare improvvisamente pericolosi. Inoltre, la trasmissione di questi vermi è estremamente semplice: essi possono essere trasmessi sia attraverso le feci, considerato il fatto che gli animali hanno la tendenza ad avvicinarsi ed odorare le feci degli altri animali con cui entrano in contatto, sia attraverso il parto, con un passaggio dei vermi, ovviamente, da madre a figlio. È importantissimo, quindi, eliminare dall’origine il problema della presenza dei vermi nel nostro amico felino , attraverso, appunto, la sverminazione, per evitare che l’infestazione possa provocargli problemi di salute più gravi.

Sintomi della presenza di vermi nell’intestino del nostro amico a quattro zampe.

I sintomi derivanti dalla presenza di vermi nell’intestino del nostro amico felino non sono sempre così manifesti. Per avere una sintomatologia importante, infatti, bisogna incappare anche in una infestazione in stato avanzato. I possibili sintomi, comunque, comprendono la diarrea, la difficoltà nella defecazione, vomito frequente e, se l’infestazione ha colpito un cucciolo appena nato, anche la morte repentina. Questi sintomi variano di intensità a seconda del tipo di parassita o verme che è andato a diffondersi nell’intestino del nostro gatto. I sintomi più forti sono manifestati, ad esempi, nel caso di diffusione degli ascaridi, la cui infestazione risulta essere anche molto pericolos$a. Questo parassita colpisce, il più delle volte, i cuccioli neonati, i quali possono presentare, in seguito all’infestazione, diarrea, vomito forte, alito dall’odore cattivo e gonfiore all’addome. È importantissimo, quindi, una volta riscontrata la presenza di questi sintomi, rivolgersi al proprio veterinario di fiducia in modo tale che esso effettui rapidamente la svermazione e dia inizio, se necessario, all’ordinario ciclo di vaccinazioni obbligatorie. Se ad essere colpito è un neonato, sarà necessario sverminare non solo lui ma tutti i gattini nati in quella cucciolata e anche la mamma.

Come si effettua la sverminazione nel gatto?

Per effettuare la sverminazione occorre, necessariamente, rivolgersi al proprio veterinario di fiducia. È assolutamente sbagliato ritenere che questa operazione possa essere compiuta a casa senza l’intervento di un esperto, in quanto una simile attività potrebbe risultare addirittura pericolosa per il nostro amico a quattro zampe. La svermiazione deve essere fatta all’incirca al secondo mese di vita del cucciolo, anche per eliminare eventuali parassiti trasmessi dalla madre durante il parto o l’allattamento. Questa sverminazione è necessaria anche per rimuovere quei parassiti che comunemente infestano i cuccioli. Essi prendono il nome di Ascaridi e sono vermi dalla lunghezza solita di 10 centimetri. La sverminazione deve essere compiuta entro i primi due mesi di vita del cucciolo a meno che esso non manifesti dei sintomi già in un periodo precedente: in questo caso si consiglia di procedere subito alla sverminazione sia del cucciolo che della madre. La sverminazione viene effettuata con prodotti specifici, tra cui ricordiamo il drontal. L’operazione dovrebbe essere ripetuta dopo circa venti giorni, in modo tale da evitare che alcuni parassiti continuino ad infestare il no cucciolo.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali parassiti intestinali che colpiscono i gatti?
    I parassiti intestinali più comuni nei gatti includono Ascaridi, Tenie e Ancilostomi, oltre a vari protozoi. Questi organismi risiedono tipicamente nell'intestino dell'animale e possono diventare pericolosi quando producono grandi quantità di uova. Gli Ascaridi, in particolare, sono frequenti nei cuccioli neonati e possono causare sintomi gravi come gonfiore addominale e diarrea. La loro presenza non deve sorprendere, poiché l'infezione avviene facilmente tramite contatto con feci contaminate o trasmissione verticale dalla madre ai figli durante il parto o l'allattamento.
  • Quando è necessario iniziare la sverminazione del gatto?
    La prima sverminazione dovrebbe avvenire intorno al secondo mese di vita del cucciolo, per eliminare i parassiti ereditati dalla madre durante il parto o l'allattamento. Tuttavia, se il gatto manifesta sintomi evidenti come diarrea, vomito o alito cattido, è fondamentale intervenire immediatamente, indipendentemente dall'età. In questi casi, non va sverminato solo il cucciolo, ma anche tutti i fratelli della cucciolata e la madre, per interrompere il ciclo di infestazione e garantire la salute di tutto il gruppo.
  • Come posso capire se il mio gatto ha i vermi?
    I sintomi dell'infestazione parassitaria variano in intensità. Nei casi lievi, potrebbero non esserci segni evidenti, ma nelle fasi avanzate compaiono diarrea, difficoltà nella defecazione e vomito frequente. Nei cuccioli neonati, l'infestazione da Ascaridi è particolarmente critica e può portare a gonfiore addominale visibile, alito maleodorante e, nei casi più gravi, a morte repentina. Poiché i sintomi possono essere confusi con altre patologie, qualsiasi dubbio richiede una visita veterinaria immediata per una diagnosi accurata e tempestiva.
  • Posso somministrare antiparassitari al gatto a casa mia?
    No, è assolutamente sconsigliato e potenzialmente pericoloso tentare la sverminazione domestica senza supervisione veterinaria. Solo un medico esperto può prescrivere il farmaco corretto e dosarlo adeguatamente in base al peso e alle condizioni specifiche del felino. Prodotti inadeguati o dosaggi errati possono causare intossicazioni gravi. Il veterinario valuterà la necessità di trattamenti specifici, come l'uso di farmaci a largo spettro, e stabilirà il protocollo terapeutico sicuro per il tuo animale.
  • Quanto spesso devo ripetere il trattamento antiparassitario?
    Il protocollo standard prevede generalmente una prima dose seguita da una ripetizione dopo circa venti giorni. Questo intervallo è cruciale per eliminare i parassiti che potrebbero essere sopravvissuti alla prima somministrazione o che si sono schiusi dalle uova residue, assicurando l'eradicazione completa dell'infestazione. Successivamente, il veterinario consiglierà la frequenza dei richiami, che dipende dallo stile di vita del gatto (se vive esclusivamente in casa o esce all'aperto) e dal rischio di re-infestazione ambientale.

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