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Acqua Per Acquario

Aggiornato il 30 aprile 20124 capitoli5 domande frequenti
Acqua Per Acquario

Allestire un acquario

Allestire un acquario da zero può sembrare una cosa complicata, ma è più semplice di quanto si creda: per i neofiti, la cosa importante è essere animati da passione e dedizione, avere del tempo da dedicare a quest’hobby, e cominciare con cose semplici, per passare poi solo in seguito a gestire specie di pesci e piante più elaborate. Se abbiamo deciso di dedicarci all’acquariofilia, non trascuriamo i consigli che possono darci le persone più esperte di noi, o quelli reperibili nelle moltissime guide per principianti online. Il primo passo da compiere è ovviamente quello di acquistare una vasca: è consigliabile cominciare con una vasca di una capienza all’incirca di 100 litri, in quanto litraggi troppo piccoli o troppo grandi comportano maggiori problematiche nella gestione, e risultano quindi poco adatti a chi è alle prime armi. Acquistata la vasca, dobbiamo scegliere dove posizionarla: acquistiamo un mobiletto resistente (dobbiamo essere ben sicuri che sia in grado di sostenere il peso dell’acqua, che anche per vasche di dimensioni apparentemente piccole non è poco), e sistemiamo la vasca in una stanza spaziosa, preferibilmente in un punto in cui non venga mai colpita direttamente dai raggi solari. A questo punto, possiamo cominciare ad allestirla. Prepariamo in primo luogo il fondale: potremmo utilizzare una base di ghiaia mista a fertilizzante, e adagiare su questa un ulteriore strato di sola ghiaia. Dopo aver fatto questo, aggiungiamo l’acqua (ci soffermeremo in seguito su questo particolare punto). Accendiamo poi pompe e riscaldatori, e lasciamo che l’ambiente si assesti per qualche giorno; al termine di questo periodo di attesa, possiamo aggiungere le piantine e accendere le luci. Aspettiamo ancora un po’ di tempo prima di aggiungere i pesci: può sembrare noioso dover aspettare tanto per avere l’acquario completo, ma è un’operazione fondamentale, poiché gli equilibri dell’acquario sono molto delicati, e bisogna dar tempo all’ambiente di adattarsi gradualmente ai cambiamenti. Una volta che le piante cominceranno a crescere e i pesci si saranno ambientati, possiamo dire che l’operazione di allestimento è terminata: non ci resta che dar da mangiare regolarmente ai pesci ed effettuare operazioni di manutenzione standard, come la pulizia dei filtri e il ricambio parziale dell’acqua.

Acqua per acquari dolci

Ma che tipo di acqua dobbiamo utilizzare per il nostro acquario? La prima, sostanziale differenza, è decidere se vogliamo ricreare un ambiente d’acqua dolce, o un ambiente marino. In generale, esistono due valori fondamentali da tener presenti quando parliamo di acqua: il pH e il DH. IL pH indica l’acidità dell’acqua, e si misura su una scala che va da 0 (molto acida) a 14 (molto basica); il pH dell’acqua negli acquari dolci dovrebbe aggirarsi tra il 6,5 e il 7,5, mentre per quanto riguarda quelli d’acqua marina tra il 7,8 e l’8,5. Il DH invece indica la quantità di calcare disciolta in acqua: un’acqua molto calcarea è detta ‘dura’, una poco calcarea è detta ‘molle’ o ‘tenera’. Per quanto riguarda un acquario d’acqua dolce, per lo più si tende ad utilizzare la comune acqua potabile di rubinetto, il che non è del tutto sbagliato (molto dipende anche dalla qualità dell’acqua nella zona in cui viviamo), poiché la maggior parte delle specie di pesci riesce ad adattarsi con facilità alle condizioni dell’acqua (eccetto specie di pesci più particolari, che potrebbero richiedere acque con caratteristiche specifiche). Il più delle volte, però, l’acqua di rubinetto si presenta inquinata e tutt’altro che pura, e quindi potrebbe a lungo termine causare danni a flora e fauna. Un tempo si era soliti utilizzare l’acqua piovana o l’acqua di pozzo, più pure di quelle degli acquedotti, ma al giorno d’oggi sono anch’esse inquinate. L’unico acqua davvero perfetta è quella preparata con impianti ad osmosi inversa (ve ne sono in commercio anche di appositi per l’acquariofilia, a prezzi accessibili): ciò che si ottiene è un’acqua completamente depurata da qualsiasi sostanza in essa disciolta. Quest’acqua però risulta troppo povera, e va quindi integrata con dei minerali.

Acqua per acquari marini

Se decidiamo invece di dedicarci ad un acquario marino o di barriera, il discorso cambia. Abbiamo due diverse possibilità per l’acqua: la prima è chiaramente quella di procurarcela direttamente dal mare. Questo, però comporta notevoli svantaggi: innanzitutto una spesa non indifferente, se non siamo così fortunati da abitare vicino al mare; in secondo luogo, i nostri mari sono spesso tutt’altro che puri, e potremmo ritrovarci con dell’acqua inquinata, o anche introdurre inavvertitamente malattie nel nostro acquario; infine, ultimo ma non meno importante, la legge italiana vieta di prelevare acqua dal mare senza delle specifiche autorizzazioni. Cosa fare, quindi? Per nostra fortuna, si trovano facilmente in commercio delle miscele di sali già pronte da disciogliere in acqua, permettendoci di creare dell’acqua marina sintetica. Bisogna utilizzare tutti gli elementi presenti nella confezione, per ottenere un’acqua il più possibile simile a quella marina; prima di introdurvi i pesci, è necessario far aerare la nostra miscela sintetica per diverse ore, e controllarne la salinità. La salinità corrisponde alla densità, e viene misurata tramite uno strumento apposito che prende il nome di densimetro: in genere la concentrazione di sali adatta per i pesci tropicali è di 1022-1024, misurata ad una temperatura di 25°C (la densità varia infatti in relazione alla temperatura), mentre per i pesci mediterranei è di 1026-1028, misurata ad una temperatura di 17-20°C. Una cosa molto importante da ricordare è che negli acquari marini, per pareggiare eventuali perdite d’acqua dovute all’evaporazione, va utilizzata acqua dolce e non salata, poiché i sali non evaporano.

Pulizia dell’acqua

E’ importante sottolineare che l’acqua del nostro acquario è ferma, e non può quindi ricambiarsi come avviene in natura: è quindi chiaro che ogni minima cosa che avviene nell’acquario finisce per sporcarla. Foglie di piante, detriti, avanzi di cibo, deiezioni di pesci, tutto ciò contribuisce in poco tempo a rendere torbido e inquinato il nostro acquario. Per evitare che ciò avvenga, ci sono diversi accorgimenti che dobbiamo adottare. Innanzitutto, un semplice e basilare accorgimento è quello di non dare ai pesci più cibo di quanto possano effettivamente consumare: gli avanzi di cibo, infatti, in breve tempo si deteriorano trasformandosi in rifiuti, e diventano inoltre nutrimento per eventuali alghe infestanti. Poi, è utile seguire un programma di ricambi parziali dell’acqua: bisogna cambiare circa il 20% dell’acqua contenuta nell’acquario, ad una cadenza di due-tre settimane. Facciamo attenzione, però: l’acqua nuova deve essere alla stessa temperatura di quella dell’acquario, e più o meno con le stesse caratteristiche, in modo da evitare ai pesci e alle piante pericolosi shock. Per l’acquario marino, i cambi devono essere più frequenti, e la proporzione un po’ superiore al 20%. Questo in parte ci aiuta a mantenere la nostra acqua pulita, ma non è sufficiente: la maggior parte del compito è invece affidato al filtro. Il filtro di un acquario può essere interno o esterno, e si divide in scomparti, in cui avvengono due tipi di filtraggio: prima quello meccanico, poi quello biologico. L’acqua viene spinta dalla pompa in direzione del filtro, e viene in un primo momento sottoposta alla fase del filtraggio meccanico: la si fa passare attraverso dei materiali di diversa granulometria (in ordine crescente, ad esempio prima una spugna, poi della lana di perlon, e così via), che hanno il compito di trattenere lo sporco e le impurità. Dopo questa prima fase l’acqua passa, più lentamente, nell’ultimo scomparto, in cui avviene la fase di filtraggio biologico: nell’ultimo scomparto vi sono infatti materiali adatti ad essere colonizzati dai batteri, che hanno il compito di trasformare in innocue le sostanze dannose contenute nell’acqua.

Domande frequenti

  • È sicuro usare l'acqua del rubinetto per il mio acquario?
    L'uso dell'acqua di rubinetto è possibile ma richiede cautela. Sebbene molte specie di pesci d'acqua dolce si adattino, l'acqua comunale contiene spesso cloro, clorammine e metalli pesanti che possono danneggiare flora e fauna nel lungo periodo. Inoltre, la durezza e il pH variano in base alla zona geografica. Per una sicurezza maggiore, specialmente con specie sensibili, è preferibile trattare l'acqua con depuratori specifici o utilizzare acqua ottenuta tramite osmosi inversa, integrandola successivamente con sali minerali per renderla biologicamente attiva.
  • Come preparare correttamente l'acqua marina sintetica?
    Per creare acqua marina sicura, utilizza esclusivamente miscele di sali apposite per acquariofilia, mai il sale da cucina. Sciogli i sali nell'acqua dolce demineralizzata seguendo rigorosamente le dosi indicate dal produttore. Prima di inserire i pesci, è fondamentale aerare la soluzione per diverse ore per garantire l'ossigenazione completa e stabilizzare i parametri chimici. Controlla sempre la salinità con un densimetro: per i pesci tropicali la densità ideale è 1022-1024 a 25°C, mentre per quelli mediterranei 1026-1028 a 17-20°C.
  • Quanto spesso devo cambiare l'acqua dell'acquario?
    La frequenza dei cambi d'acqua dipende dal tipo di acquario. Per gli acquari d'acqua dolce, si consiglia un cambio parziale del 20% ogni due o tre settimane. Negli acquari marini, i cambi devono essere più frequenti e la percentuale di acqua rinnovata leggermente superiore al 20%, data la maggiore sensibilità degli organismi marini. È cruciale che l'acqua nuova abbia la stessa temperatura e le stesse caratteristiche chimiche (pH, durezza) di quella presente nella vasca per evitare shock termici o fisiologici ai pesci e alle piante.
  • Qual è la funzione principale del filtro nell'acquario?
    Il filtro svolge un ruolo vitale mantenendo l'acqua pulita e tossica, poiché l'ambiente chiuso non ha la capacità di autodepurarsi come nei corsi naturali. Svolge due funzioni: meccanica, trattenendo solidi sospesi come detriti e avanzi di cibo attraverso spugne o lane, e biologica, ospitando batteri benefici che decompongono le sostanze organiche nocive prodotte dai pesci e dalle piante. Senza un filtro funzionante, i livelli di ammoniaca e nitriti aumenterebbero rapidamente, diventando letali per gli abitanti della vasca.
  • Posso prelevare acqua direttamente dal mare per il mio acquario marino?
    No, prelevare acqua dal mare è sconsigliato e generalmente illegale senza specifiche autorizzazioni. I mari italiani sono spesso soggetti a inquinamento ambientale che introduce sostanze nocive nella vasca. Inoltre, c'è il rischio concreto di introdurre patogeni, parassiti o uova di organismi indesiderati che potrebbero devastare il tuo ecosistema acquatico. La soluzione sicura ed efficace è utilizzare sali marini sintetici di alta qualità, che garantiscono una composizione chimica controllata e priva di contaminanti biologici.

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