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Acquario In Vetro

Aggiornato il 31 maggio 20124 capitoli4 domande frequenti
Acquario In Vetro

La passione per gli acquari

L’acquariofilia è un hobby affascinante che conta tantissimi appassionati: tra acquari d’acqua dolce, acquari marini, e gli acquari di barriera, che si stanno diffondendo recentemente e sono considerati molto ‘in’, sono sempre di più le persone che si avvicinano a questo campo. Allestire e gestire un acquario, infatti, può essere una sfida, e un passatempo molto rilassante, senza contare che l’acquario è anche un pregiatissimo elemento d’arredo per la nostra casa. La maggior parte degli acquariofili alle prime armi, sceglie di acquistare la vasca in vetro e tutte le attrezzature necessarie, limitandosi poi ad allestire il tutto; ma, soprattutto tra gli acquariofili con più esperienza, molti scelgono di unire due passioni: quella per gli acquari, e quella per il fai da te. E’ proprio da qui che nasce l’esigenza di costruirsi da soli il proprio acquario, non tanto perché sia una soluzione economicamente vantaggiosa, quanto per la pura soddisfazione di esporre qualcosa che si è creato con le proprie mani. Sebbene vi siano vasche per acquario di svariati materiali (plexiglass, vetroresina, e così via), il materiale più utilizzato in assoluto rimane il vetro.

Costruire o acquistare un acquario in vetro

Per costruirci da soli la vasca in vetro per il nostro acquario, la prima cosa di cui avremo bisogno sono le lastre: facciamole quindi preparare da un vetraio, delle dimensioni desiderate. La scelta del fai da te può risultare molto utile, soprattutto quando per questioni di spazio o di gusto personale vogliamo una vasca di dimensioni diverse rispetto a quelle standard che si trovano in commercio. Per assemblare le lastre, un buon metodo è quello di farci preparare dal falegname –o di preparare noi stessi- una struttura di legno autoportante, che ci consentirà di incollare le lastre con un angolo preciso di 90°. Disponiamo le lastre sul supporto ligneo, e incolliamole (dopo aver ripulito i bordi con un prodotto per vetri, per assicurare alla colla la massima presa) servendoci di una pistola a caldo e di silicone acetico. Se invece vogliamo acquistare direttamente un acquario in vetro già pronto, possiamo rivolgerci a negozi specializzati o acquistarlo online. In genere queste vasche sono già dotate di molti accessori (filtri, luci, pompe), e il prezzo varia a seconda delle dimensioni e della qualità: si va da poche decine di euro, fino a vasche grandi e superaccessoriate il cui prezzo supera i 1000€.

Caratteristiche dei vetri per acquario

Sui vetri per acquario ci sono diverse cose da sapere, che tornano utili soprattutto se abbiamo intenzione di acquistare le lastre e costruirci la vasca da soli. Innanzitutto, possiamo orientarci su due tipi diversi di vetro, il float –con la classica tonalità un po’ verdognola- e l’extra chiaro –trasparente-: va detto però che il secondo subisce processi di lavorazione che lo rendono parecchio costoso, e comunque il colore verdino non è fastidioso in un acquario, anzi; conviene generalmente scegliere un vetro del primo tipo. Assicuriamoci poi che il vetro abbia subito alcune lavorazioni fondamentali. Una di queste è la ricottura: questa operazione consiste nel cuocere il vetro più di una volta (due, tre, o anche di più), e serve a ridurre al minimo le tensioni interne alle lastre. Si tratta di un passaggio fondamentale, altrimenti le lastre rischiano di creparsi, con conseguenze disastrose e facilmente immaginabili. Un altro di questi procedimenti è la molatura, che serve a rendere innocui i bordi delle lastre, altrimenti molto taglienti e pericolosi per chi le maneggia. In ultimo poi vi è la pulimentatura, il processo che dona al vetro la sua tipica lucentezza.

Pulizia dei vetri

Una volta che l’acquario è pronto e allestito, ci restano le operazioni di manutenzione standard da compiere periodicamente, prima fra tutte la pulizia dei vetri. Il vetro infatti tende a sporcarsi di alghe con una certa frequenza, soprattutto se alleviamo pesci rossi, o altre specie analoghe che difficilmente riescono a convivere con gli organismi pulitori (piccoli organismi acquatici che si nutrono di sostanze di rifiuto e delle alghe infestanti che crescono sui vetri, aiutandoci a mantenerli puliti). In questi casi, l’unica soluzione è quella di pulire il vetro con una spugnetta morbida (facciamo molta attenzione a non graffiarlo). Non è necessario immergere tutto il braccio nella vasca; in commercio esistono infatti diversi strumenti per ovviare al problema: vi sono sia spugnette dotate di un magnete che permette di controllarle dal lato esterno del vetro (anche se, quando la spugnetta si sporca, c’è il rischio che si stacchi dal vetro e cada sul fondo, obbligandoci a recuperarla), sia spugne con manici molto lunghi, che possiamo muovere a nostro piacimento. Oppure, possiamo risolvere la cosa artigianalmente, legando noi stessi una spugna ad un’asta di legno o qualcosa di analogo.

Domande frequenti

  • È conveniente costruire un acquario in vetro fai-da-te rispetto all'acquisto di uno già pronto?
    La costruzione fai-da-te non offre necessariamente vantaggi economici significativi, poiché il costo del vetro speciale e del silicone professionale può avvicinarsi a quello di un acquario commerciale. Tuttavia, questa opzione è ideale per chi cerca la soddisfazione personale di creare un oggetto unico o ha esigenze specifiche di dimensioni e forma non coperte dai modelli standard. L'assemblaggio richiede precisione, utilizzando spesso una struttura di sostegno in legno per garantire angoli di 90° perfetti e una tenuta stagna sicura, trasformando l'hobby in un progetto creativo oltre che funzionale.
  • Quale tipo di vetro è meglio usare per un acquario: float o extra chiaro?
    Il vetro 'float', caratterizzato da una leggera tonalità verdognola, è la scelta più comune e consigliata per la maggior parte degli acquariofili. Sebbene il vetro 'extra chiaro' offra una trasparenza superiore, il suo prezzo è notevolmente più elevato e la differenza estetica nell'ambiente acquatico è spesso trascurabile. Entrambi i tipi devono essere sottoposti a processi rigorosi come la ricottura, per eliminare le tensioni interne che potrebbero causare rotture, e la molatura dei bordi per renderli sicuri da maneggiare. La scelta dovrebbe quindi bilanciare budget e preferenze estetiche, optando solitamente per il float per il miglior rapporto qualità-prezzo.
  • Quali sono i trattamenti indispensabili che il vetro deve subire prima dell'allestimento?
    Prima di essere utilizzato, il vetro per acquari deve subire tre lavorazioni fondamentali per garantire sicurezza e durata. La ricottura è cruciale: consiste nel riscaldare il vetro più volte per ridurre le tensioni interne e prevenire crepe improvvise sotto la pressione dell'acqua. La molatura rende i bordi delle lastre levigati e innocui, evitando tagli durante la manipolazione. Infine, la pulimentatura conferisce al vetro la sua tipica lucentezza e superficie uniforme. Ignorare questi passaggi, specialmente la ricottura, comporta rischi elevati di cedimento strutturale dell'acquario.
  • Come pulire efficacemente le alghe dai vetri dell'acquario senza immergersi?
    Per pulire le alghe dai vetri interni senza dover immergere il braccio nell'acqua, esistono diverse soluzioni pratiche. Si possono utilizzare spugnette magnetiche, composte da due parti: una interna magnetizzata che segue il movimento dall'esterno e una esterna che viene azionata manualmente. Attenzione però: se la spugna si sporca troppo, il magnetismo potrebbe indebolirsi e far cadere la parte interna sul fondo. Alternative valide includono spugne con manici lunghi per raggiungere ogni angolo o metodi artigianali, come fissare una spugna a un'asta di legno, garantendo una pulizia accurata e comoda.

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