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Filtro Esterno Acquario

Aggiornato il 28 aprile 20124 capitoli5 domande frequenti
Filtro Esterno Acquario

L’importanza del filtraggio in acquario

Allestire un acquario da zero è una cosa che richiede tempo, ma se ci impegniamo un po’ non sarà difficile ottenere risultati soddisfacenti. Acquistata la vasca più adatta alle nostre esigenze, dobbiamo sistemare al suo interno ghiaia e acqua, e cominciare già ad accendere le pompe e il riscaldamento, per permettere all’ambiente di assestarsi; dopo qualche giorno possiamo inserire nel nostro acquario le piantine ed accendere l’illuminazione; solo alla fine, dopo aver atteso ancora un po’, potremo finalmente popolare l’ambiente coi pesciolini. Terminati gli step precedenti, ci restano solo delle semplici operazioni da compiere di tanto in tanto per gestire al meglio il nostro acquario: dar da mangiare ai pesci, effettuare ricambi d’acqua parziali, ripulire i filtri quando si intasano. Ma cosa sono i filtri, e perché sono così importanti? E’ presto detto: l’acqua di un acquario, a differenza di quanto avviene in natura, non ha ovviamente la possibilità di ricambiarsi di continuo. Tutto ciò che avviene, quindi, contribuisce ad inquinarla: gli avanzi di cibo, gli organismi morti, i residui biologici dei pesci, diventano prodotti di scarto che vanno ad sporcare la nostra acqua, e i ricambi d’acqua che si effettuano di tanto in tanto non sono comunque sufficienti a garantirne una pulizia duratura. E’ qui che entra in gioco il filtro: la pompa spinge l’acqua attraverso i materiali filtranti contenuti nel filtro, che hanno il compito di rimuovere le impurità e renderla di nuovo limpida e pulita. Spesse volte, per una ragione di risparmio, il filtro non viene riempito a dovere, ma si tratta di un grave errore che ne pregiudica notevolmente il funzionamento: i filtri vanno riempiti completamente, per far sì che l’acqua debba per forza attraversare il materiale filtrante, ma il materiale al loro interno non va pressato, pena il rallentamento del flusso dell’acqua.

I filtri esterni

I filtri per acquari possono essere interni o esterni. Il funzionamento è più o meno simile, e si tratta in entrambi in casi di filtri a scomparto (in ogni scomparto è contenuto un diverso materiale filtrante). La scelta di usare un filtro esterno piuttosto che uno interno sta a noi, a seconda delle nostre esigenze: un filtro interno sarà probabilmente meno rumoroso di uno esterno, e non darà problemi legati a perdite d’acqua dai tubi o cose simili, ma ha sicuramente un grosso difetto, cioè quello di occupare una discreta porzione della vasca, e di essere quindi piuttosto antiestetico (alcuni scelgono di coprirlo con un fondo, per renderlo meno visibile). Il filtro esterno per contro è magari un po’ più rumoroso –si tratta comunque di un ronzio leggerissimo-, ma ha il notevole pregio di lasciare la nostra vasca libera da ingombri; avere il filtro all’esterno, inoltre, rende le operazioni di pulizia e manutenzione notevolmente più semplici.

Funzionamento di un filtro esterno

L’operazione di filtraggio si divide in due momenti fondamentali: il filtraggio meccanico e quello biologico. Durante il filtraggio meccanico, l’acqua viene spinta ad attraversare materiali di diversa granulometria, che trattengono le impurità; i materiali vanno disposti in maniera crescente, quindi dalla grana più larga a quella più fitta. Il primo materiale è in genere spugna, mentre il secondo lana di perlon, o delle apposite sferette di plastica atossica. Passando attraverso questi materiali, l’acqua tenderà anche a rallentare la velocità, preparandosi così alla fase del filtraggio biologico, che deve avvenire più lentamente. Scopo del filtraggio biologico è quello di depurare l’acqua dai cataboliti tossici per piante e animali, servendosi dell’attività di microrganismi di natura batterica; vengono quindi inseriti nel secondo scomparto quei materiali che ben si prestano a diventare substrato per batteri, come ad esempio i cannolicchi in ceramica. Compito di queste colonie di batteri sarà trasformare in innocue sostanze altrimenti tossiche.

Manutenzione del filtro esterno

Dato che trattiene lo sporco, il filtro tende di tanto in tanto ad intasarsi, e in questi casi va immediatamente ripulito; se il filtro è ostruito, infatti, non solo si annulla l’azione filtrante dello strumento, ma si possono anche causare seri danni alla pompa dell’acquario (che finirebbe per girare a vuoto). La pulizia va però iniziata solo dopo aver staccato le prese e a pompe ferme, e va effettuata nel modo corretto. Deve essere il meno invasiva possibile: i materiali vanno infatti risciacquati utilizzando la stessa acqua dell’acquario, e non semplice acqua di rubinetto. Quest’operazione diventa fondamentale soprattutto quando si sciacquano i materiali del filtro biologico, poiché lavarli in acqua di rubinetto causerebbe la distruzione delle colonie di batteri. La pulizia del filtro va comunque effettuata solo quando strettamente necessaria, e non troppo di frequente. E’ buona norma, infine, non sciacquare i materiali filtranti tutti insieme, ma ripulirli uno alla volta, a cadenza regolare.

Domande frequenti

  • Come devo caricare correttamente i materiali filtranti in un filtro esterno?
    È fondamentale riempire completamente il filtro per obbligare l'acqua ad attraversare tutto il materiale filtrante, garantendo una depurazione efficace. Tuttavia, i materiali non devono mai essere compressi o pressati, poiché ciò rallenterebbe drasticamente il flusso idrico. La disposizione ideale segue un ordine crescente di granulometria: si inizia con spugne a maglie larghe per trattenere le particelle grossolane (filtrazione meccanica), seguite da lana di perlon o sferette plastiche, e infine da supporti porosi come i cannolicchi in ceramica per ospitare i batteri benefici (filtrazione biologica).
  • Posso pulire i materiali del filtro biologico con acqua di rubinetto?
    Assolutamente no. Lavare i supporti biologici (come i cannolicchi in ceramica) sotto l'acqua corrente del rubinetto distruggerebbe le colonie di batteri nitrificanti essenziali per la vita dei pesci, poiché il cloro e altri additivi li eliminerebbero. Inoltre, la temperatura e la chimica dell'acqua di rubinetto potrebbero shockare i microrganismi. Se devi pulire i materiali biologici, sciacquali delicatamente esclusivamente nell'acqua vecchia rimossa durante il cambio d'acqua dell'acquario. Questo preserva la flora batterica attiva mentre rimuove l'eccesso di detriti.
  • Con quale frequenza devo pulire il mio filtro esterno?
    La pulizia non deve essere fatta a intervalli fissi rigidi, ma solo quando il flusso d'acqua diminuisce visibilmente o il rumore della pompa cambia, indicando un'intasamento. Pulire il filtro troppo spesso è dannoso perché elimina parte della colonia batterica utile. Una buona pratica è pulire i materiali meccanicamente (spugne) una volta al mese e quelli biologici ogni 2-3 mesi, sempre usando l'acqua dell'acquario. Non sciacquare mai tutti i materiali contemporaneamente: fallo in fasi separate per non compromettere l'equilibrio biologico dell'ecosistema acquatico.
  • Quali sono i vantaggi principali di un filtro esterno rispetto a uno interno?
    Il principale vantaggio estetico è che il filtro esterno rimane fuori dalla vasca, lasciando spazio libero per arredi e piante, evitando l'ingombro visivo tipico dei filtri interni. Inoltre, la manutenzione risulta molto più semplice e rapida poiché si effettua sulla superficie esterna. Anche se alcuni temono il rumore, i moderni filtri esterni producono un ronzio minimo e riducono la turbolenza superficiale. Un altro beneficio tecnico è la maggiore capacità di carico filtrante, permettendo di gestire vasche più popolate grazie alla separazione tra filtrazione meccanica e biologica in scomparti dedicati.
  • Cosa succede se il filtro esterno si intasa completamente?
    Un filtro completamente ostruito blocca il passaggio dell'acqua, facendo lavorare la pompa a secco o contro pressione. Questo può portare al surriscaldamento e al guasto prematuro del motore della pompa. Oltre al danno economico all'apparato, l'assenza di filtrazione causa un rapido accumulo di ammoniaca e nitriti tossici, mettendo a rischio immediato la salute dei pesci e delle piante. È quindi cruciale monitorare regolarmente il flusso d'uscita e intervenire con una pulizia parziale prima che l'ostruzione diventi totale, assicurandosi sempre di spegnere l'elettricità prima di qualsiasi intervento manuale.

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