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Pesci del laghetto: quando smettere di dare il cibo in autunno

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché con l'acqua fredda i pesci del laghetto mangiano sempre meno

Perché con l'acqua fredda i pesci del laghetto mangiano sempre meno

Pesci rossi, carpe koi e gli altri abitanti dello specchio d'acqua sono animali eterotermi, cioè con la temperatura corporea uguale a quella dell'acqua in cui nuotano. Quando l'autunno avanza e l'acqua si raffredda, il metabolismo dei pesci del laghetto rallenta di pari passo e con esso la digestione, che diventa sempre più lenta e faticosa. Un pasto che in estate viene assimilato in poche ore, con l'acqua vicina ai dieci gradi può restare a lungo nell'intestino, fermentare e causare problemi seri all'animale. Per questo motivo l'alimentazione autunnale non è un dettaglio da trascurare: continuare a distribuire mangime come nei mesi caldi significa sporcare l'acqua con cibo che nessuno consuma e caricare i pesci di un lavoro digestivo che non riescono più a sostenere. Osserva il loro comportamento: se restano più fermi, si avvicinano meno alla superficie e lasciano parte della razione, è il segnale che il loro organismo sta già entrando nella fase di riposo e che tocca a te adeguare le dosi.

Come ridurre frequenza e quantità del mangime con il calo delle temperature

La riduzione va fatta in modo progressivo, seguendo la temperatura dell'acqua e non il calendario. Finché l'acqua resta sopra i quindici gradi circa puoi mantenere un pasto al giorno, scegliendo però un mangime facilmente digeribile anche al freddo: i prodotti specifici per l'autunno, spesso a base di germe di grano, sono formulati proprio per essere assimilati da un metabolismo rallentato. Dai ai pesci del laghetto solo la quantità che consumano in pochi minuti e raccogli con il retino quello che resta a galla. Quando l'acqua scende tra i quindici e i dieci gradi, passa a un pasto ogni due o tre giorni e riduci ulteriormente le porzioni. Le riserve accumulate durante l'estate, se nella bella stagione hai offerto una dieta varia e di buona qualità, sono quelle che permetteranno ai tuoi pesci di superare il digiuno invernale senza perdere condizione. Distribuisci il cibo nelle ore centrali della giornata, quando l'acqua è leggermente più tiepida, così la digestione ha il tempo di completarsi prima del freddo notturno.

Sotto i dieci gradi si smette: misura l'acqua, non l'aria

La soglia che i professionisti del settore indicano per sospendere del tutto il cibo è una temperatura dell'acqua stabilmente sotto i dieci gradi, misurata in superficie; alcuni allevatori di koi arrivano fino a otto gradi, ma per un laghetto domestico con pesci rossi è prudente fermarsi prima. Il riferimento non è la temperatura dell'aria, che in autunno cambia di ora in ora, ma quella dell'acqua, che si muove molto più lentamente: procurati un termometro da laghetto e controllalo al mattino per qualche giorno di seguito prima di decidere. Il momento esatto dipende dalla zona in cui vivi e dall'esposizione dello specchio d'acqua: nel Nord la sospensione arriva in genere nel corso di novembre, mentre lungo le coste e nel Sud può slittare anche di settimane. Una volta sospesa l'alimentazione dei pesci del laghetto, non riprenderla per una giornata di sole: qualche grado in più in superficie non basta a rimettere in moto la digestione, e il cibo rischia di restare sul fondo a decomporsi. I pesci non chiederanno nulla, perché il loro organismo è fatto per questo riposo.

Dopo l'ultimo pasto: cosa evitare in inverno e come riprendere in primavera

Sospeso il mangime, i pesci del laghetto non hanno bisogno di altro cibo fino alla primavera, ma hanno bisogno di acqua pulita. Il cibo non consumato e le foglie che si decompongono sul fondo consumano ossigeno e producono gas di fermentazione, proprio nel periodo in cui gli animali sono più vulnerabili: togli i residui con il retino e non lasciare mai mangime a galleggiare. Se i pesci sembrano immobili, non allarmarti e non provare a stimolarli con il cibo: stanno nella zona più profonda, dove l'acqua resta più stabile, e consumano le riserve con lentezza. La ripresa dell'alimentazione segue la stessa regola di partenza, al contrario. Quando in primavera l'acqua torna stabilmente sopra i dieci gradi per diversi giorni di seguito, offri poco mangime digeribile a giorni alterni e aumenta con calma man mano che la temperatura sale, tornando al mangime estivo solo con l'acqua decisamente più calda. Un pesce che ha digiunato per tutto l'inverno e riparte con gradualità arriva alla bella stagione in condizioni migliori di uno nutrito a sproposito nei mesi freddi.

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